Archivi giornalieri: 19 giugno 2022

LEGGE 28 marzo 2022, n. 25

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4, recante misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all’emergenza da COVID-19, nonche’ per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico. (22G00035)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 29/03/2022
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Testo in vigore dal: 29-3-2022
 
  La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hanno
approvato; 
 
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
 
                              Promulga 
 
la seguente legge: 
                               Art. 1 
 
    1. Il decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4, recante misure urgenti
in materia di sostegno alle imprese e agli  operatori  economici,  di
lavoro, salute e  servizi  territoriali,  connesse  all'emergenza  da
COVID-19, nonche' per il contenimento degli effetti degli aumenti dei
prezzi  nel  settore  elettrico,  e'  convertito  in  legge  con   le
modificazioni riportate in allegato alla presente legge. 
  2. Il decreto-legge 25 febbraio 2022, n. 13, e'  abrogato.  Restano
validi gli atti e i provvedimenti adottati e  sono  fatti  salvi  gli
effetti prodottisi e  i  rapporti  giuridici  sorti  sulla  base  del
medesimo decreto-legge n. 13 del 2022. 
  3. Restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e sono  fatti
salvi gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti sulla  base
delle disposizioni abrogate dal decreto-legge 25  febbraio  2022,  n.
13. 
  4. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a  quello
della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. 
  La presente legge, munita del sigillo dello Stato,  sara'  inserita
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato. 
    Data a Roma, addi' 28 marzo 2022 
 
                             MATTARELLA 
 
                                  Draghi,  Presidente  del  Consiglio
                                  dei ministri 
 
Visto, il Guardasigilli: Cartabia  
          Avvertenza: 
              Il  decreto-legge 27 gennaio  2022,  n.   4, e'   stato
          pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  -  Serie  generale  -
          n. 21 del 27 gennaio 2022. 
              A norma dell'art. 15, comma 5, della  legge  23  agosto
          1988,  n.  400  (Disciplina  dell'attivita'  di  Governo  e
          ordinamento della Presidenza del Consiglio  dei  ministri),
          le modifiche apportate dalla presente legge di  conversione
          hanno efficacia dal giorno successivo a  quello  della  sua
          pubblicazione. 
              Il testo del decreto-legge coordinato con la  legge  di
          conversione e'  pubblicato  in  questo  stesso  Supplemento
          ordinario. 
 

Contratto statali , gli aumenti arriveranno anche ai pensionati

Contratto statali, gli aumenti arriveranno anche ai pensionati

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Anche chi è andato in pensione negli ultimi tre anni riceverà, in parte, i benefici del rinnovo del contratto degli statali. Gli assegni pensionistici dovranno essere ricalcolati per tener conto degli aumenti, così come dovranno essere rideterminati i trattamenti di fine servizio e di fine rapporto. Non solo. A chi ha lasciato il lavoro tra il 2019 e il 2021, spetteranno pro-quota, anche gli arretrati derivanti dagli aumenti previsti nel nuovo contratto. Come noto, per adesso, l’unico accordo ad essere stato siglato è quello delle Funzioni Centrali, che comprende i ministeri, le Agenzie fiscali, e gli enti pubblici non economici, come Inps e Inail.

A riconoscere ai pensionati i benefici dell’accordo sottoscritto il 5 gennaio scorso dall’Aran e dai principali sindacati, è l’articolo 48 del contratto stesso. “I benefici economici”, si legge nell’articolo, “sono computati ai fini previdenziali, secondo gli ordinamenti vigenti (…) nei confronti del personale comunque cessato dal servizio, con diritto a pensione, nel periodo di vigenza del presente contratto”. La ragione di questa norma è semplice. La firma del contratto è arrivata oltre la fine del triennio di riferimento. L’accordo infatti, “copre” il periodo che va dal 2019 al 2021. Chi in questi anni ha prestato la sua opera presso le amministrazioni del comparto delle Funzioni centrali, ha dunque diritto a ricevere gli stessi “benefici economici” dei dipendenti che sono ancora in servizio. Compresi gli arretrati fino al momento in cui si è andati in pensione.

Come ormai noto, gli aumenti del nuovo contratto oscillano dai 63 euro per un dipendente della prima area in fascia F1, fino ai 117 euro di un Ispettore generale. Il conteggio degli arretrati, tuttavia, va fatto anno per anno. Infatti gli aumenti del primo anno di vigenza del contratto, il 2019, oscillano dai 12 euro del dipendente di prima area in prima fascia, fino ai 24,60 euro dell’Ispettore generale. Nel 2020 invece, gli aumenti vanno dai 25,90 euro sempre del dipendente di prima area in prima fascia, ai 49,80 euro dell’Ispettore generale. Solo dal primo gennaio dello scorso anno, il 2021, gli aumenti sono a regime, ossia nella fascia di oscillazione tra 63 e 117 euro lordi mensili.

Quando arriveranno nelle buste paga gli aumenti e gli arretrati del contratto? Dopo la firma avvenuta il 5 gennaio scorso, il contratto è stato ora trasmesso ai Comitati di settore. Inizierà adesso una prima procedura di verifica affidata alla Ragioneria generale dello Stato. Secondo quanto riferito dal presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, questa verifica dovrebbe concludersi entro la fine del mese. Poi il contratto sarà trasmesso alla Corte dei Conti per la validazione. Una procedura che ha un tempo stabilito di 15 giorni. Tra la metà e la fine di febbraio, insomma, il testo dovrebbe arrivare in consiglio dei ministri per la ratifica finale. A marzo potrebbero arrivare gli aumenti in busta paga.

10 COMMENTS

  1. Sono d’accordo quest’ultimo governo poi e stato reclutato per fare ulteriore macelleria sociale…e pensare che molti festeggiavano l’ascesa di Draghi…come si può impegnarsi o sperare in un cambiamento se la popolazione non distingue una pulce da un elefante? Sono scofortata….persino il bonus Renzi sono andati ad eliminare..Ms Draghi e l’allegria brigata, ..io li condannerei a prendere 1200 euro al mese per tutta la vita lui e il suo governo pieno di bambocci danarosi! Come fanno a capire chi deve fare i salti mortali per arrivare alla fine del mese? Sono vissuti in un mondo iper protetto, foderati di denaro fin sopra la testa….devono andarsene non c’è soluzione, anche l’UE non scherza con la distruzione del ceto medio…la cosa parte da Bruxelles, un’ ingiustizia sociale senza precedenti dal 1948 in poi…..possibile che non c’è giustizia a questo mondo?

  2. IL M5S DOVEVANO RINNOVARE UN CONTRATTO DIGNITOSO A TUTTI SIA DIPENDENTI CHE PENSIONATI COME HANNO FATTO A FARE ENTRARE NEL GOVERNO QUELLI DELL’OPPOSIZIONE PER ESEMPIO IL NANO DI BRUNETTA HANNO FATTO PRENDERE LA POLTRONA AL CENTRODESTRA NON SONO DEGNI DI STARE AL GOVERNO MASSA DI LADRI NON SI PUÒ PIÙ ANDARE AVANTI TI DANNO UN AUMENTO DA ELEMOSINA DOPO 10 ANNI CHE I CONTRATTI SONO BLOCCATI VERGOGNATEVI

  3. E’ uno schifo. Io sono andata in pensione a Dicembre del 2015 (quindi, alla fine dell’anno 2015), con uno stipendio che era ancora – da ben 5/6 anni e anche più, al palo, dal momento che gli aumenti (biennali come da contratto) derivanti dai rinnovi contrattuali non c’erano più stati, come se non esistessero. Quando sono scattati i rinnovi contrattuali , hanno trovato il modo di aggirare le cose concedendoli soltanto ai pensionati prima del 2015. Ora leggo che degli aumenti e del ricalcolo dell’indennità di buonuscita beneficeranno solo quelli andati in quiescenza tra il 2019/2020…Insomma, trovano SEMPRE un modo per tagliare fuori noi che andammo in pensione con uno stipendio fermo da anni ed anni, dal momento che il rinnovo del contratto ormai scaduto da una vita- fatto GRAVISSIMO – per noi non ci fu MAI. Troverei dunque SACROSANTO aumentare anche le pensioni di chi non raggiunge neppure 20.000 euro l’anno.. Dire che è un’ingiustizia è ancora poco, anche per noi la vita è rincarata (solo per fare la spesa mi sono accorta di un aumento di almeno 10 euro a settimana) e non venissero a raccontarmi che la colpa è di Putin!! Putin non c’entra nulla con i broccoli e le patate, le mele e i generi alimentari indispensabili. Questo è solo sfruttamento della gente da parte dei commercianti che aumentano i prezzi come vogliono, e ancora trovano il modo aggirare lo scontrino fiscale non facendolo proprio. Quest’inverno sono stata costretta a battere i denti dentro casa per risparmiare sul gas, e la guerra non era ancora scoppiata. E piantiamola con i MITI: tutti fingono di NON SAPERE che i cosiddetti “statali” (pensionati inclusi) sono l’unica categoria a NON percepire, da sempre, la 14^ mensilità. Che sia ricalcolo per tutti, dunque, anche sulla buonuscita. Vergogna, sindacati.

    • Il nostro è un popolo che indossa i gilet a lana di pecora, pertanto non c”e da meravigliarsi se siamo sprofondati in un regime totalitario

  4. Io sono stata ata x10 anni precariato e nel 2016 a tenpo indererminato fino al 2017 poi mi anno messo a riposo per età io il ricalcolo pensione e il precariato con aumenti non lho avuto posso fare ricorso x aumento della pensione per avere il ricalcolo io i primi 4 sono interi, gli ultimi 6 anni calcolati la metà insomma di 10 anni fatti a scuola ne anno calcolati in tutto 7 grazie della risposta se mi fate sapere

  5. Come sempre scandaloso quando è qualcun altro a decidere quando e quanto sarà l’aumento (da fame) di un contratto scaduto da tre anni. Se non erro quando i parlamentari si aumentano il loro già strapagato stipendio lo fanno in modo silenzioso (ad agosto) accorciando i tempi di maturazione da tre anni a 2anni e mezzo, cosicché in caso di diminuzione per effetto del referendum in ogni caso, per la pensione ne avrebbero beneficiato tutti. E i lavoratori hanno aspettato 3 anni per quattro soldi e ancora non sanno se li prenderanno a marzo. Mi consola che dove non esiste giustizia terrena, molto più severa sarà quella divina,dove soldi e potere non serviranno. E qui mi fermo.

    • Io ritengo che TUTI coloro i quali non hanno beneficiato, a suo tempo, del rinnovo contrattuale spettante (e sindacati e governo lo sanno bene) e che hanno fatto prima a raggiungere la pensione, abbiano DIRITTO al ricalcolo della stessa, nonchè del TFS, SUL NON PERCEPITO. Non è giusto essere andati in pensione con cifre ai limiti della sopravvivenza anche a causa dei mancati rinnovi contrattuali. E qui mi fermo anch’io, sennò dovrei andare avanti a parolacce.

  6. Lascio il lavoro ad ott 2020 con quasi 45 anni di contributi aspetto con ansia il contratto 2019/20121, mi sono arrivati a giugno 2022 solo 148 euro di arretrati, dopo tutti i proclami fatti dal ministro brunetta, non si smentiscono mai, scandalo puro i loro aumenti sono la cartina tornasole di come funziona a senso unico la legge

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    it.wikipedia.org/wiki/Groenlandia

 

La geografia della Groenlandia

La geografia della Groenlandia

La Groenlandia è l’isola più grande del mondo. La Geografia della groenlandia è abbastanza semplice: si trova a nord, sempre più a nord… tra l’Oceano Artico e l’Oceano Atlantico settentrionale, senza confini terrestri, ma con ben 45 mila km di coste, lungo le quali, distribuiti in piccoli insediamenti, si possono ritrovare ben poche popolazioni. Questo perchè la Groenlandia ha una delle calotte glaciale più grandi del mondo. Seconda solo a quella Antartica.

 

Geograficamente l’isola appartiene al continente americano da cui dista solamente 25 chilometri tra l’Isola di Franklin (Groelandia) e l’isola di Elleshere (Canada). In tutto il Paese ci sono solamente 63 chilometri di strade concentrate nelle città principali Nuuk, Llulissat e Sisimiut mentre le automobili circolanti sono poco più di duemila.
Gli spostamenti da un luogo all’altro possono diventare molto complicati e costosi a causa dei continui mutamenti atmosferici. Ci si sposta in barca, in elicottero, in slitta trainata dai cani o in motoslitta. Queste ultime sono le più utilizzate perché, in particolar modo d’ inverno, è possibile usarle anche sui tratti di mare ove lo stato del ghiaccio abbastanza spesso lo permetta. Spostarsi in Groenlandia è sempre un’ incognita poiché tutto è legato alle condizioni meteo. Nulla è mai certo da questo punto di vista: i voli possono portare ritardi anche di giorni causa nebbia o neve mentre spesso i turisti, per le stesse ragioni, sono costretti a rimanere nei loro alberghi a volte per giorni.

Tutte le coste dell’isola sono costituite da un fittissimo intrico di fiordi e isolotti creati dall’erosione dei ghiacci nel corso dei millenni: quasi dovunque in Groenlandia, la calotta glaciale ha inizio appena i fiordi lasciano il posto alla terraferma e quasi tutte le città e gli insediamenti umani sorgono quindi su isolotti. Per questo non esiste una rete stradale degna di nota né tantomeno ferrovie: la calotta glaciale, cominciando a poche decine di chilometri dai villaggi, rende impossibile la costruzione di una infrastruttura viaria tradizionale.

Molto genericamente le aree di interesse turistico sono quelle meridionali costiere. Infatti si tende a suddividere il turismo in 3 zone: orientale, meridionale e occidentale.
Nulla (o quasi nulla) è destinato ai turisti che desiderino vedere le aree più interne o a nord, incredibilmente vaste, desolate e fredde. Saltuariamente la porzione nord orientale è interessata da spedizioni sportive e scientifiche.
Molto più batture sono invece le coste, perchè più facilmente raggiungibili via mare. Sempre che il ghiaccio non le renda irraggiungibili.
Il punto non è capire cosa vedere ma piuttosto scoprire il perchè desideriamo esplorare la Groenlandia

Le principali suddivisioni turistiche e geografiche dell’ isola

 

La Groenlandia Occidentale

La Groenlandia occidentale è la parte della Groenlandia più famosa e rappresentativa.
Essa ospita la capitale, Nuuk, ed è caratterizzata dai grandi iceberg che possono facilmente esser visti dalla costa galleggiare nel mare.
Questa è la zona della Groenlandia nella quale si effettuano le escursioni in slitte trainate dai cani che permettono di passare da un piccolo insediamento all’altro. In questi insediamenti, pesci e carne di squalo sono spesso appesi fuori dalle piccole case colorate, in una atmosfera scandita dall’abbaiare incessante e continuo dei cani.

scopri di più sulla Groenlandia Occidentale

Visitare la Groenlandia dell’ovest

 

La Groenlandia Orientale

E’ la parte più esposta al freddo polare con pochi insediamenti umani e considerata la più difficile da raggiungere. Qui sorgono solo due aeroporti, situati lungo la costa orientale: Kulusuk e Nerlerit Inaat (ovvero Tasiilaq o Ammassalikk). Collegati a voli provenienti dalla costa occidentale. Principalmente serviti da Air Greenland e Air Iceland. Entrambi gli scali permettono il trasferimento in elicottero verso gli altri principali insediamenti, Tasiilaq e Ittoqqortoormiit.

scopri di più sulla Groenlandia Orientale

Visitare la Groenlandia dell’est

 

La Groenlandia Meridionale

La Groenlandia Meridionale è tuttora la parte di continente con temperature più miti, dove sono ora possibili anche alcune coltivazioni nella stagione estiva.
Nella Groenlandia Meridionale si entra in contatto con la storia delle colonie vichinghe. Siamo nella terra dove Erik il Rosso mille anni fa creò il suo insediamento, dando all’isola il nome Grönland, Terra verde.

scopri di più sulla Groenlandia Meridionale

Visitare la Groenlandia del Sud

 

La Groenlandia Nord Orientale

La Groenlandia nord orientale è detta anche la terra di Erik il Rosso. La prima scoperta dei questa terra da parte degli europei avvenne circa nel 900 d.C. L’isola fu colonizzata circa un secolo dopo da coloni norvegesi; il primo e il più famoso di questi esploratori fu appunto Erik il Rosso, un abitante dell’Islanda di origini norvegesi, il cui soprannome “il Rosso” si riferisce al colore rosso dei capelli. I due principali insediamenti norvegesi furono poi l’Insediamento Orientale a sud e l’Insediamento Occidentale a nord, entrambi sulla costa sud-occidentale della Groenlandia.

scopri di più sulla Groenlandia del Nord Est

 

La calotta Polare

E’ abbastanza improbabile che possiate raggiungerla, non preoccupatevi. Si tratta di una zona tanto isolata e deserticha che solo nel 1926 l’uomo è riuscito a conquistarla, nella famosa impresa ispirata da Roald Amundsen, attraverso una stupefacente trasvolata della calotta artica con il dirigibile Norge. Almeno in Groenlandia la calotta essa risulta abbastanza stabile con spessori di ghiaccio continentale che localmente superano anche i 3000 m.
Annualmente, la banchisa artica attraversa un ciclo termico stagionale con una estensione minima a settembre di 5.000.000 km² ed una massima a marzo di 15.000.000 km². La variazione di superficie fra le due è di oltre il 50%. Non esiste un confine netto fra banchisa e mare aperto, ma c’è una zona intermedia costituita da lastroni di ghiaccio e altri frammenti alla deriva, che si estende o si ritira secondo le tempeste e le stagioni. Questa è la zona che – come in un respiro della Terra – ogni anno aumenta per poi sciogliersi.
Procedendo verso sud, all’interno dell’Isola Groenlandese il clima si fa davvero severo e ritroverete esclusivamente avamposti scientifici. Qui, nelle aree più interne, dove si trova la calotta glaciale, la temperatura rimane intorno allo zero anche in estate, diminuendo progressivamente avvicinandosi alla costa. In estate in genere nevica già a partire dai 300 metri di quota. Le zone più fredde sono quelle centrali, dove si raggiungono le anche i – 65 gradi

Scopri di più sulla Calotta artica

 

Viaggio in Groenlandia: Cosa vedere? Quando andare? Come arrivare?

Viaggio in Groenlandia: Cosa vedere? Quando andare? Come arrivare?

Un’isola immensa, ghiacciata e dal nome… bizzarro. Andiamo alla scoperta di un luogo artico per eccellenza, con una breve guida della Groenlandia.

In questo post scoprirai tutto ciò che c’è da sapere per organizzare in autonomia una viaggio in Groenlandia. Ti parlerò di cosa fare (a seconda delle stagioni), quando andarecome arrivare e dove soggiornare.

Sei pronto? Iniziamo!

Prima volta in Groenlandia?

La Groenlandia è sicuramente una meta insolita nel panorama turistico mondiale, e per questo motivo può risultare una destinazione scoraggiante per chi decide di avventurarsi sull’isola per la prima volta. È normale avere molte domande prima di partire. Continua a leggere e risponderò a tutte le tue curiosità!

Dove si trova la Groenlandia?

La Groenlandia è un paese autonomo all’interno del Regno di Danimarca. Sebbene faccia parte geograficamente del continente nordamericano, è stata associata politicamente e culturalmente all’Europa per circa un millennio ed è diventato parte della Danimarca nel 1953.

Questa isola immensa può essere divisa principalmente in quattro aree: Nord, Sud, Ovest, Est. Vediamole nel dettaglio.

Groenlandia del Nord

La Groenlandia settentrionale è la terra del sole di mezzanotte e delle slitte trainate da cani.

Si tratta di una delle aree più turistiche, e comprende attrazioni uniche come il fiordo di ghiaccio di Ilullissat (Patrimoino dell’Umanità dell’UNESCO) – di cui ti parlerò tra poco – e la zona della baia di Disko.

Groenlandia del Sud

La Groenlandia meridionale è una terra verde degna del suo nome (Green-land). Comprende le città di Narsarsuaq, Narsaq e Quaqortoq. Grazie al clima più mite, in quest’area l’agricoltura prospera; sono presenti molte fattorie e ortaggi rigogliosi, in contrasto con un mondo di ghiaccio sterile che copre gran parte dell’Isola.

Le attrazioni più importanti sono indubbiamente le sorgenti termali di Uunnartoq, le rovine vichinghe di Qassiarsuk e i sentieri in cui fare trekking.

Groenlandia dell’Est

La Groenlandia orientale è un luogo isolato ma molto speciale. La lingua è diversa e la cultura è profondamente radicata nei miti e nelle leggende, che si esprimono nei loro ambiti prodotti artigianali. La Groenlandia dell’Est non dista molto dall’Islanda, ma la sua cultura e i suoi paesaggi sono un mondo lontano. In una terra dominata dalla calotta glaciale e da catene montuose incredibilmente ripide, in quest’area vivono circa 3.500 abitanti su oltre 2.700 km di costa.

Qui puoi ammirare il fiordo più grande del mondo (Scoresby Sund), il ghiacciaio sopra Tasillaq e il progetto Casa Rossa di Robert Peroni.

Groenlandia dell’Ovest

Qui è dove si trova la capitale Nuuk, una metropoli artica con un’atmosfera da piccola città, modellata dalla natura e nota per la sua diversità culturale.

Vacanza in Groenlandia: le 8 cose da sapere prima di partire


Pic by Hubert Neufeld

Quando costa un viaggio in Groenlandia?

Come ogni cosa, dipende.

In generale, però, possiamo dire che una vacanza in Groenlandia di una settimana ha un costo che varia dai 2.000€ ai 3.000€ a seconda di ciò che si decide di fare.

Sicuramente, il volo aereo ha un’incidenza importante sul costo complessivo del viaggio, così come il pernottamento, che è abbastanza caro se paragonato ad un soggiorno nel nostro Paese.

La moneta è la corona danese (DKK), la cui conversione è la seguente:

  • Un euro corrisponde a circa 7.44 DKK.
  • Una corona corrisponde invece a 0,13€.

Quando andare in Groenlandia?

Grazie al clima più piacevole, il periodo migliore per visitare la Groenlandia è l’estate, ossia fra giugno e agosto. Questo periodo dell’anno è ideale per fare escursioni e giri turistici, ammirare il sole di mezzanotte, godersi le sorgenti termali e osservare le balene giganti.

Quando andare” non è una domanda che riguarda la sola Groenlandia, ma tutte le destinazioni e mete mondiali, poiché a seconda della stagione scelta le attività che vengono offerte variano in relazione ad esse.

Il tempo può essere imprevedibile, ma è un rischio che dovete essere disposti a correre tutto l’anno.

Infatti, essendo la Groenlandia un’isola enorme, le caratteristiche delle stagioni variano da una regione all’altra; ad esempio, l’estate nella Groenlandia meridionale significa paesaggi rigogliosi e verdi, mentre a Nord può significare iceberg, tempeste di neve e pioggia.

Mentre l’inverno nella regione di Nuuk (capitale groenlandese) è caratterizzato da calde luci cittadine e da uno sfondo innevato, nella Groenlandia orientale il mare ghiacciato è lo scenario invernale per eccellenza.

Come arrivare in Groenlandia dall’Italia?

Una volta decisa la vostra destinazione potrete cominciare a pianificare come arrivare sull’isola.

Ci sono due modi per raggiungere la Groenlandia dall’Italia in aereo: facendo scalo a Reykjavik o a Copenaghen, da questi due aeroporti ci sono voli diretti verso Nuuk, Kangerlussuaq, Narsarsuaq, Ilulissat o Kulusuk e da queste località potrete continuare il vostro viaggio e volare, navigare o fare escursioni verso altre località della Groenlandia.

Consigliamo di evitare di cercare i voli sui motori di ricerca come Sky Scanner o Vola Gratis, in quanto fanno un po’ di difficoltà a trovare i tragitti ideali. Sarebbe meglio invece prenotare i voli direttamente dai siti ufficiali delle compagnie aeree che operano in Groenlandia, come Air Greenland e Air Iceland.

I voli più cari sono quelli che hanno come destinazione il Nord dell’Isola (Qaanaq), mentre quelli per l’area meridionale sud hanno costi decisamente più contenuti.

C’è bisogno di un visto per fare una vacanza in Groenlandia?

Come afferma il sito Viaggiare Sicuri del Ministero degli Affari Esteri, i cittadini dell’Unione Europea hanno bisogno di un passaporto valido e non è necessario alcun visto se il soggiorno ha una durata inferiore a 3 mesi.

Alcuni siti sostengono che sia consentito viaggiare anche con la sola carta d’identità, ma consigliamo sempre di portare con sè il passaporto per evitare qualsiasi problema all’ingresso.

Per saperne di più: Informazioni visto per la Groenlandia

groenlandia-foto

Dove alloggiare

Le possibilità di alloggio in Groenlandia sono numerose e diverse le une dalle altre, a seconda della durata del soggiorno (breve, medio e lungo) o del periodo scelto (estate, autunno, inverno).

In particolare, le strutture ricettive spaziano dai classici hotel fino agli ostelli, per un target più giovanile.

Ecco quali sono gli hotel, i lodge e le pensioni in cui consigliamo di soggiornare in Groenlandia:

  • Hotel a Illulissat: il più vicino all’elegante che probabilmente troverai in Groenlandia, l’Hotel Arctic Ilulissat si definisce “l’hotel a 4 stelle più a nord del mondo”. Le viste dalle camere che si affacciano sulla baia sono stupende e la colazione è gratuita, così come il viaggio per l’aeroporto e la navetta ogni ora per la città. Situato in posizione strategica nel centro della città, l’Hotel Icefiord si trova proprio ai margini della baia di Disko. Tutte le camere si affacciano sulla baia per ammirare gli iceberg che passano alla deriva. Il ristorante è molto famoso e la colazione è inclusa, insieme al trasporto per l’aeroporto.
  • Pensioni a Nuuk: proprio sull’acqua, con splendide viste dalle camere, Eagle View è una pensione boutique con una cucina ben attrezzata, un’area salotto e bagni condivisi dagli ospiti. Le camere sono spaziose e allegre. Greenland Escape, invece, è vicino all’aeroporto e dista circa 20 minuti a piedi o in taxi dal centro della città, le camere presentano un arredamento moderno e minimalista e la cucina per gli ospiti e i bagni sono condivisi.
  • Dove dormire in Groenlandia, altri hotel consigliati: popolare tra escursionisti e visitatori in cerca di esperienze all’aria aperta, Kangerlussuaq non è un posto dove trovare resort di lusso, ma ti sentirai a tuo agio nelle piccole stanze dell’Old Camp, un lodge in stile ostello dove gli ospiti possono preparare la propria colazione nella cucina condivisa. Arroccato in alto sopra il colorato villaggio di Tasiilaq, nella Groenlandia orientale, l’Angmagssalik Hotel offre viste mozzafiato sulle montagne attraverso una baia piena di ghiaccio. L’hotel dispone di un ristorante e la colazione è inclusa nella tariffa.
 

Come muoversi sullisola

La Groenlandia è una terra ampia, selvaggia e aspra, dove non esistono strade asfaltate tra le sue città e comunità. Per questo motivo i mezzi più comodi che possono essere utilizzati sull’isola sono gli elicotteri, le imbarcazioni o gli aerei omologati per il trasporto dei passeggeri.

La compagnia aerea di bandiera della Groenlandia è “Air Greenland”, che serve tutte le principali città e una serie di insediamenti con voli nazionali e collegamenti in elicottero durante tutto l’anno.

Arctic Umiaq Line” gestisce invece un traghetto tra Qaqortoq, (nella Groenlandia meridionale) e Sisimiut, (nel Circolo Polare Artico), da aprile ai primi di gennaio con il servizio che si estende fino a Ilulissat nella baia di Disko, da fine aprile fino a fine dicembre.

La “Disko Line” traghetta i passeggeri tra le città e gli insediamenti nella zona di Disko Bay, nella Groenlandia meridionale, nella Groenlandia occidentale e nell’area della capitale.

Infine, nella Groenlandia meridionale , “Blue Ice Explorer” collega diverse città e insediamenti, mentre una serie di piccole imbarcazioni a noleggio sono disponibili in tutto il Paese.

Quali città visitare?

La Groenlandia, come già detto, è priva di collegamenti diretti tra le sue città e comunità, per cui risulta molto costoso spostarsi da una regione all’altra in elicottero o aereo.

È più opportuno per questo motivo scegliere una o due regioni, in modo da poterle visitare efficacemente, senza elevate spese inutili; ma non temete: ci sarà la possibilità di visitarla una seconda volta.

Come vestirsi in Groenlandia per non patire il freddo?

Durante l’inverno consigliamo di portare con sè:

  • maglie termiche sintetiche
  • calzamaglie
  • pile
  • parka con cappuccio
  • guanti
  • stivali caldi e impermeabili
  • sciarpa
  • cappello

Durante l’estate, invece:

  • giacca a vento
  • giacca pesante
  • felpa o maglione
  • camicia e t-shirt
  • stivali/scarponi da trekking per le escursioni
  • ombrello

Se avete intenzione di fare escursioni in mare aperto, consigliamo inoltre di portare con sè un berretto di lana, dei guanti e un impermeabile, in modo da non patire l’aria fredda.

Cosa fare in Groenlandia: 10 esperienze indimenticabili

Quali sono le cose da vedere in Groenlandia? Le città più importanti da esplorare? Le escursioni più caratteristiche?

La Groenlandia non è una terra dove è possibile improvvisare un viaggio.

Bisogna pensare razionalmente al tipo di itinerario e di attività che si vogliono svolgere. Per questo motivo, vi consigliamo di pensare prima di partire a quale tipo di turista siete, a quali attività volete assolutamente provare o a quali pietanze non vorreste rinunciare per nessun motivo.

Alcune attività sono disponibili solo in alcune aree e in determinate stagioni, come il kayak tra i ghiacci, praticabile solo in estate, mentre la caccia all’aurora boreale è possibile effettuarla in qualsiasi area dell’isola e durante tutto il periodo invernale. 

Ecco la lista delle 10 migliori cose da fare e vedere in Groenlandia.

Cani da slitta alle Svalbard
Cani da slitta alle Svalbard – Pic by James Padolsey

Escursione sulla slitta trainata dai cani

“Datemi l’inverno e datemi i cani; poi potete tenervi il resto”. La famosa citazione dell’avventuriero polare Knud Rasmussen racchiude efficacemente lo spirito di questo popolo.  È incredibile ed emozionante andare su una slitta trainata dai cani, circondati da una natura selvaggia e sorprendente. Questa attività è l’incarnazione dell’inverno in Groenlandia. Se vivrete quest’esperienza, non tornerete a casa delusi!

Whale watching

I groenlandesi amano le balene, e nel mare groenlandese ce ne sono 15 tipi diversi. Nella Disco Bay e nelle acque intorno a Nuuk è possibile avvicinarsi a una delle più interessanti e divertenti, la megattera. Molti tour operator locali offrono la possibilità di osservarle da vicino, durante una gita in barca o in kayak. Si tratta di una delle attrazioni turistiche più apprezzate dai turisti stranieri.

Ammirare l’Aurora boreale

L’aria fresca e il clima stabile fanno dell’isola una meta irresistibile per i cacciatori di aurora, che si troveranno in un paesaggio naturale incontaminato e di una bellezza travolgente. Inoltre, risulta più facile scorgerla in queste zone, perché non c’è abbondanza di luci artificiali e dunque raramente potrebbe essere oscurata; anzi, molte persone ritengono che l’aurora boreale groenlandese sia la migliore. 

Osservare gli iceberg di Ilulissat Ice Fjord

Ilulissat Groenlandia
Ilulissat, Groenlandia – Pic by Marjorie Teo

La zona più visitata della Groenlandia e patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 2004, questa incredibile sezione di costa disseminata di iceberg nella baia di Disko è dove enormi ghiacciai “si staccano” dai ghiacciai e galleggiano nelle acque costiere . Se sei abbastanza fortunato da avere il tempismo giusto potrai addirittura assistere a questo straordinario spettacolo naturale che, a differenza di altri fiordi di ghiaccio in Groenlandia, può essere osservato da terra.

L’immenso ghiacciaio Sermeq Kujalleq, largo più di cinque chilometri e spesso un chilometro, scorre a una velocità di circa 25 metri (82 piedi) al giorno. Preparati a panorami mozzafiato e alla natura più maestosa. Mentre sei a Ilulissat, fermati a vedere la collezione di paesaggi della Groenlandia nell’Emanuel A Petersen Art Museum.

Visitare Nuuk, la capitale della Groenlandia

Nuuk, la capitale e centro amministrativo della Groenlandia, ha una popolazione di circa 16.000 abitanti ed è particolarmente apprezzata dai visitatori per il Museo nazionale della Groenlandia. Le sue collezioni di attrezzatura da caccia, kayak, incisioni e reperti vichinghi dipingono un’immagine vivida della vita sull’isola fin dai primi tempi.

Le mummie di donne e bambini di 500 anni fa (scoperte nel 1978) sono così ben conservate che alcuni dei tatuaggi facciali e colori del vestiario sono ancora riconoscibili.

Nuuk è il punto di partenza per i tour del fiordo di Godthåb, una delle regioni più belle della Groenlandia, e vale la pena vedere gli edifici suggestivi del vecchio porto coloniale.

Fare il bagno nelle sorgenti termali di Uunartoq

Le sorgenti termali si trovano in tutta la Groenlandia, ma sull’isola disabitata di Uunartoq hanno la temperatura perfetta per fare il bagno. Qui, tre sorgenti riscaldate naturalmente si fondono in una piccola piscina, dove potete immergervi circondati da iceberg e cime montuose mozzafiato.

Uunartoq è raggiungibile in barca dalla città di Ilulissat. Sono presenti letteralmente migliaia di sorgenti altrove in Groenlandia, in particolare sull’isola di Disko, mentre sul lato orientale del paese ce ne sono circa un centinaio.

Visitare il Museo di Qaqortoq

Qaqortoq è un villaggio di pescatori roccioso di case dipinte a colori vivaci che si arrampica su una collina sopra il porto.

Situato in un edificio del 1804 che un tempo era la casa del direttore della colonia Julianehåb, il Museo Qaqortoq espone manufatti delle culture di Dorset, Thule e Norrena, ciascuno con le sue mostre e interpretazioni separate.

La storia norrena è particolarmente ben rappresentata con manufatti che includono arpioni e kayak, insieme a un’autentica replica di una capanna di torba. C’è anche una replica umiac, una barca tradizionale della Groenlandia.

All’ultimo piano si trovano la “Blue Room” e la “Red Room”, splendidamente ricostruite, dove hanno soggiornato rispettivamente l’esploratore Knud Rasmussen e l’aviatore Charles Lindbergh.

Ammirare le rovine vichinghe

Tra le cose da vedere in Groenlandia ci sono i resti delle millenarie colonie nordiche di Eric il Rosso. Al loro apice, si stima che circa 5.000 norvegesi vivessero in tutta la Groenlandia. Il perché gli insediamenti si siano estinti rimane tutt’oggi un mistero.

Una visita ai siti delle rovine è un affascinante viaggio indietro nel tempo nelle vite di questi arditi cacciatori.

Ci sono diverse rovine vichinghe trovate nella regione tra cui la chiesa del fiordo di Hvalsey (la più antica della Groenlandia e altamente raccomandata) e Brattahlid vicino alla città di Qassiarsuk (20 minuti di barca dall’aeroporto internazionale di Narsarsuaq).

Entrare nell’insediamento eschimese di Sermermiut

A circa due chilometri dalla città di Ilulissat, troverai questo antico insediamento eschimese, scavato per la prima volta all’inizio del XX secolo, che contiene alcuni dei resti meglio conservati delle popolazioni indigene nell’Artico. L’antico villaggio è abbandonato, ma si possono ancora vedere i manufatti degli abitanti che vissero qui più di 2000 anni fa.

Per arrivare a Sermermiut a piedi ci vuole circa un’ora. Dal centro di Ilulissat, cammina verso sud fino al vecchio eliporto e poi segui la passerella per altri 1,2 chilometri a sud fino alla riva del fiordo di ghiaccio. I reperti del sito sono esposti nel Museo Ilulissat.

Escursione in barca e traghetti

Sia che tu faccia una breve crociera pomeridiana tra gli iceberg verso un ghiacciaio o una crociera di più giorni nelle baie e nei fiordi, le barche sono il modo migliore per visitare la maggior parte della Groenlandia.

La maggior parte di queste possenti pareti di ghiaccio sono visibili solo dal mare e le barche sono una parte così vitale della vita della Groenlandia che ovunque tu vada ci saranno opportunità per escursioni in mare.

Le piccole imbarcazioni da escursione hanno il vantaggio di non avere un itinerario prestabilito, quindi oltre agli iceberg e ai ghiacciai, si possono vedere cascate e fauna selvatica, come un’aquila a guardia del suo nido.

Puoi anche fare una crociera di più giorni più lunga per vedere più delle meraviglie della Groenlandia o farsi un’idea della vita locale unendoti ai groenlandesi su uno dei tanti traghetti che solcano i piccoli porti costieri.

Sarfaq Ittuk gestisce traghetti che sono il trasporto locale, quindi a differenza delle crociere progettate appositamente per i turisti, questi traghetti ti danno la possibilità di incontrare e socializzare con i groenlandesi.

Come prepararsi per gli imprevisti


Vista su Qaqortoq

Quando viaggiate in Groenlandia dovete tener presente che vi trovate in una terra selvaggia, che rispetta i canoni dettati dalla natura, per cui dovete pensare a tutti quei fattori che non terreste generalmente in conto in altre località turistiche.

Ecco alcuni problemi in cui potreste imbattervi:

Mancanza di wi-fi: comprare una SIM in Groenlandia

Restare connessi come turisti in Groenlandia non è così facile, anche se la maggior parte degli alberghi e dei caffè delle principali città e dei centri abitati hanno il Wi-Fi. Spesso bisogna pagare al minuto o al megabyte. Oggi sta diventando sempre più comune trovare il Wi-Fi gratuito per strada, ma dovete prepararvi a essere disconnessi per la maggior parte del tempo se non volete pagare.

Se invece avete davvero bisogno di rimanere connessi, il modo più economico è acquistare una carta SIM locale in un qualsiasi negozio tele-post e utilizzare la rete dati mobile, che copre completamente la maggior parte delle città e dei centri abitati.

Gli orsi polari

È risaputo, gli orsi polari in Groenlandia sono molti. Ma non sono così facili da individuare come si potrebbe pensare, e di solito non camminano per strada! Gli orsi polari sono più comuni nella Groenlandia settentrionale e orientale, ma anche qui sono raramente avvistati dai turisti.

Se decidete di fare un’escursione in queste zone, è consigliabile consultare un’agenzia locale che vi fornirà tutti i dettagli.

orso artico
Orso Bianco – Pic by Hans Jurgen Mager

Ritardi e cancellazioni

I ritardi e le cancellazioni sono più frequenti rispetto a un incontro con un orso polare. La Groenlandia può essere accessibile a livello globale al giorno d’oggi, ma è ancora una regione selvaggia dell’Artico, e la natura la fa da padrona. Questo significa che il tempo può cambiare all’improvviso, e ciò può intralciare i vostri piani. 

Una mentalità accondiscendente e rilassata è ciò che vi occorre per queste occasioni, quando si verificheranno questi ritardi sedetevi e godetevi la vista sul paesaggio groenlandese.

Disponibilità di cibo

La maggior parte della frutta e della verdura fresca che mangerete sull’isola viene importata dalla Danimarca in aereo o in nave. Questi viaggi sono anch’essi influenzati dalla natura selvaggia groenlandese, il che significa che non si può contare sul fatto che le cose a cui si è abituati a casa siano sempre disponibili.

Più a Nord, per esempio, a causa dei ghiacci del mare, per la maggior parte dell’inverno nessuna barca può visitare le città e gli insediamenti, il che limita fortemente la quantità di merci che possono essere importate. Se avete particolari esigenze alimentari, quindi, vi consigliamo vivamente di portare con voi quei cibi di cui non potete fare a meno. 

Come sono i Groenlandesi?

Di solito siamo portati a pensare che gli abitanti delle regioni più fredde del mondo abbiano un carattere freddo, taciturno e distaccato, cosa non vera per gli abitanti di questa meravigliosa isola.

I groenlandesi sono noti per la loro natura accogliente, ospitale e calorosa, ed è quasi certo che vi faranno sentire parte integrante del loro mondo, per cui non siate sorpresi se la gente vi fermerà per strada ed inizierà a parlare e a ridere con voi.

Ecco una guida pratica per cominciare a socializzare:

  • sorridete e salutate sempre;
  • chiedete prima di scattare foto e rispettate sempre un “no”;
  • parlate con le persone e mai di loro;
  • rispettate le abitudini e la cultura locale;
  • se siete invitati a casa di un groenlandese, ricordatevi sempre di togliervi le scarpe prima di entrare.

Molti turisti hanno imparato anche alcune parole della lingua durante il loro soggiorno, ecco un esempio:

  • Ciao: Aluu
  • Arrivederci: Baaj
  • Come stai?: Ajunngi?
  • OK / Bene: Ajunngilaq
  • Grazie: Qujanaq
  • Non c’è di che: Illillu
  • Aiuto: Ikiu

Viaggio in Groenlandia: 9 cose di cui non puoi fare a meno

Come già detto in precedenza, la Groenlandia non è una terra per sprovveduti viaggiatori, bisogna preparare un piano d’azione strutturato e mirato a seconda delle regioni o delle attività che si vogliono visitare o praticare. Tuttavia, queste nove cose sono quelle che risultano assolutamente necessarie per qualsiasi viaggio sull’isola.

Assicurazione di viaggio

Controllate e verificate che la vostra polizza assicurativa di viaggio non copra solo l’assistenza sanitaria in Groenlandia, ma anche le attività che avete intenzione di svolgere. Gran parte dell’isola è classificata come un’area remota e selvaggia, e spesso le polizze assicurative escludono questo tipo di aree, ma se non siete sicuri contattate la vostra compagnia di assicurazione per chiedere informazioni specifiche sul vostro viaggio.  

Mosquito net (solo in estate)

Se pianificate il vostro viaggio tra giugno e agosto e avete intenzione di concedervi una vacanza “outdoor”, non dovete assolutamente sottovalutare le zanzare della Groenlandia. Questi insetti sono particolarmente resistenti ai classici repellenti, quindi è meglio portare anche una protezione per ridurre al minimo i disturbi.

Macchina fotografica

La natura e il paesaggio incredibilmente fotogenico della Groenlandia vi costringeranno continuamente a fotografare i suoi scorci scenografici, per questo motivo vi maledirete se non avrete una macchina fotografica in grado di catturare questi spettacolari momenti polari.

Scarponi da trekking

Anche se solitamente non siete degli amanti del trekking, la Groenlandia vi trasformerà in autentici escursionisti. È una buona idea portare gli scarponi da trekking, sia nel caso in cui siate tentati da un’escursione nella natura selvaggia, sia per una passeggiata serale in città, dove gran parte del terreno è irregolare e roccioso.

Occhiali da sole

Gli occhiali da sole potrebbero essere una delle ultime cose a cui si pensa quando si sceglie una destinazione artica come la Groenlandia, ma anche quando non c’è il sole, gli occhiali sono indispensabili per respingere il riflesso della luce sulla neve o sull’acqua. Portateli sempre con voi, indipendentemente dal periodo dell’anno in cui andrete.

Giacca a vento

Le folate di vento in Groenlandia sono forti, fredde, improvvise e possono colpire in qualsiasi periodo dell’anno, anche quando sembra caldo e soleggiato, una giacca a vento può aumentare notevolmente il vostro livello di comfort.

Guida di viaggio

Non sempre potrete avere una connessione internet permanente sull’isola, perciò cercate di limitare gli inconvenienti, portando sempre con voi una guida completa. In questo modo, potrete facilmente controllare le possibilità di alloggio, cercare i fornitori di servizi turistici e orientarvi in città anche quando non siete online.

Diario di viaggio

Come per il precedente consiglio, un diario di viaggio vi aiuterà durante il vostro itinerario, quando vivrete un momento che non potrete registrare e pubblicare sulle vostre piattaforme social. Mettete nel vostro zaino un diario e riempitelo con le vostre esperienze personali, vi tornerà utile.

Senso dell’umorismo

Last but not least, questa potrebbe essere la cosa più importante di cui non si può fare a meno in Groenlandia. Siate pronti a prenderla con buon umore, siate flessibili e persino a riderci su, un cambio di programma o un imprevisto vi porterà a vivere esperienze nuove ed indimenticabili.


Covid Groenlandia: la situazione epidemiologica sull’isola

L’ordine esecutivo della Groenlandia “n. 37” del 29 settembre relativo ai viaggi verso l’isola è valido dal 30 settembre 2020 al 31 gennaio 2021. 

I cittadini provenienti da paesi classificati come “ammessi” dalla polizia danese sono autorizzati ad entrare in Groenlandia, se rispettano le restrizioni di test e di quarantena.

Tutti i viaggiatori che entrano in Groenlandia devono presentare un test negativo non più vecchio di 5 giorni e compilare un modulo “Sumut”, (uno schedario di localizzazione personale), per poter salire a bordo dell’aereo.

A causa dell’elevato fattore di riproduzione del virus, in Danimarca sono in vigore le precedenti regole di quarantena, ciò significa che tutti i viaggiatori all’arrivo in Groenlandia devono: 

  1. andare in quarantena per 14 giorni se non si viene sottoposti a nuovi test in Groenlandia.
  2. andare in quarantena fino al ricevimento di un risultato negativo del nuovo test, che può essere effettuato per la prima volta il quinto giorno dopo l’arrivo.

Aggiornamento del 26 Novembre 2020– documento preparato in collaborazione con Visit Greenland, Innovation South Greenland e Corona Secretariat in Greenland.

1) Quarantena in solitaria: 

Tutte le persone, giunte in Groenlandia sono fortemente incoraggiate a mettersi in auto- quarantena e a stare lontano dalle altre persone, questo per ridurre al minimo il rischio di contagiare gli altri, sia all’interno che all’esterno dell’abitazione. 

Questa raccomandazione viene fatta con particolare riferimento alle prossime vacanze di Natale. 

2) Pre-test per tutti

Tutte le persone che arrivano in Danimarca da paesi ad alto rischio all’interno dell’UE, dello spazio Schengen e della Gran Bretagna, così come da paesi “banned” del resto del mondo devono presentare la prova di risultati negativi del test Covid -19 (non più di 72 ore prima dell’ingresso).

Nota: se si viaggia dalla Danimarca alla Groenlandia entro 120 ore dal test, il risultato di questo test sarà ancora valido per l’ingresso in Groenlandia.

3) Viaggiatori provenienti dalla Danimarca e dall’Islanda 

E’ possibile raggiungere l’isola in aereo sia dalla Danimarca, che dall’Islanda; ma in questo periodo emergenziale i voli tra l’Islanda e la Groenlandia sono stati sospesi  dal 9 novembre 2020 fino alla fine di gennaio 2021.

Per maggiori informazioni si rimanda alla sezione “informazioni di base” del sito “Visit Greenland”- https://visitgreenland.com/articles/corona-virus-status/.

Situazione epidemiologica al 3 Dicembre 2020

  • Casi totali: 18
  • Guarigioni: 18
  • Decessi: 0

Breve storia della Groenlandia, l’isola più grande del mondo

Quando pensiamo alla Groenlandia, le prime immagini che ci saltano alla mente sono quelle di sconfinate terre ricoperte di ghiaccio, di mari punteggiati da bianchi iceberg che rendono difficile la navigazione e di forti tempeste di vento tra i villaggi colorati dell’isola- Forse tutto ciò in parte è vero, ma la Groenlandia ha una storia millenaria, che non merita di essere riassunta solo in questo modo.

Tra il 982- 984 d.C. i primi coloni che si insediarono sull’isola furono i vichinghi norvegesi d’Islanda guidati da Erik il Rosso, che la battezzarono “Grønland” ossia “terra verde”.

groenlandia-vichinghi
Fonte: Smithsonian Magazine

Successivamente diverse colonie si svilupparono sulla costa meridionale dell’isola, fin quando – quattro secoli dopo l’arrivo del “Rosso” – la combinazione di diversi fattori (danni ambientali, cambiamenti climatici, vicini ostili, perdita di contatti con la madrepatria, atteggiamento conservatore della società) portarono al definitivo abbandono della colonia groenlandese.

Nel XIII sec. i coloni norvegesi e islandesi erano circa 2-3.000 e vivevano di pesca, caccia e bacche, ma verso la fine del XV sec., a causa del peggioramento delle condizioni di vita, i coloni perirono o si fusero con gli Inuit, una popolazione locale che proveniva dalle coste dell’America settentrionale.

La storia moderna

Solo un secolo dopo (XVI), la Groenlandia fu ancora meta di navigatori provenienti dall’Europa, come il portoghese Gaspar de Corte-Real, o i britannici Martin Frobisher e William Baffin, i quali cercavano il famoso “Passaggio a Nord-Ovest”, che sarà scoperto solo nel 1906 dal norvegese Roald Amundsen, quando dopo un viaggio su un peschereccio durato tre anni entrò nella città di Circle in Alaska.

Durante il periodo del colonialismo, la Danimarca. a differenza delle grandi potenze di allora che cercavano nuovi territori in Africa o in sud America, decise di espandersi a Nord. Nel 1721, grazie all’aiuto di Hans Egede, l’isola divenne una colonia del Regno di Danimarca. 

Nel XX secolo (1953) l’isola assunse lo status di contea, fu amministrata da un governatore e rappresentata da due deputati presso il parlamento della capitale danese. Solo nel 1979 assunse una maggiore autonomia interna, e nel 2008 acquisì la possibilità di gestire le proprie risorse naturali grazie a un referendum, in un’ottica di maggior emancipazione dalla Danimarca.  

Conclusione

Lasciatevi ispirare da nuove emozioni e partite alla scoperta di questa terra, dove i ritmi della quotidianità sono scanditi dalla natura e ciò che conta è l’autenticità dell’esperienza!

Andrea Delvescovo

 

Gro

Groenlandia

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Groenlandia
Groenlandia - Bandiera Groenlandia - Stemma
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Groenlandia - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Groenlandia
Nome ufficiale Kalaallit Nunaat
Dipendente da Danimarca Danimarca
Lingue ufficiali Groenlandese
Altre lingue Danese
Capitale Nuuk  (18 326 ab. / 2020)
Politica
Status Nazione costitutiva del Regno di Danimarca
Sovrano Margherita II
Primo ministro Múte Bourup Egede
Superficie
Totale 2 166 086 km² (12º)
% delle acque 83,1 %
Popolazione
Totale 56 421[1] ab. (2021)
Densità 0,03 ab./km² (244º)
Nome degli abitanti Groenlandesi
Geografia
Continente America[2]
Fuso orario UTC da 0 a -4
Economia
Valuta Corona danese (DKK)
PIL (nominale) 2 706 milioni di $ (2016)
PIL pro capite (nominale) 48 000 $ (2016)
ISU (2014) 0.808 (molto alto) (83º)
Fecondità 2,1 (2019)[3]
Varie
TLD .gl
Prefisso tel. +299
Sigla autom. KN
Inno nazionale Inno nazionale: Nunarput utoqqarsuanngoravit (dal 1916)
Inno Kalaallit: Nuna asiilasooq (riconosciuto dal 1973)
Festa nazionale 21 giugno
Groenlandia - Mappa
 

La Groenlandia (in groenlandeseKalaallit Nunaat, lett. “terra dei Kalaallit”; in daneseGrønland, lett. “terra verde”) è un’isola collocata nell’estremo nord dell’oceano Atlantico tra il Canada a sud-ovest, l’Islanda a sud-est, l’Artide e il mar Glaciale Artico a nord. È l’isola più vasta del pianeta (l’Australia, circa tre volte più estesa, è una massa continentale e non un’isola)[4] e al contempo, con circa 0,03 ab./km², è la nazione meno densamente popolata.

La Groenlandia è una nazione costitutiva del Regno di Danimarca, che comprende anche la Danimarca continentale e le Isole Fær Øer. La Groenlandia fu una delle colonie della Corona Norvegese fino al 1814, quando passò sotto il controllo della Danimarca; nel 1953 divenne parte del regno danese attraverso la formula dell’unione personale. Nel 1979 all’isola venne concesso l’autogoverno (hjemmestyre) dal Folketing (il Parlamento danese) mediante una legge approvata l’anno precedente.

La regina di Danimarca rimane comunque il capo di Stato della Groenlandia. Fece parte della Comunità Economica Europea, come territorio danese, dal 1973 fino al 1985, quando decise di uscirne per effetto del referendum del 1982.

In seguito al referendum del 2008, sono state trasferite al governo locale le competenze in ambito legislativo, giudiziario e nella gestione delle risorse naturali.[5][6][7] Il referendum, seppure oggetto di critiche e non vincolante per il parlamento danese, è stato riconosciuto da quest’ultimo e la sua applicazione è divenuta effettiva il 21 giugno 2009, costituendo un passaggio importante verso l’indipendenza.[8][9][10][11] La Danimarca mantiene ancora il controllo su finanze, politica estera e difesa militare e provvede a un sussidio annuale (circa 3,4 miliardi di corone, pari al 30% del PIL per il 2008)[12].

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

La parola Groenlandia deriva dallo scandinavo Grønland, traducibile in “terra verde”. Secondo le saghe islandesi, il norvegese Erik il Rosso fu esiliato dall’Islanda per omicidio colposo. Salpò con la sua famiglia e i suoi thrall (schiavi), dirigendosi verso una terra a nord-ovest di cui aveva sentito parlare. Dopo aver trovato un’area abitabile e essersi stabilito lì, chiamò quella terra Grønland, presumibilmente nella speranza che il nome piacevole attirasse nuovi coloni.[13][14][15]

La credenza che il nome sia derivato dal fatto che ai tempi di Erik il Rosso, ossia durante il medioevo, la Groenlandia fosse effettivamente una terra senza ghiaccio è stata smentita dai carotaggi dei ghiacciai groenlandesi. Si è scoperto che le polveri e l’aria intrappolata nel ghiaccio provenivano dall’atmosfera che c’era 110.000 anni fa, durante l’ultima glaciazione.[16]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Groenlandia e Groenlandia nella seconda guerra mondiale.

Non si conosce il periodo esatto dei primi insediamenti Inuit.

Per quanto riguarda l’avventura vichinga del 1000 d.C., essa fu facilitata dall’innalzamento delle temperature del periodo caldo medievale, cosicché i drakkar, le agili imbarcazioni scandinave, poterono solcare i mari del nord al riparo da numerosi accidenti atmosferici e raggiungere la Groenlandia.

Nelle saghe vichinghe, si racconta che Eiríkur Rauði (Erik il Rosso) fu esiliato dall’Islanda per omicidio. Egli, insieme alla propria famiglia e ad alcuni schiavi, partì con delle navi alla volta di una terra che si diceva fosse a nord-ovest. Giunse nell’isola e vi fondò la colonia di Groenlandia che in tempi abbastanza rapidi si espanse. I primi colonizzatori furono quindi islandesi e si stabilirono sulla punta sud-occidentale dell’isola, dove prosperarono per i secoli successivi.

papa Pasquale II si attribuisce la nomina del primo vescovo di Groenlandia e Terranova: si tratta di Erik Gnupsson, o Henricus, che risulta così il primo vescovo in terra d’America, circa quattro secoli prima di Cristoforo Colombo[17].

Attorno al 1450 cominciarono ad abbassarsi le temperature, dando l’avvio a quella che è conosciuta come piccola glaciazione: molte terre furono abbandonate e la stessa Islanda parve sul punto di soccombere. Le ossa ritrovate risalenti a questo periodo mostrano una condizione di forte malnutrizione. L’abbassamento delle temperature si è potuto ricostruire tramite lo studio degli strati di ghiaccio prelevati nell’isola. La piccola era glaciale ha costretto i Vichinghi ad abbandonare la Groenlandia e l’ultima notizia scritta riguarda una festa di nozze celebrata il 16 settembre 1408 nella chiesa di Hvalsey. Solo le fondamenta della chiesa ricordano la vita rurale dei Vichinghi.

Il Regno di Danimarca-Norvegia rivendicò il territorio e, dopo alcuni secoli di assenza di contatto tra i Vichinghi groenlandesi e gli Scandinavi, si diffuse la paura che fossero tornati pagani, così una spedizione missionaria fu mandata a restaurare la Cristianità dell’isola nel 1721. Tuttavia, dato che non fu trovato nessun vichingo groenlandese, la Danimarca-Norvegia in alternativa cominciò a battezzare i nativi Inuit Groenlandesi e a fondare colonie commerciali lungo la costa, come parte delle sue aspirazioni di potenza coloniale. Vennero mantenuti privilegi coloniali come il monopolio sui commerci.

Quando la Norvegia, dopo le guerre napoleoniche, si separò dalla Danimarca nel 1814, le colonie, compresa la Groenlandia, rimasero danesi. Durante la seconda guerra mondiale la Groenlandia si distaccò, sia socialmente sia economicamente, dalla Danimarca (occupata dai tedeschi) e si avvicinò agli Stati Uniti e al Canada[18]. Dopo la guerra il controllo dell’isola ritornò alla Danimarca e, nel 1953, lo status coloniale venne trasformato in quello di un Amt (contea) d’oltremare. Nel 1985 l’isola ha abbandonato la CEE, a cui era unita dal 1973 in quanto parte della Danimarca. Sono inoltre cominciate le trattative per la completa indipendenza dell’isola.

Esiste una disputa territoriale con il Canada a proposito della sovranità sull’isola Hans.

In seguito al referendum del 2008 la Groenlandia ha ottenuto una maggiore autonomia: a partire dal 21 giugno 2009, alla Groenlandia è riconosciuto l’auto-governo e la gestione autonoma delle proprie risorse naturali (la Groenlandia è particolarmente ricca di petroliogas naturalediamantiorouranio e piombo). È stato riconosciuto inoltre il groenlandese come lingua ufficiale (variante delle lingue eschimesi) e la possibilità di avere una polizia autonoma. Possiede, inoltre, un’amministrazione autonoma delle Poste ed emette dei francobolli, ma non conia monete. Di fatto dal 21 giugno 2009 la Groenlandia è uno Stato federato, quasi indipendente, fatta eccezione per la politica estera.

La Groenlandia, già uscita dall’Comunità Economica Europea nel 1985 tramite referendum, ha un’economia basata soprattutto sul turismo e sulla pesca, ma il 30% del PIL proviene da sovvenzioni della Danimarca.

Nell’agosto del 2019 il presidente statunitense Donald Trump ha espresso interesse per l’acquisto della Groenlandia da parte degli Stati Uniti d’America.[19] Il ministro di Stato danese Mette Frederiksen, ha definito tale richiesta assurda, rispondendo che il territorio non era in vendita e che la Groenlandia appartiene a se stessa, non alla Danimarca. A seguito di ciò, Trump ha annullato un viaggio ufficiale, programmato per settembre a Copenaghen.[20] Gli USA tentarono di acquistare la Groenlandia già nel 1867 e nel 1946 ritentarono l’acquisto offrendo 100 milioni di dollari. Peraltro, nel 1917 Woodrow Wilson acquistò le Indie occidentali danesi, ridenominate poi Isole Vergini Americane, dalla Danimarca per 25 milioni di dollari (501 milioni attualizzati nel 2019).[senza fonte]

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Geografia della Groenlandia.

 

Porzione della costa a sud-est dell’isola.

La Groenlandia è la più grande isola non continentale al mondo[21] e la terza area più grande del Nord America, dopo Canada e Stati Uniti. Si trova tra il 59º e l’83º parallelo nord e tra l’11º e il 74º meridiano ovest. Confina con l’Oceano Artico a nord, con il Mare di Groenlandia a est, con l’Oceano Atlantico settentrionale a sud-est, con lo stretto di Davis a sud-ovest, con la baia di Baffin a ovest, con lo stretto di Nares e con il mare di Lincoln a nord-ovest. I paesi più vicini sono il Canada, a ovest e sud-ovest, e l’Islanda, a sud-est della Groenlandia nell’Oceano Atlantico. La Groenlandia contiene anche il più grande parco nazionale del mondo, ed è il più grande territorio dipendente per area del mondo, nonché la quarta suddivisione di Paese più grande del mondo, dopo la Repubblica di Sacha in Russia, lo stato dell’Australia occidentale in Australia e il Territorio di Krasnojarsk in Russia, e la più grande del Nord America.

Nel 2003, l’esploratore artico Dennis Schmitt scoprì l’isola rocciosa 83-42, che potrebbe essere il territorio stabile più a nord del mondo.

L’estrema parte settentrionale della Groenlandia non è coperta da ghiacci, perché l’aria è troppo secca per poter produrre neve, che è essenziale per creare e mantenere un manto di ghiaccio. La calotta glaciale ricopre tutto l’interno del paese e arriva a uno spessore massimo di 3.000 metri. Per questo è la regione della Terra che più assomiglia al continente antartico.

Tutte le coste dell’isola sono costituite da un fittissimo intrico di fiordi e isolotti creati dall’erosione dei ghiacci nel corso dei millenni: quasi dovunque in Groenlandia, la calotta glaciale ha inizio appena i fiordi lasciano il posto alla terraferma e quasi tutte le città e gli insediamenti umani sorgono quindi su isolotti. Per questo non esiste una rete stradale degna di nota né tantomeno ferrovie: la calotta glaciale, cominciando a poche decine di chilometri dai villaggi, rende impossibile la costruzione di una infrastruttura viaria tradizionale.

Per questo tutti gli spostamenti di una certa entità avvengono via nave o in aereo. In compenso il mare è uno dei più pescosi del mondo e fa della pesca l’industria principale della Groenlandia. La costa occidentale è la parte del paese con il clima più mite e la zona più popolata. I monti della Groenlandia più alti sono nelle Watkins Mountains sulla costa est dell’isola. le cime più alte sono: il Monte Gunnbjørn (3693 m), il Dome (3 682 m) e il Cone (3 669 m).

Se i ghiacci della Groenlandia si sciogliessero completamente, essa avrebbe probabilmente la forma di un arcipelago invece che di un’isola-continente, come è invece l’Australia.

Geologicamente parlando, appartiene alla placca nordamericana[2], mentre, dal punto di vista politico, costituisce una nazione in seno al Regno di Danimarca.

Il clima in Groenlandia[modifica | modifica wikitesto]

 

Tundra in Groenlandia

La Groenlandia ha un clima polare, ma, a causa dell’ampiezza del territorio, vi sono sostanziali differenze tra la zona più settentrionale e quella più meridionale dell’isola. La parte sud ha, infatti, un clima molto più mite rispetto alla zona interna del paese e a quella settentrionale, dove si sono registrate temperature inferiori ai -60 °C.[22] La costa ovest e sudovest, rivolta al continente americano e ai venti più caldi che soffiano da esso, offre il clima più mite dell’isola. Dalla fine del secolo scorso, a causa di una serie di estati particolarmente calde, l’estensione della superficie ghiacciata si sta gradualmente riducendo. Inoltre, Nuuk è influenzata dal clima polare marittimo (temperatura media annuale -1,3 °C, marzo, il mese più freddo: -7,9 °C, luglio, il mese più caldo: 6,7 °C).

Cambiamento climatico[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Ritiro dei ghiacciai dal 1850 § Groenlandia.

Tra il 1989 e il 1993, ricercatori climatici statunitensi ed europei hanno perforato la vetta della calotta glaciale della Groenlandia, ottenendo un paio di carote di ghiaccio lunghe 3 km. L’analisi della stratificazione e della composizione chimica dei nuclei ha fornito un nuovo record rivoluzionario di cambiamento climatico nell’emisfero settentrionale, risalente a circa 100.000 anni fa, e ha dimostrato che il tempo e la temperatura del mondo si sono spesso spostati rapidamente da uno stato apparentemente stabile a un altro, con conseguenze globali.[23] Anche i ghiacciai della Groenlandia stanno contribuendo a un innalzamento del livello del mare globale più velocemente di quanto si credesse in precedenza.[24] Tra il 1991 e il 2004, il monitoraggio del tempo in una località (Swiss Camp) ha mostrato che la temperatura media invernale era aumentata di quasi 6 °C (11 °F). Altre misurazioni hanno dimostrato che le più alte nevicate dall’oscillazione Nord Atlantica hanno causato un ispessimento interno della calotta di ghiaccio di una media di 6 cm tra il 1994 e il 2005.[25]

Biodiversità[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Caccia alla balena § Groenlandia.

Ci sono circa 700 specie conosciute di insetti in Groenlandia, poche rispetto ad altri paesi (oltre un milione di specie sono state descritte in tutto il mondo).

Il mare è ricco di pesci e invertebrati, soprattutto nelle zone più miti della corrente della Groenlandia occidentale; gran parte della fauna della Groenlandia è associata a catene alimentari a base marina, tra cui grandi colonie di uccelli marini.

Ci sono dozzine di specie di pinnipedi e balene lungo la costa. Quest’ultime passano di frequente molto vicino alle coste groenlandesi alla fine dell’estate e all’inizio dell’autunno. Le specie di balene includono il beluga, la balenottera azzurra, la balena della Groenlandia, la balenottera comune, la megattera, il narvalo, la Globicephala e il capodoglio[26]. Tra i mammiferi marini, abbiamo la foca dal cappuccio e la foca grigia.[27]

La fauna terrestre è costituita prevalentemente da animali che si sono diffusi dal Nord America o, nel caso di molti uccelli e insetti, dall’Europa. I pochi mammiferi terrestri autoctoni presenti in Groenlandia includono l’orso polare, la renna (introdotta dagli europei), la volpe artica, la lepre artica, il bue muschiato, il lemming, l’ermellino e il lupo artico. Gli ultimi quattro si trovano naturalmente solo in Groenlandia orientale, essendo immigrati dall’isola di Ellesmere. Non ci sono rettili o anfibi nativi o viventi sull’isola.[28]

Fitogeograficamente, la Groenlandia appartiene alla regione circumboreale nel regno olartico. L’isola è scarsamente popolata di vegetazione; la vita vegetale consiste principalmente di prati e piccoli arbusti, che vengono regolarmente pascolati dal bestiame. L’albero originario della Groenlandia più comune è la betulla bianca europea (Betula pubescens) insieme al salice a foglie grigie (Salix glauca), al sorbo (Sorbus aucuparia), al ginepro comune (Juniperus communis) e ad altri alberi più piccoli, principalmente salici.

La flora della Groenlandia è costituita da circa 500 specie di piante più alte, tra cui angiospermefelceequiseto e lycopodiophyta. Degli altri gruppi, i licheni sono i più vari, con circa 950 specie; ci sono 600-700 specie di funghi; e si possono trovare anche muschi e briofite. La maggior parte delle piante più alte della Groenlandia hanno distribuzione circumpolare o circumboreale; solo una dozzina di specie di saxifraga e di sparviere sono endemiche.

Alcune specie vegetali furono introdotte dai norvegesi, come ad esempio la vicia cracca. I vertebrati terrestri della Groenlandia includono il groenlandese, che è stato introdotto dagli Inuit, mentre gli europei hanno introdotto specie come le pecore groenlandesicaprebovinirennecavallipolli e cani pastore, tutti i discendenti di animali importati dagli europei.

Gli uccelli, in particolare gli uccelli marini, sono una parte importante della vita animale della Groenlandia: popolazioni nidificanti di alcidipulcinelle di mareskua e gabbiani tridattili si trovano sui ripidi versanti delle montagne. Gli uccelli migratori nidificanti includono l’edredone comune, la moretta codona, il re degli edredoni, l’oca lombardella maggiore, l’oca zamperosee e l’oca facciabianca. Gli uccelli terrestri non migratori includono l’organetto artico, la pernice bianca, il gufo comune, il gufo delle nevi, il girfalco e l’aquila dalla coda bianca.[29]

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

 

Suddivisioni territoriali della Groenlandia.

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Suddivisioni della Groenlandia.

Amministrativamente, la Groenlandia è un territorio d’oltremare della Danimarca diviso in cinque comuni (che nel 2009 hanno rimpiazzato i 18 comuni precedenti): AvanaataKujalleqQeqqataQeqertalik e Sermersooq. Territori extracomunali nell’isola sono il Parco nazionale della Groenlandia nordorientale e il villaggio di Pituffik, che ospita la base aerea militare di Thule.

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Politica della Groenlandia.

Il capo di Stato della Groenlandia è il sovrano della Danimarca, ma l’isola ha una notevole autonomia per diversi aspetti: ad esempio, a differenza della Danimarca, non aderisce all’Unione europea.

Il parlamento unicamerale è chiamato Inatsisartut (in danese Landsting). È composto da 31 rappresentanti eletti dal popolo con voto proporzionale che restano in carica per quattro anni. Sono eletti anche due rappresentanti presso il parlamento danese, il Folketing.

Il capo del governo è il Primo ministro della Groenlandia, attualmente Múte Bourup Egede del partito di sinistra e indipendentista Inuit Ataqatigiit (Comunità Inuit). Per numero di voti raccolti, i partiti alle ultime elezioni (2021) sono stati Inuit AtaqatigiitSiumut (socialdemocratici), Partii Naleraq (centristi populisti), i Democratici (social-liberali unionisti), Atassut (liberali conservatori), Nunatta Qitornai (socialdemocratici separatisti) e il Partito della Cooperazione (liberali unionisti).

Per effetto del referendum del 2008, la Groenlandia ha visto riconoscersi importanti prerogative in tema di gestione delle proprie risorse[30].

 

Una via del centro di Nuuk.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Economia della Groenlandia e Agricoltura in Groenlandia.

La Groenlandia ha sofferto di una crescita economica negativa negli anni novanta, ma dal 1993 l’economia è migliorata. Il GHRG (Greenland Home Rule Government) ha adottato una stretta politica fiscale dalla fine degli anni ottanta che ha favorito la creazione di un surplus nei budget pubblici e il mantenimento dell’inflazione a un livello basso. La crisi economica fu dovuta principalmente alla chiusura delle ultime miniere di zinco e piombo nel 1990, e la conseguente mancanza degli introiti delle concessioni minerarie.

La Groenlandia è fortemente dipendente dalla pesca e dalle esportazioni dei prodotti ittici. L’industria della pesca del gambero, ma anche dell’halibut, è il settore che garantisce la maggiore fonte di reddito.

Malgrado la scoperta di altri giacimenti di minerali e idrocarburi, occorrerà molto tempo prima che si possa avviare una politica di estrazione e commercializzazione di queste nuove risorse.

Il turismo è l’unico settore che può garantire un potenziale nel breve periodo, anche se questo è limitato principalmente da due fattori: la breve stagione estiva e i costi elevati.

Il settore pubblico e i comuni, comprese le imprese a partecipazione di capitale pubblico, svolgono un ruolo dominante nell’economia della Groenlandia. Circa la metà del reddito del governo proviene dalle concessioni del governo centrale danese, e costituisce una parte importante del PIL.

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Trasporti in Groenlandia.

Il maggiore aeroporto sulla costa occidentale è l’aeroporto di Kangerlussuaq, con voli quotidiani principalmente per CopenaghenAir Iceland collega Reykjavík con Constable PointKulusuk (nei pressi di Ammassalik), Nuuk e Narsarsuaq. Kangerlussuaq è anche l’hub per i voli interni alla Groenlandia. Tutti i voli interni sono operati dalla Air Greenland. I trasporti groenlandesi si concentrano perlopiù sui voli e le rotte con traghetti. Data la conformazione geografica del territorio, solo due città sono collegate da strade, Ivittuut e Kangilinnguit. Le restanti sono sterrate, poco più che sentieri mal tracciati.

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Demografia[modifica | modifica wikitesto]

 

Evoluzione demografica tra 1961 e 2003 (cifre FAO, 2005). Popolazione in migliaia di abitanti.

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Demografia della Groenlandia.

La Groenlandia ha 57 695 abitanti, di cui una percentuale compresa tra l’85 e il 90% è di origine inuit, mentre le percentuali rimanenti sono in massima parte europei (danesi in maggioranza).

La popolazione è concentrata lungo i fiordi nella parte sudoccidentale dell’isola, che ha un clima più mite.

La Groenlandia è schedata come la regione a più alto tasso di suicidi nel mondo[31][32][33][34], con un tasso triplo rispetto alla seconda classificata, la Lituania[35], e pari a più di otto volte il tasso mondiale di suicidi[36].

Nonostante programmi scolastici di educazione sessuale e distribuzione gratuita di contraccettivi, la Groenlandia rimane il paese col più alto tasso di aborti al mondo. Nel 2000 gli aborti hanno superato le nascite e in media una donna groenlandese ha 2,1 aborti nel corso della sua vita[37]. Altissima è anche l’incidenza di malattie sessualmente trasmissibili, alcolismo e violenza su minori[37]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

 

Cattedrale luterana di Nuuk, sede del Vescovo della Groenlandia

La religione dominante è quella Evangelica Luterana, facente capo alla Chiesa di Danimarca (Den Danske Folkekirke), che ha eletto la Groenlandia a sede vescovile nel 1993. Dal 1995 la diocesi di Groenlandia è retta da Sofie Petersen, secondo vescovo donna nella Chiesa di Danimarca e primo vescovo Inuit.[38] La diocesi luterana ha sede nella cattedrale del Salvatore (dan.: Vor Frelser Kirke; groenl.: Annaassisitta Oqaluffia), costruita nel 1849. Secondo stime riportate del vescovo Petersen nel 2009, l’85% della popolazione appartiene alla Chiesa di Danimarca.[39]

È presente anche una piccola comunità cattolica raccolta nella Parrocchia di Cristo Re a Nuuk (Krist Konge Kirke), della diocesi di Copenaghen.

Sono inoltre presenti fedeli appartenenti alla Chiesa neo-apostolica, alla Chiesa evangelica Ebenezer, alla fede Bahá’í e ai testimoni di Geova.[40]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Il calcio è lo sport nazionale della Groenlandia. La Groenlandia non è tuttavia membro della FIFA né della CONCACAF o della UEFA, poiché secondo le regole della FIFA le partite internazionali devono essere disputate su campi di erba, anche se c’è stata un’apertura ai campi sintetici. Ciò non toglie che la Groenlandia abbia comunque una sua selezione di calcio, una sua federazione, la Grønland Boldspil-Union (GBU, in groenlandese Kalaallit Nunaanni Isikkamik Arsaattartut Kattuffiat), e un suo campionato nazionale. Ha partecipato alla FIFI Wild Cup 2006 e alla ELF Cup 2006.

La Groenlandia ha partecipato al campionato mondiale maschile di pallamano del 2007 classificandosi 22ª su 24 e al campionato mondiale femminile di pallamano del 2001 classificandosi 24ª su 24.

La capitale Nuuk ha ospitato nel 2002 e nel 2016 i Giochi invernali dell’Artico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Greenland 2021, su bank.stat.gl.
  2. ^ Salta a:a b BAFFIN BAY (PDF), Indian and Northern Affairs Canada. URL consultato il 4 ottobre 2009 (archiviato dall’url originale il 13 giugno 2011).
  3. ^ Tasso di fertilità nel 2019, su data.worldbank.org. URL consultato il 2 febbraio 2022.
  4. ^ (ENContinent or Island?, su worldislandinfo.com. URL consultato il 29 marzo 2014.
  5. ^ In particolare, viene modificata – a favore della Groenlandia – la ripartizione delle rendite petrolifere tra i due paesi. Fonte: Alan Cowell, Greenland Vote Favors Independence, New York Times, 26 novembre 2008. URL consultato il 27 novembre 2008.
  6. ^ (EN) Alan Cowell, Greenland Vote Favors Independence, in New York Times, 26 novembre 2008. URL consultato il 3 gennaio 2012.
  7. ^ (KLVejledende folkeafstemning om selvstyre ∙ 25-11-2008, su valg.gl, SermitValg, 26 novembre 2008. URL consultato il 26 novembre 2008.
  8. ^ Self-rule introduced in Greenland, su news.bbc.co.uk, BBC News, 21 giugno 2009. URL consultato il 21 giugno 2009.
  9. ^ Nearly independent day, su economist.com, The Economist, 20 giugno 2009. URL consultato il 20 giugno 2009.
  10. ^ Greenland set for self-rule, su theaustralian.news.com.au, The Australian, 19 giugno 2009. URL consultato il 20 giugno 2009 (archiviato dall’url originale il 24 giugno 2009).
  11. ^ Randy Boswell, Greenland takes big step towards full independence, su Canwest News Services, Canada.com, 19 giugno 2009. URL consultato il 20 giugno 2009 (archiviato dall’url originale il 24 giugno 2009).
  12. ^ Greenland votes for more autonomy BBC News, 26 November 2008
  13. ^ (ENEirik The Red’s Sags, su gutenberg.org, The Project Gutenber. URL consultato il 3 gennaio 2010.
  14. ^ (ENHow Greenland got its Name – Ancient History Blog, su ancientstandard.com. URL consultato il 27 febbraio 2022.
  15. ^ The Place of Greenland In Medieval Icelandic Saga Narrative (Jonathan Grove) – Academia.edu, su web.archive.org, 11 aprile 2012. URL consultato il 27 febbraio 2022 (archiviato dall’url originale l’11 aprile 2012).
  16. ^ La storia dei ghiacciai della Groenlandia svelata dalla polvere, su Agi. URL consultato il 27 febbraio 2022.
  17. ^ Historical observations of comets – Yau, K. – Bulletin of the American Astronomical Society, Vol. 24, p. 1067 – Bibliographic Code: 1992BAAS…24.1067Y, su adsabs.harvard.edu. URL consultato il 24 dicembre 2011.
  18. ^ (ENYanks Clear Greenland of Nazis,1944/12/27 (1944), su archive.org, Internet Archive. URL consultato il 3 gennaio 2012.
  19. ^ Trump ha confermato di voler comprare la Groenlandia, su Il Post, 19 agosto 2018.
  20. ^ Non vuole vendergli la Groenlandia, Trump annulla incontro con premier danese, su La Repubblica, 21 agosto 2019.
  21. ^ The Island of Greenland – London to Vancouver – Welcome to RGS-IBG, Hidden Journeys, su web.archive.org, 14 luglio 2014. URL consultato il 9 marzo 2020 (archiviato dall’url originale il 14 luglio 2014).
  22. ^ Lowest recorded temperatures, su infoplease.com, Pearson Education. URL consultato il 25 ottobre 2014.
  23. ^ Princeton University Press (a cura di), Alley, Richard B. The Two-Mile Time Machine: Ice Cores, Abrupt Climate Change, and Our Future., 2000 [2000]ISBN 0-691-00493-5.
  24. ^ Greenland Glaciers Losing Ice Much Faster, Study Says, su news.nationalgeographic.com.
  25. ^ Satellite shows Greenland’s ice sheets getting thicker Archiviato il 1º settembre 2017 in Internet Archive., The Register, 7 November 2005.
  26. ^ La vita animale in Groenlandia – un’introduzione dell’ente del turismo, su Guida della Groenlandia, Ufficio del turismo di Narsaq, nd. URL consultato il 1º maggio 2012 (archiviato il 13 ottobre 2019).
  27. ^ “Greenland”. Encyclopædia Britannica , Undicesima edizione.
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  29. ^ (DAGrønland – dyreliv | Gyldendal – Den Store Danske, su denstoredanske.dk. URL consultato il 9 marzo 2020.
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  32. ^ The Suicide Capital of the World, su slate.com. URL consultato il 13 marzo 2013.
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  39. ^ (DASofie Petersen, “Grønland, Grundloven og Gejstligheden-Folkekirken i Grønland” Archiviato il 25 aprile 2012 in Internet Archive.
  40. ^ (EN“Facts on Greenland”, sul sito ufficiale del Governo della Groenlandia

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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La Groenlandia verso l’indipendenza?

La Groenlandia verso l’indipendenza?

Groenlandia

  1. Il percorso politico e istituzionale verso l’indipendenza della Groenlandia dal Regno di Danimarca è ormai (almeno sulla carta) delineato[1]. Esso è contenuta nella legge sull’autogoverno della Groenlandia n. 473 del 12 giugno 2009. Una autorevole studiosa del diritto artico, la professoressaRachael Lorna Johnstone dell’Università nord-islandese di Akureyri, ha affermato che la posizione della Groenlandia sul piano del diritto internazionale è unica, dal momento che essa dispone di un livello di autogoverno assai elevato[2]. I documenti ufficiali del Regno di Danimarca confermano tale valutazione, nella misura in cui si afferma – nella Strategia danese per l’Artico dal titolo Denmark, Greenland and the Faroe Islands: Kingdom of Denmark Strategy for the Arctic 2011–2020, pubblicata nell’agosto 2011[3] – che l’esperienza groenlandese è rilevante nell’ottica mondiale, sotto i profili di: «self-government model, natural resource management, climate policy, environmental policy and preservation of its cultural heritage»[4]. D’altra parte, la politologa dell’Università della Groenlandia Maria Ackrén ha giustamente parlato, a proposito della forma di quasi-Stato groenlandese (che definisce, attualmente, una «giurisdizione insulare infranazionale»), di una sorta di movimento permanente verso la piena autonomia dell’isola[5].

L’articolo 21, sub capitolo 8, della legge n. 473/09 prevede che, dopo la fase iniziale dei negoziati tra il Governo danese e quello della Groenlandia, si tenga un referendum popolare consultivo soltanto in Groenlandia, per l’approvazione o meno dell’accordo. Se la consultazione referendaria confermerà l’accordo, sarà altresì necessario il voto favorevole sia del Parlamento danese[6] che di quello groenlandese[7]. Potrebbe così concludersi il lungo periodo che, avviatosi con la colonizzazione della Groenlandia nel 1721, quando arrivò in Groenlandia il missionario luterano Hans Egede intenzionato a convertire al cristianesimo gli indigeni Inuit[8], è stato poi segnato dall’avvio formale della decolonizzazione nel 1953[9], dalla concessione di autonomia con la c.d. Home Rule del 1979 e, quindi, dall’autogoverno introdotto nel 2009.

I passaggi istituzionali sono stati seguiti. Il referendum del 25 novembre 2008 ha approvato l’accordo, con il 75 per cento dei voti a favore[10]. La legge sull’autogoverno della Groenlandia è stata licenziata dal Parlamento danese il 12 giugno 2009, ed è entrata in vigore il 21 dello stesso mese, nel trentesimo anniversario della Home Rule. La posizione costituzionale della Groenlandia nel Regno di Danimarca è attualmente delineata dalla legge sull’autogoverno e dalla Costituzione danese.

Allo scopo di “chiudere” con il passato coloniale, e in attuazione della legge del 2009, nel 2014 è stata istituita dal Governo locale dell’isola la Commissione di riconciliazione della Groenlandia, formata da cinque membri[11] in possesso di qualificazioni professionali e sociali che operano con la garanzia di indipendenza nei confronti dell’Esecutivo. La Commissione ha perseguito il raggiungimento di quattro tipologie di riconciliazione, vale a dire: 1) la riconciliazione con sé stessi e il proprio passato personale; 2) la riconciliazione con gli eventi della storia della Groenlandia; 3) la riconciliazione tra i diversi gruppi etnoculturali presenti nella sola riconciliazione tra le generazioni, a livello individuale[12]. La Commissione ha lavorato alacremente per tre anni, depositando il suo Rapporto finale l’8 dicembre 2017. Il Rapporto, non agevolmente consultabile poiché redatto soltanto in danese e nella lingua autoctona groenlandese[13], ha raggiunto la (prevedibile) conclusione per cui gli indigeni Inuit sono stati trattati «molto, molto male»[14], tenuto in particolare conto che le politiche coloniali danesi includevano la pratica di corrispondere salari più elevati ai lavoratori non-Inuit rispetto alla popolazione locale, come anche il trasferimento coatto di interi nuclei familiari dalle loro terre tradizionali in nuovi insediamenti, nonché la separazione dei minori dai genitori, mandandoli in Danimarca per l’istruzione scolastica.

Non si è trattato, peraltro, di una vera e propria forma di giustizia riparativa o di transizione, dal momento che la Commissione groenlandese per la riconciliazione si è in definitiva limitata a rielaborare le esperienze coloniali e neocoloniali, con un approccio prevalentemente non giuridico[15].

  1. – Già sulla base all’Home Rule Actn. 577 del 29 novembre 1978[16]– confermato dal referendum consultivo svoltosi in Groenlandia il 17 gennaio 1979, in cui il 70 per cento dei votanti si espresse a favore di una maggiore autonomia dell’isola, ed entrato quindi in vigore il 1° maggio 1979[17] –, diverse competenze sono state trasferite alle autorità locali groenlandesi. Si tratta di servizi educativi, assistenza sociale e sanitaria, vendita al dettaglio e distribuzione dei beni, infrastrutture, diritto alla casa ed esercizio della pesca. I trasferimenti de quibus sono stati accompagnati da “generose” concessioni economiche, dal momento che il relativo onere finanziario ricade interamente sul Regno di Danimarca. La legge sull’autogoverno del 2009 contempla ulteriori settori di attività che sono suscettibili di trasferimento alle autorità locali della Groenlandia. Oltre trenta competenze sono trasferibili a organi e organismi groenlandesi. Tuttavia, i trasferimenti sono subordinati alle disponibilità finanziarie, che dovranno in questo caso essere reperiti direttamente dalle autorità della Groenlandia. Ciò ha determinato un rallentamento dei detti trasferimenti. Dal 2009, soltanto due ulteriori competenze sono state effettivamente trasferite nel 2010, relativamente a risorse minerarie[18] e condizioni di lavoro in mare (molti Inuit svolgono l’attività tradizionale della pesca[19]). Di grande importanza, almeno potenziale, è lo sfruttamento delle risorse naturali ed energetiche. Nella regione polare artica, infatti, tale sfruttamento è allo stesso tempo allettante e rischioso. Come bene è stato osservato, «Arctic region is a “double-edged weapon” for the oil and gas industry, as far it attracts by its promising nature, but at the same time, is an area full of a various risks (e.g. environmental, technological, political etc.)»[20].

Vi sono, però, settori non trasferibili alle autorità locali groenlandesi. Secondo la legge sull’autogoverno del 2009, esse riguardano le previsioni di rango costituzionale e, inoltre, relazioni internazionali[21], difesa e sicurezza nazionali, cittadinanza, politica monetaria e di cambio, amministrazione della giustizia (a partire dal livello delle corti d’appello)[22]. Tali competenze, dunque, potranno essere esercitato soltanto a seguito del conseguimento dell’indipendenza da parte della Groenlandia.

La via ad independentiam groenlandese è, però, lastricata di ostacoli.

Due sono le principali difficoltà.

In primo luogo, la collocazione geopolitica della Groenlandia. L’isola costituisce, infatti, un aspetto tuttora rilevante della strategia militare statunitense e nord-atlantica[23]. Non a caso, il Presidente USA Donald Trump ha proposto (scherzosamente forse[24], ma non troppo[25]) di acquistare la Groenlandia[26]. Il Premier groenlandese Kim Kielsen ha subito risposto che «la Groenlandia non è in vendita»[27], e anche il Premier danese Mette Frederiksen ha definito l’idea del(l’ex) Presidente Trump «assurda»[28], ma in ogni caso la proposta è rivelatrice di un persistente interesse degli Stati Uniti per la Groenlandia, dove si trova una importante base militare statunitense (Thule Air Base)[29]. Al tempo della Guerra fredda, gli USA avevano già offerto al Regno di Danimarca la somma di cento milioni di dollari statunitensi per acquistare la Groenlandia, al fine di installare nell’isola una serie di basi militari. Non è del tutto chiaro se l’offerta degli Stati Uniti fu rifiutata o semplicemente ignorata dal Governo danese[30].

In secondo luogo, viene in considerazione il fattore economico. Fino dagli anni settanta del secolo scorso, la Danimarca ha affermato che, in caso di conseguimento dell’indipendenza da parte della Groenlandia, verranno a cessare i trasferimenti di risorse finanziarie verso l’isola. La dipendenza della Groenlandia dalla Danimarca è ancora rilevante. Il contributo versato annualmente da Copenhagen ammonta a circa un terzo del prodotto interno lordo della Groenlandia. Metà della spesa pubblica groenlandese attinge da fondi trasferiti dalla Danimarca. È pur vero che i trasferimenti danesi sono progressivamente diminuiti. Nel 1979, per esempio, le risorse finanziarie provenienti da Copenhagen erano pari approssimativamente ai due terzi del prodotto interno lordo della Groenlandia. Inoltre, in base alla legge del 1979 il trasferimento delle risorse economiche era incondizionato, mentre secondo la legge del 2009 i trasferimenti si riferiscono alle competenze per le quali la responsabilità non sia stata assunta direttamente dalle autorità groenlandesi, inclusi i relativi oneri finanziari. I due aspetti, quello geopolitico e l’altro economico, sono strettamente correlati.

Nella prospettiva dell’indipendenza della Groenlandia, infatti, si è parlato di una tendenza alla c.d. desecuritization, ossia alla posposizione delle questioni che riguardano la sicurezza e/o la difesa rispetto a quelle concernenti lo sviluppo (socio-)economico[31]. In definitiva, la Groenlandia si trova al crocevia di molteplici interessi geopolitici ed economici.

Tanto per fare un solo esempio, circa la base militare americana di Thule, si renderebbe necessario, nella fase post-indipendenza dell’isola, negoziare un nuovo accordo trilaterale, con una diversa “forza” contrattuale rispettivamente attribuita a Groenlandia (maggiore) e Danimarca (minore)[32]. Nel corso del tempo, rafforzandosi progressivamente l’autonomia della Groenlandia (quanto meno dal 2004[33]), accanto al three-level game tra Stati Uniti, Groenlandia e Danimarca, si sono manifestati due differenti two-level games, il primo tra USA e Regno di Danimarca e il secondo tra Groenlandia e (resto del regno di) Danimarca. In precedenza, sulla base dell’Accordo di difesa (Defense Agreement) del 1941, poi sostituito dal nuovo Accordo del 1951[34], il level one game era condotto unicamente da USA e Danimarca.

D’altro canto, anche per la Danimarca è importante mantenere la Groenlandia tra le parti costitutive del Regno[35]. Ne discende, infatti, la centralità del ruolo svolto dalla Danimarca nell’ambito della NATO, come pure la qualificazione della Danimarca come Stato artico, da cui ulteriormente deriva l’appartenenza della Danimarca stessa al Consiglio artico[36]. La Strategia danese per l’Artico, relativa al periodo 2011-2020, ha del resto lo scopo di «to strengthen the Kingdom’s status as global player in the Arctic»[37].

  1. – Sul piano storico, le Nazioni Unite avevano proposto nel secolo scorso tre opzioni per realizzare, nei c.d. territori non autonomi, il processo di decolonizzazione.La prima opzione era rappresentata dall’integrazione nellaex potenza colonialela seconda l’accordo (o partnership) di «libera associazione» e la terza il conseguimento della piena indipendenzaLa Groenlandia divenne parte del Regno di Danimarca, cessando così di essere una colonia, nel 1953. Venne così esclusa dall’elenco dei Non-Self-Governing Territories tenuto dalle Nazioni Unite nel 1954. Il Consiglio groenlandese non venne consultato dalle autorità nazionali danesi.

Questa discussione non ha un valore meramente storica. Essa, infatti, è stata ripresa nel contesto dei negoziati groenlandesi-danesi per la concessione dell’autonomia alla Groenlandia nel 2009. In particolare, l’attenzione si è concentrata sulle potenzialità di un accordo c.d. di «libera associazione», che consentirebbe di avere due Stati con le proprie Costituzioni, entrambi titolari della sovranità, ma altresì accordi di natura economica, che includono trasferimenti finanziari dalla ex potenza coloniale verso la ex colonia. La soluzione istituzionale così congegnata apporterebbe un significativo contributo alla teoria sull’indipendenza dei microstati nel mondo globalizzato[38].

La Groenlandia sembra avere scelto questa opzione, che appare del resto preferita anche quale possibile traiettoria di sviluppo della posizione costituzionale delle Isole Faroer[39], rispetto alle diverse ipotesi rappresentate dall’indipendenza/piena sovranità e alla confederazione[40]. Il caso delle Isole Faroer, in particolare, appare rilevante per le (future) vicende istituzionali della Groenlandia, tenuto conto che entrambe sono parti costitutive del Regno di Danimarca, e che hanno inoltre un passato per certi tratti comune, rappresentato tra l’altro da un periodo vichingo, ossia di insediamento di Norsemen[41].

Il Parlamento (monocamerale) groenlandese ha dunque creato, nell’aprile 2017, una Commissione costituzionale (nella lingua Inuit, Tunngaviusumik Inatsisissaq pillugu[42]) che ha un duplice mandato, vale a dire la presa in considerazione di un possibile accordo di «libera associazione» con la Danimarca e la redazione di un progetto di Costituzione della Groenlandia entro il 21 giugno del 2021, giorno del 300° anniversario dell’arrivo in Groenlandia del primo danese, vale a dire del missionario luterano Hans Egede[43]. I lavori preparatori in svolgimento presso la Commissione costituzionale, che tengono presenti le esperienze di diritto costituzionale comparato tra cui, soprattutto, quelle dell’Islanda (con una riforma fondata su partecipazione popolare e uso dei social media)[44] nonché delle (subartiche) Isole Faroer[45], procedono (apparentemente) senza alcuna fretta[46]. Né sono mancate accuse di abuso di potere, se non addirittura di “cleptocrazia”, verso i membri della Commissione costituzionale, che sono tutti deputati del Parlamento della Groenlandia. Questo perché, sebbene sia esclusa una remunerazione in favore dei componenti della Commissione costituzionale, tuttavia l’Assemblea parlamentare groenlandese ha deliberato la creazione di un budget cospicuo a disposizione della Commissione medesima, e inoltre la Presidentessa della Commissione, Vivian Motzfeldt (la quale ricopre altresì la carica, dal 3 ottobre 2018, di Presidentessa del Parlamento della Groenlandia)[47], ha ottenuto l’assegnazione, a titolo gratuito, di un alloggio di servizio nella capitale Nuuk[48].

Il futuro, naturalmente, non è ancora scritto, e quindi è incerta per la Groenlandia “the road ahead”; resta, però, ferma la constatazione che due groenlandesi su tre si dichiarano a favore dell’indipendenza dell’isola, sia pure non a breve termine[49].

  1. – Per la Groenlandia, in conclusione, potrebbe riproporsi la situazione relativa alleIsole Faroer, le quali chiedono (ormai da tempo[50]) sia la separazione dalla Danimarca che l’integrazione nell’Unione europea. Il processo in corso, tanto in Groenlandia quanto nelle Isole Faroer, tocca aspetti fondamentali del sistema politico, sociale e giuridico, quali la sovranità, il nazionalismo, la globalizzazione e la dipendenza post-coloniale.

Si vorrebbe superare il carattere post-coloniale delle relazioni tra Danimarca, da un lato, e, dall’altro lato, Groenlandia e Isole Faroer, carattere che vede ancora oggi il potere post-coloniale “maternalistico” intenzionato a difendere l’“adolescente” post-colonizzato dai pericoli che derivano dal resto del mondo. La metafora familiare ha, infatti, l’effetto ultimo di “infantilizzare” la Groenlandia (come anche le Isole Faroer). In ogni caso, dal quadro sopra delineato, superato dunque il velo della retorica, ne esce irrimediabilmente compromesso il mito di una nazione-stato danese omogenea, pur mantenendosi una certa ambivalenza nella concezione delle aree settentrionali, già considerate come “terra vergine” o colonia e ora, sulla scia della c.d. onda artica, come “visione per il futuro”[51].

Nel rapporto triangolare tra Groenlandia, diventata ormai un attore in its own right,[52] Danimarca e Unione europea, nonché in base al principio dell’“uguaglianza sovrana”, la prima (Groenlandia) potrebbe nella fase iniziale uscire dalla seconda (Danimarca) per poi eventualmente entrare nella terza (UE)[53]. Nel caso della Groenlandia, il processo di avvicinamento all’UE potrebbe essere anche più significativo che nelle Isole Faroer. Questo perché nel 1985 la Groenlandia è uscita dalla (allora) CEE[54], in base al c.d. Greenland Treaty che faceva seguito al referendum tenutosi in Groenlandia nel 1982[55] e con l’opzione per lo status speciale dei paesi e territori d’oltremare (PTOM)[56], proprio con lo scopo di evidenziare la peculiare posizione costituzionale rispetto alla Danimarca, secondo la prospettiva contenuta nella Home Rule del 1979. L’uscita (c.d. Greenland’s exit) non fu peraltro agevole, in quanto si dovette affrontare un lungo negoziato, con oltre cento incontri con funzionari europei. Molta parte della discussione politica e diplomatica riguardò i diritti relativi alla pesca, che costituisce la principale risorsa per la Groenlandia. I negoziati furono complessi perché, in definitiva, la Groenlandia a quel tempo voleva rimanere nell’ambito del Regno di Danimarca, ma in assenza di legami con la CEE (ora UE).

Nel momento attuale, mutatis mutandis, la prospettiva di una futura adesione della Groenlandia all’UE potrebbe costituire un importante elemento per rimarcare il carattere quasi-sovrano della Groenlandia post-statuto di autogoverno del 2009, nonché sulla via della piena indipendenza dell’isola. D’altro canto, dopo l’attenzione che l’UE ha rivolto ai paesi dell’Est europeo e dell’Europa meridionale, è forse venuto il momento di volgere lo sguardo verso i paesi del Nordeuropa[57].

Rimane, però, il fattore fondamentale delle risorse economiche. Fino a ora, infatti, la dipendenza economica della Groenlandia dalla Danimarca è fuori discussione. La svolta può essere rappresentata dallo sfruttamento delle risorse naturali dell’isola, che tuttavia a oggi non è stato avviato. Tale sfruttamento, comunque, comporta o meglio comporterebbe una significativa modificazione delle condizioni di vita degli abitanti della Groenlandia, nel senso sia di un innalzamento del livello economico generale, sia di una perdita – progressiva, ma irreversibile – dello stile di vita tradizionale, legato per molti indigeni ad attività che sarebbero minacciate nella loro continuazione dall’evoluzione dell’economia. Quest’ultimo passaggio, auspicato da quote crescenti di groenlandesi, non è condiviso da segmenti della popolazione, specialmente dagli anziani[58].

L’indipendenza politica, le risorse economiche, la potenziale attività estrattiva, gli impatti tanto ambientali quanto culturali e sociali, nonché alcuni (o molti) elementi lato sensu affettivi, si intrecciano inestricabilmente, cosicché la partita della definitiva separazione dalla Danimarca è tuttora aperta.

La nuova (variegata) coalizione di governo della Groenlandia insediatasi nel 2020, che comprende i partiti politici Siumut[59] (centrosinistra), Nunatta Qitornai[60] (creato nel 2017 da fuoriusciti del Siumut, di orientamento sia populista che separatista) e Democratici[61] (Demokraatit, centrodestra) il cui mandato si estende dal 2020 al 2022[62], bene esprime questa impostazione, nella misura in cui si è posta tre obiettivi principali: 1) sviluppo, stabilità e sicurezza, inclusi il miglioramento del livello di istruzione locale e delle attività economiche; 2) continuazione dei lavori per l’adozione di una Costituzione nazionale; 3) preparazione per l’acquisizione di nuove competenze istituzionali, in attuazione della legge sull’autogoverno del 2009[63].

Come si vede, gli impegni assunti del Governo locale della Groenlandia lambiscono sicuramente l’indipendenza[64], ma non la pongono al centro dell’attenzione.

[1] Sul tema, v. F. Duranti, Sulla via dell’indipendenza: il nuovo statuto d’autonomia per la Groenlandia, in Diritto pubblico comparato ed europeo, 2010, p. 957 ss.; M. Mazza, The Prospects of Independence for Greenland, between Energy Resources and the Rights of Indigenous Peoples (with Some Comparative Remarks on Nunavut, Canada), in Beijing Law Review, 2015, p. 320 ss.; G. Hovgaard, M. Ackrén, Autonomy in Denmark: Greenland and the Faroe Islands, in D. Muro, E. Woertz (Eds.), Secession and Counter-secession: An International Relations Perspective, Barcelona, CIDOB, 2018, p. 69 ss.; A. Grydehøj, Government, Policies, and Priorities in Kalaallit Nunaat (Greenland): Roads to Independence, in K. Coates, C. Holroyd (Eds.), The Palgrave Handbook of Arctic Policy and Politics, Cham, Palgrave Macmillan, 2020, p. 217 ss., sulla legally established roadmap toward independence. Per gli orientamenti dei partiti politici groenlandesi, v. M. Ackrén, The Political Parties in Greenland and Their Development, in E.M. Belser et al. (Eds.), States Falling Apart? Secessionist and Autonomy Movements in Europe, Bern, Stämpfli Verlag, 2015, p. 317 ss. Un importante progetto di ricerca dal titolo Imagining Independence – Greenland’s Postcolonial Politics of Comparison è in corso di svolgimento, dall’1-2-2020 al 31-12-2023, in Danimarca presso l’Università di Aalborg (principal investigator è il prof. Ulrik Pram Gad).

[2] Cfr. R.L. Johnstone, The impact of international law on natural resource governance in Greenland, in Polar Record. A Journal of Arctic and Antarctic Research, 2020, doi:10.1017/S0032247419000287 (R. Chuffart, A. Shibata, Eds., International Law for Sustainability in Arctic Resource Development). L’autrice è, altresì, docente di diritto presso l’Università della Groenalndia (Ilisimatusarfik), con sede a Nuuk (capoluogo dell’isola), dove co-dirige l’Arctic Oil and Gas Research Centre. L’autogoverno della Groenlandia non va confuso con l’autogoverno della popolazione Inuit, anche perché i popoli indigeni non dispongono del diritto all’indipendenza di cui invece godono gli altri popoli nel diritto internazionale; ne ha discusso recentemente R.L. Johnstone, Colonisation, Decolonisation and the Creation of Indigenous Peoples in International LawLaw Forum tenuto online presso l’Università di Akureyri il 17 novembre 2020.

[3] V. il documento citato all’indirizzo Internet http://library.arcticportal.org.

[4] V a p. 10 della Strategia danese menzionata nel testo. A commento, cfr. L. Heininen et al.Arctic Policies and Strategies – Analysis, Synthesis, and Trends, Luxenburg, IIASA, 2020, p. 60 ss.

[5] Cfr. M. Ackrén, Les régions insulaires autonomes et la grammaire du fédéralisme, in F. Mathieu, D. Guénette, A.-G. Gagnon (dir.), Cinquante déclinaisons de fédéralisme. Théorie, enjeux et études de cas, Québec, Presses de l’Université du Québec, 2020, p. 177 ss., spec. p. 185.

[6] Folketing. Due membri del Parlamento danese vengono eletti in Groenlandia.

[7] Inatsisartut (in danese, Landstinget).

[8] Il religioso luterano voleva anche cancellare le eventuali sopravvivenze di antichi culti norreni, importati dai Vichinghi, ma non ne trovò traccia. Hans Egege è passato alla storia come l’«Apostolo della Groenlandia»; di nazionalità dano-norvegese, divenne nel 1741 Vescovo della Groenlandia. Nello stesso anno, pubblicò Det gamle Grønlands nye Perlustration [La nuova esplorazione della vecchia Groenlandia], Kjøbenhavn [Copenhagen], Groth. Una imponente statua che raffigura Hans Egede si trova nel capoluogo groenlandese Nuuk, da lui fondata nel 1728 con il nome originario (danese) di Godthåb. Tra le curiosità, si ricorda che Hans Egede, non essendo allora conosciuto in Groenlandia il pane, modificò la preghiera del Padre Nostro, inserendo «dacci oggi la nostra pesca di foche quotidiana». I Vichinghi, o Norse settlers, abitarono la Groenlandia per 430 anni, tra il X e il XV secolo (circa 985-1415, si trattò di 2000-3000 persone). V. Why is Greenland a part of the Danish kingdom?, in The Arctic Journal, 23-6-2016, nonché, amplius, A. Nedkvitne, Norse Greenland: Viking Peasants in the Arctic, Abingdon, Routledge, 2019, e prima R. Jackson et al.Disequilibrium, Adaptation, and the Norse Settlement of Greenland, in Human Ecology, 2018, p. 665 ss.; A.J. Dugmore, C. Keller, T.H. McGovern, Norse Greenland Settlement: Reflections on Climate Change, Trade, and the Contrasting Fates of Human Settlements in the North Atlantic Islands, in Arctic Anthropology, 2007, n. 1, p. 12 ss. In epoca (ancora più) risalente, v. G.J. Marcus, The Course for Greenland, in Saga-Book of the Viking Society (Viking Society for Northern Research – University College London), London, vol. XIV, 1953-1957, p. 12 ss.

[9] Sulla storia coloniale danese, v. L. Jensen, Postcolonial Denmark: Beyond the Rot of Colonialism?, in Postcolonial Studies, 2015, p. 440 ss. Per un’aggiornata rassegna bibliografica, cfr. H. Weiss, Danmark og kolonierne (Denmark and the colonies) – Reflections about the new magnum opus in the colonial history of Denmark, in Scandinavian Journal of History, 2019, p. 252 ss., a commento dell’opera, in cinque volumi, edita nel 2017 dalla Gads Forlag di Copenhagen; ivi il vol. dedicato alla Groenlandia è intitolato Danmark og kolonierne – Grønland. Den arktiske koloni [Danimarca e le colonie – Groenlandia. La colonia artica], a cura di H.C. Gylløv. Il periodo coloniale terminò in Danimarca con la vendita agli USA delle Indie occidentali danesi nel 1917 (v. infra, nt. 26).

[10] L’affluenza alle urne è stata del 72 per cento degli aventi diritto.

[11] Nel corso dei lavori della Commissione i componenti sono stati più volte sostituiti. Ad ogni modo, alla fine del processo, i firmatari del Rapporto sono stati i seguenti: Josef Therkildsen (presidente), Dorthe Katrine Olsen (vice-presidente), Karla Jessen Williamson (membro onorario), Ida Mathiassen e Îsâvaraq Petrussen (membri effettivi). La home page della Commissione è reperibile all’indirizzo https://saammaatta.gl//da. (sito trilingue: groenlandese, danese e inglese).

[12] V. K. Thisted, The Greenlandic Reconciliation Commission: Ethnonationalism, Arctic Resources, and Post-Colonial Identity, in L.-A. Körber, S. MacKenzie, A. Westerståhl Stenport (Eds.), Arctic Environmental Modernities. From the Age of Polar Exploration to the Era of the Anthropocene, Cham, Palgrave Macmillan, 2017, p. 231 ss.

[13] Il testo (bilingue) del Rapporto della Commissione groenlandese di riconciliazione è disponibile: https://saammaatta.gl//~/media/Forsoningskommission/Diverse/Endelig%20bet%C3%A6nkning%20GL.pdf.

[14] V. Greenland Reconciliation Commission finds colonization did ‘a lot of damage’, in https://www.cbc.ca, 4-1-2018.

[15] In tal senso, v. A.N. Andersen, The Greenland Reconciliation Commission: Moving Away from a Legal Framework, in Yearbook of Polar Law, vol. 11, 2019 (ed. 2020), p. 214 ss.

[16] Commentato da H.C. Gulløv, Home Rule in Greenland, in Études/Inuit/Studies, 1979, n. 1, p. 131 ss. Per la fase di implementazione, v. F.B. Larsen, The quiet life of a revolution: Greenlandic Home Rule 1979-1992, in Études/Inuit/Studies, 1992, n. 1/2, p. 199 ss.

[17] Si recarono ai seggi il 63 per cento del totale dei titolari del diritto di voto. Per un confronto tra le due consultazioni referendarie groenlandesi, v. M. Ackrén, Referendums in Greenland – From Home Rule to Self-Government, in Fédéralisme Régionalisme, 2019, num. monotematico Exploring Self-determination Referenda in Europe, disponibile all’indirizzo Internet https://popups.uliege.be:

[18] A proposito delle quali v, per esempio, S. Cassotta, M. Mazza, Balancing De Jure and De Facto Arctic Environmental Law Applied to the Oil and Gas Industry: Linking Indigenous Rights, Social Impact Assessment and Business in Greenland, in Yearbook of Polar Law, vol. 6, 2014 (ed. 2015), p. 63 ss.; B. Poppel, Arctic Oil & Gas Development: The Case of Greenland, in Arctic Yearbook 2018, disponibile online all’indirizzo https://arcticyearbook.com/arctic-yearbook/2018.

[19] Gli indigeni utilizzano l’imbarcazione tradizionale, il kajak, da cui il c.d. kajak fishing (praticato con gli “hunting kajaks”).

[20] Così A. Kostareva, A. Burnakina, Oil and Gas Exploration in the Arctic: Challenges and Perspective, in Current Developments in Arctic Law, 2019, p. 75 ss., spec. p. 80

[21] In argomento, v. M. Ackrén, U. Jakobsen, Greenland as a self-governing, sub-national territory in international relations: past, current and future perspectives, in Polar Record. A Journal of Arctic and Antarctic Research, 2015, p. 404 ss.

[22] Sul sistema giudiziario ante-riforma, cfr. P. Walsøe, The Judicial System in Greenland, in B. Dahl, T. Melchior, D.Tamm (Eds.), Danish Law in a European Perspective, Copenhagen, Forlaget Thomson, 2002, p. 493 ss. Per gli adattamenti del sistema giudiziario danese alla popolazione autoctona groenlandese, specialmente sotto il profilo del favore accordato nell’amministrazione della giustizia penale alla risocializzazione del colpevole, piuttosto che soltanto alla sua punizione, v. P. Rousseau, Les systèmes judiciaires au Nunavut et au Groenland, in Études/Inuit/Studies, 1994, n. 1/2, p. 155 ss. (n. tematico Interaction et changement dans l’univers inuit/Change, interaction and the Inuit universe).

[23] Vedasi M.T. Corgan, The USA in the Arctic: Superpower or Spectator?, in L.i Heininen (Ed.), Security and Sovereignty in the North Atlantic, Basingstoke (UK)-New York, Palgrave Macmillan, 2014, p. 62 ss., nonché prima N. Petersen, Greenland in the U.S. Polar Strategy, in Journal of Cold War Studies, 2011, n. 2, p. 90 ss.

[24] V. Salama et al.President Trump Eyes a New Real-Estate Purchase: Greenland. In conversations with aides, the president has—with varying degrees of seriousness—floated the idea of the U.S. buying the autonomous Danish territory, in Wall Street Journal, 16-8-2019. Ci si chiede: l’acquisto includerebbe i circa 57.000 abitanti?

[25] Tanto è vero che, di fronte al rifiuto danese, Trump ha bruscamente annullato la visita ufficiale prevista a Copenhagen il 2 settembre 2019; v. G. Grossi, La Danimarca non gli vende la Groenlandia? Trump annulla la visita di Stato, in Notizie Geopolitiche, 21-8-2019, www.notiziegeopolitiche.net.

[26] L’“offerta di acquisto” è stata formulata nell’agosto 2019. Non mancano i precedenti storici, oltre a quello del 1946 relativo alla Groenlandia e menzionato nel testo. Nel 1917, infatti, gli Stati Uniti acquistarono le Indie occidentali danesi (Dansk Vestindien), un territorio formato da un gruppo di isole caraibiche. Gli USA pagarono alla Danimarca 25 milioni di dollari. Successivamente, il territorio fu ribattezzato Isole Vergini americane. L’ultimo Governatore danese, l’ammiraglio Henri Konow, ammainò la bandiera della Danimarca il 31 marzo 1917. La Compagnia danese delle Indie occidentali (Vestindisk kompagni) aveva acquisito il controllo delle Antille danesi nel 1672; a seguito della liquidazione della Compagnia, le isole passarono sotto la sovranità della Danimarca nel 1754, durante il regno di Federico V. Cfr. I. Dookhan, A History of the Virgin Islands of the United States, introduz. di R.B. Sheridan, Kingston, Canoe Press, 1994, p. 31 ss. Secondo una risalente osservazione economico-statistica, «I possessi più vantaggiosi per la Danimarca» erano proprio quelli delle Indie occidentali»; cfr. Annali Universali di Statistica, Economia pubblica, Storia, Viaggi e Commercio, VII, Milano, Editori della Annali Universali di Medicina e di Statistica, gennaio-marzo 1826, sub Cenni sulle colonie della Danimarca, pp. 292-294, e ivi v. spec. 293.

[27] Per il capo del Governo locale, «Greenland is not for sale, but Greenland is open for trade and co-operation with other countries, including the USA». Detto altrimenti, per Kim Kielsen «Greenland is open for business, not for sale» (v. M. Breum, Greenland’s premier does not foresee a US take-over and remains committed to Greenland’s quest for independence, in www.highnorthnews.com, 20-1-2020).

[28] Il Primo Ministro ha aggiunto: «Greenland is not Danish. Greenland belongs to Greenland». Su poteri e funzioni del Premier nel sistema politico-costituzionale danese, v. F. Duranti, L’evoluzione del ruolo del Primo Ministro negli ordinamenti costituzionali dei paesi nordici, in A. Di Giovine, A. Mastromaribo (cur.), La presidenzializzazione degli esecutivi nelle democrazie contemporanee, Torino, Giappichelli, 2007, p. 187 ss.

[29] V. T. Husseini, Thule Air Base: inside the US’ northernmost military base in Greenland, in Air Force Technology, 5 June 2019; A.M. Takahashi et al.Autonomy and military bases: USAF Thule Base in Greenland as the study case, in Arctic Yearbook 2019, nel website citato supra (nt. 18).

[30] V., sul punto, N. Loukacheva, The Arctic Promise. Legal and Political Autonomy of Greenland and Nunavut, Toronto, University of Toronto Press, 2007, p. 132.

[31] Cfr. R.K. Rasmussen, The desecuritization of Greenland’s security? How the Greenlandic self-government envision postindependence national defense and security policy, in Artcic Yearbook 2019, nel sito Web cit.

[32] V. M. Ackrén, From bilateral to trilateral agreement: The case of Thule Air Base, in Arctic Yearbook 2019, cit. ante.

[33] Con il trasferimento di poteri e competenze dal centro alla periferia.

[34] V. N. Petersen, Negotiating the 1951 Greenland Defense Agreement: Theoretical and Empirical Aspects, in Scandinavian Political Studies, 1998, p. 1 ss.

[35] Le parti (o nazioni) costitutive della monarchia parlamentare danese sono tre, ossia Danimarca, Groenlandia e Isole Faroer. V., ampiamente, F. Duranti, Gli ordinamenti costituzionali nordici. Profili di diritto pubblico comparato, Torino, Giappichelli, 2009; Id., La specialità insulare di Groenlandia e Faroer nell’ordinamento costituzionale danese, in Federalismi.it, n. 17/2006. Sul diritto faroese, cfr. se vuoi M. Mazza, Il sistema giuridico delle Isole Faroer. La dimensione pubblicistica, in Id., Aurora borealis. Diritto polare e comparazione giuridica, Bologna, Filodiritto, 2014, p. 87 ss.

[36] Su organizzazione, attori e funzioni del Consiglio artico, quale forum internazionale rilevante per l’Arctic governance, v. da ultimo S.V. Rottem, The Arctic Council. Between Environmental Protection and Geopolitics, Cham, Palgrave Macmillan, 2020. L’emergenza da Coronavirus ha rallentato i lavori del Consiglio; v. T. Koivurova, Progress Interrupted: COVID-19 pandemic brings Arctic Council work to a standstill, in The Circle: WWF magazine (WWF Global Arctic Programme), ottobre 2020, pp. 24-25.

[37] V. p. 11 del documento dal titolo Denmark, Greenland and the Faroe Islands: Kingdom of Denmark Strategy for the Arctic 2011–2020, citato sopra nel testo.

[38] Si veda l’esauriente disamina di E. Bertolini, I micro stati. La sfida della micro dimensione e le sue ricadute costituzionali, Bologna, Bononia University Press, 2019.

[39] Sul punto, v. M. Ackrén, Diplomacy and Paradiplomacy in the North Atlantic and the Arctic – A Comparative Approach, in M. Finger, L. Heininen (Eds.), The GlobalArctic Handbook, Cham, Springer, 2019, p. 235 ss., spec. pp. 239-240.

[40] Cfr. M. Ackrén, The Faroe Islands: Options for Independence, in Island Studies Journal, 2006, p. 223 ss.

[41] V. J. Wylie, The Faroe Islands. Interpretations of History, Lexington (KY) The University Press of Kentucky, 1987, p. 7 ss. Il primo norreno/vichingo (norreni= uomini del nord) a raggiungere le Isole Faroer, proveniente dalla Norvegia, fu (probabilmente) Naddoddr, che vi sbarcò nell’850. Naddoddr (in faroese, Naddoddur) scoprì anche l’Islanda, da lui originariamente chiamata Snæland (Terra della neve) e poi diventata Ísland (Terra del ghiaccio). Cfr., ampiamente, L.M. Surhone, M.T. Tennoe, S.F. Henssonow (Eds.), Naddoddr. Faroese People, Faroese Islands, Saarbrücken, Müller, 2010.

[42] In base all’articolo 20 della legge sull’autogoverno della Groenlandia, «Greenlandic shall be the official language in Greenland». La lingua groenlandese, o kalaallisut, comprende quattro sottodialetti (id est: groenlandese del Sud, groenlandese dell’Ovest, groenlandese dell’Est e dialetto di Thule). In particolare, il kalaallisut rappresenta il dialetto groenlandese occidentale, parlato dalla maggioranza degli abitanti (indigeni) della Groenlandia. I primi studi sulla lingua/dialetto groenlandese si devono al teologo Paul H. Egede, figlio del missionario Hans Egede (v. supra nt. 8 e testo corrispondente), autore delle opere Dictionarium Grönlandico-Danico-Latinum, Havniæ (antica denominazione di Copenhagen), Fabricius, 1750, e Grammatica Grönlandico-Danico-Latina, Havniæ, Fabricius, 1760. Paul H. Egede seguì per molti versi le orme del padre. Fu, infatti, rettore del Seminario missionario groenlandese (Seminarium Groenlandicum/Greenland Mission Seminary) fondato a Copenhagen da Hans Egede, e divenne anche (come il padre) Vescovo di Groenlandia (nel 1779).

[43] V. quanto detto sopra.

[44] Su cui v. L. Sciannella, Il processo costituente islandese e la democrazia 2.0, in C. Di Marco, F. Ricci, L. Sciannella (cur.), La democrazia partecipativa nell’esperienza della Repubblica. Nuovi segnali dalla società civile?, Napoli, ESI, 2012, p. 53 ss.; L. Testa, Dopo la crisi, la prima crowsourced Constitution: commento al progetto di una nuova Costituzione per l’Islanda, in Diritto pubblico comparato ed europeo, 2014, p. 105 ss.; B. Bergsson, P. Blokker, The Constitutional Experiment in Iceland, in E. Pos, K. Pócza (Hrsg.), Verfassungsgebung in konsolidirten Demokratien: Neubeginn oder Verfall eines Systems?, Baden-Baden, Nomos, 2013, p. 1 ss.; H. Landemore, When public participation matters: The 2010–2013 Icelandic constitutional process, in International Journal of Constitutional Law, 2020, p. 179 ss.; Á.Þ. Árnason, C. Dupré (Eds.), Icelandic Constitutional Reform. People, Processes, Politics, London-New York, Routledge, 2021. Come è noto, l’esperimento costituzionale islandese non è stato portato a compimento: v. J. Shiota, The Rise and Fall of the Icelandic Constitutional Reform Movement: The Interaction Between Social Movements and Party Politics, in Journal of International Cooperation Studies, 2019, p. 157 ss.

[45] Cfr. B. Kaufmann, An Arctic approach to constitutional drafting, in www.swissinfo.ch, 17-10-2018.

[46] In tal senso, v. B. Kaufmann, In Greenland, constitution-drafting process will not be rushed, in www.constitutionnet.org, 18-10-2018.

[47] Vivian Motzfeldt è moglie di Jørgen Wæver Johansen, politico groenlandese (madrelingua danese) più volte membro del Parlamento e del Governo dell’isola. Dalle ricerche che ho effettuato, sembra che la Motzfeldt non sia legata da vincoli di parentela con Jonathan “Junnuk” Motzfeldt (deceduto nel 2010), primo e terzo Primo Ministro della Groenlandia (dal 1979 al 1991, nonché dal 1997 al 2002), figura di assoluto spicco nella storia politica groenlandese.

[48] Vedasi A. Finne, Constitutional Commission Upsets Greenland, in www.highnorthnews, 22-11-2017.

[49] Cfr. la nota dal titolo 2 in 3 Greenlanders support independence in 2 decades to come, nel sito Web Nationalia. Stateless nations and peoples and diversitywww.nationalia.info. Per l’esattezza, il 67,7 per cento degli abitanti dell’isola è a favore dell’indipendenza, e di questi il 43,5 per cento ritiene che la secessione dalla Danimarca avrebbe effetti positivi, o anche molto positivi, per l’economia groenlandese.

[50] Si veda R. Adler-Nissen, The Faroe Islands: Independence dreams, globalist separatism and the Europeanization of postcolonial home rule, in Cooperation and Conflict, 2014, n. 1 (Special Issue: Postimperial Sovereignty Games in Norden), p. 55 ss. 

[51] Sul tema, v. B. Aasjord, G. Hønneland, Nord og ned. Nordområdene som koloni og fremtidsvisjon. Et debattskrift [The north as colony and vision of the future], Stamsund (Isole Lofoten), Orkana Forlag, 2019 (testo in norvegese).

[52] Vedasi J. Rahbek-Clemmensen, Denmark and Greenland’s changing sovereignty and security challenges in the Arctic, in G. Hoogensen Gjørv, M. Lanteigne, H. Sam-Aggrey (Eds.), Routledge Handbook of Arctic Security, London-New York, Routledge, 2020, p. 176 ss., spec. p. 184.

[53] V. U.P. Gad, Greenland: A post-Danish sovereign nation state in the making, in Cooperation and Conflict, 2014, n. 1, p. 98 ss.

[54] La Groenlandia entrò a far parte della CEE nel 1973, unitamente al resto del Regno di Danimarca. Nel 1972 si era tenuta nell’isola una consultazione referendaria, nella quale la popolazione locale si era dichiarata contraria all’adesione alla CEE. Tuttavia, in assenza a quel tempo della Home Rule (approvata nel 1979) l’ingresso della Danimarca nella CEE implicò necessariamente anche l’adesione della Groenlandia.

[55] Cfr. V. F. Harhoff, Greenland’s withdrawal from the European Communities, in Common Market Law Review, 1983, p. 13 ss.; O. Johansen, C.L. Sørensen, Greenland’s Way out of the European Community, in The World Today, 1983, n. 7/8 p. 270 ss.

[56] Secondo l’articolo 4 del “Greenland Treaty”. Sui PTOM dell’UE v. J. Ziller, Les Outre-mer de l’Union européenne, relazione alla (video)conferenza dal titolo Droit compaé des Outre-mer, organizzata il 7 maggio 2020 dall’Università della Guiana (francese). I PTOM non sono da confondere con le regioni ultraperiferiche (RUP), su cui v. D. Blanc, Les régions ultrapériphériques et les prévisions 2021-2027, relazione alla conferenza online ult. cit.

[57] Lo rileva M. Tomala, The European Union’s Relations with Greenland, in International Studies. Interdisciplinary Political and Cultural Journal, 2017, n. 1, p. 31 ss., scritto nel quale si parla della Groenlandia come partner strategico dell’UE. E v. già L.E. Johansen, Greenland and the European Community, in Études/Inuit/Studies, 1992, n.1/2, p. 33 ss. (l’autore ha ricoperto la carica di secondo Primo Ministro della Groenlandia, nel periodo dal 1991 al 1997, nonché quella di membro del Parlamento danese fin dal 1973, e poi nuovamente dal 2001 al 2011, come pure quella di Speaker del Parlamento groenlandese tra il 2013 e il 2018). Cfr., infine, U.P. Gad, National Identity Politics and Postcolonial Sovereignty Games. Greenland, Denmark, and the European Union, Copenhagen, Museum Tusculanum Press (Museum Tusculanums Forlag), 2016.

[58] Questi aspetti sono efficacemente esaminati da M. Lindroth, Greenland and the elusive better future: the affective merging of resources and independence, in M. Tennberg, H. Lempinen, S. Pirnes (Eds.), Resources, Social and Cultural Sustainabilities in the Arctic, Abingdon, Routledge, 2020, p. 15 ss.

[59] Parola che, in groenlandese, significa «Avanti». Esponente di Simiut è l’attuale Primo Ministro groenlandese Kim Kielsen. Siumut ha ottenuto alle elezioni politiche del 24 aprile 2018 il 27,2 per cento dei voti, conquistando così 9 seggi sul totale dei 31 che compongono il Parlamento della Groenlandia.

[60] Lett.: «Discendenti del nostro Paese» (acr. NQ). Il partito ha conseguito, alle elezioni del 2018, il 3,4, per cento dei suffragi, ai quali corrisponde 1 seggio parlamentare.

[61] Alle elezioni politiche del 2018, i Democratici hanno raccolto il 19,5 per cento dei voti, con 8 seggi nel Parlamento groenlandese.

[62] Per la scadenza naturale della legislatura locale, e salvo imprevisti; si tenga conto, in particolare, che il partito Nunatta Qitornai sostiene con decisione le posizioni separatiste, mentre i Democratici sono sul punto alquanto scettici. Per Siumut l’indipendenza è un obiettivo, ma da perseguire gradualmente; del resto, la scissione di Nunatta Qitornai è stata soprattutto dovuta alla richiesta di quest’ultimo partito di procedere con speditezza alla creazione dello Stato della Groenlandia.

[63] V. M. Shi, M. Lanteigne, Greenland’s Government: New Coalition, Emerging Challenges, in Over the Circle (OtC). Arctic News and Analysis, 20-6-2020, online all’indirizzo https://overthecircle.com.

[64] Lo ha ricordato, da ultimo, B.O.G. Mortensen, Visions of Independence and Sovereignty in the Arctic, relazione presentata al 13th Polar Law Symposium Special Online Session 9-30 November 2020, co-organizzato dal Polar Law Institute della University of Akureyri, dal Northern Institute for Environmental and Minority Law della University of Lapland (Arctic Center) e dal Polar Cooperation Research Centre della Kobe University.

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Corpus Domini

 

Corpus Domini


Corpus Domini

autore: Miguel Cabrera anno: 1705 titolo: Allegoria della Santa Eucaristia luogo: Museo Blaisten, Messico
Nome: Corpus Domini
Titolo: Solennità del corpo e sangue di Cristo
Ricorrenza: 19 giugno
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Solennità
« Così Dio amò il mondo, da darci il suo Figlio Unigenito ».

Queste mirabili parole le vediamo brillare sulla capanna dell’Infante di Betlemme ove Cristo nacque su di un giaciglio di foglie.

Le vediamo impresse sulla povera casetta di Nazaret ove Gesù lavorò per amor nostro.

Le vediamo là nel pretorio di Caifa, di Erode, di Pilato, ove l’innocente Gesù soffrì per amor nostro.

Senza dubbio se Nostro Signore ci avesse amato soltanto fino alla croce, fino a dare la vita per noi, sarebbe già stata una prova di immenso amore, ma il Signore volle far più. Il Cuore di Gesù è Cuore divino, e Dio è eterno ed anche il suo amore non può morire: « Io sarò con voi sino alla consumazione dei secoli ».

Ma in che modo, o Gesù, resterai con noi? Se tu stesso hai predetto la tua morte, la tua partenza da questa terra?

Nella notte stessa nella quale uno dei suoi amici più intimi, un suo apostolo, Giuda, lo tradiva, nella notte in cui i suoi nemici aizzavano la plebe, radunavano falsi accusatori, armavano soldati per la sua cattura, mentre i Giudei gridavano : « Non deve regnare sopra di noi, è degno di morte… dobbiamo toglierlo dal mondo… », Gesù, là, nel Cenacolo, circondato dai suoi Apostoli dà una prova solenne di tutto il suo amore per gli uomini.

« Non vi lascerò orfani, esclama, ma sarò sempre con voi ». Ancora una volta quel Cuore adorabile, pieno d’amore, si commuove, pensa alle anime che avranno bisogno di nutrimento spirituale; che avranno bisogno di Lui e della sua forza ed allora decide di darsi come cibo.

Verso la metà della cena, prese il pane, alzò gli occhi al cielo, lo benedisse, lo spezzò e lo distribuì agli Apostoli dicendo: « Prendete e mangiate; questo è il mio Corpo ». Similmente fece del vino che distribuì dicendo: « Prendete e bevete, questo è il mio Sangue; ogni qualvolta farete questo, fatelo in mia memoria ».

Ecco compiuta l’istituzione del Sacramento dell’amore, l’Eucarestia, il Sacramento che fa vivere in mezzo a noi Gesù, anche dopo la sua ascesa al cielo.

I nemici uccisero Gesù, suscitarono persecuzioni di ogni genere, cercarono ogni mezzo per toglierlo di mezzo agli uomini, ma tutto fu inutile.

Cristiani, quante volte là da quel tabernacolo Gesù ci invita al banchetto divino! accostiamoci a lui. Rallegriamoci di essere nel numero dei fedeli convitati che il Padrone ha introdotto nella sua casa. Là dimenticheremo le nostre tristezze ed ascolteremo dal Cuore di Cristo i suoi divini consigli, là riceveremo la forza, il vigore per vincere i nostri nemici e camminare più speditamente per la via della virtù.

Gesù Eucaristico, sole splendente ed ardente d’amore, brilla nella nostra mente, nel nostro cuore, nelle nostre famiglie, nel mondo intero, e facci amare Iddio sopra ogni cosa e il prossimo come noi medesimi!

PRATICA. Accostiamoci sovente al banchetto divino.

PREGHIERA. O Signore, che sotto questo mirabile Sacramento ci hai lasciato un ricordo della tua passione, deh, concedici di venerare così i sacri misteri del Corpo e del Sangue tuo, da sentire continuamente in noi il frutto della tua redenzione.

MARTIROLOGIO ROMANO. Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo: con il suo sacro nutrimento egli offre rimedio di immortalità e pegno di risurrezione.

ORIGINI DELLA FESTA

La ricorrenza deve le sue radici nell’ambiente della Gallia belgica grazie alle rivelazioni della Beata Giuliana di Retìne priora nel Monastero di Monte Cornelio a Liegi che nel 1208 vide durante un’estasi il disco lunare risplendente di luce candida, deformato però da un lato da una linea rimasta in ombra: da Dio intese che quella visione significava la Chiesa del suo tempo, che ancora mancava di una solennità in onore del SS. Sacramento. Il direttore spirituale della beata, il Canonico di Liegi Giovanni di Lausanne, ottenuto il giudizio favorevole di parecchi teologi in merito alla suddetta visione, presentò al vescovo la richiesta di introdurre nella diocesi una festa in onore del Corpus Domini. La richiesta fu accolta nel 1246 e venne fissata la data del giovedì dopo l’ottava della Trinità.

Tuttavia nel 1262 salì al soglio pontificio, col nome di Urbano IV, l’antico arcidiacono di Liegi e confidente della beata Giuliana, Giacomo Pantaleone. Ed è a Bolsena, proprio nel Viterbese, la terra dove è stata aperta la causa suddetta che in giugno, per tradizione si tiene la festa del Corpus Domini a ricordo di un particolare miracolo eucaristico avvenuto nel 1263.

Si racconta che un prete boemo, in pellegrinaggio verso Roma, si fermò a dir messa a Bolsena ed al momento dell’Eucarestia, nello spezzare l’ostia consacrata, fu pervaso dal dubbio che essa contenesse veramente il corpo di Cristo. A fugare i suoi dubbi, dall’ostia uscirono allora alcune gocce di sangue che macchiarono il bianco corporale di lino liturgico e alcune pietre dell’altare tuttora custodite in preziose teche presso la basilica di Santa Cristina.

Venuto a conoscenza dell’accaduto Papa Urbano IV istituì ufficialmente la festa del Corpus Domini estendendola dalla circoscrizione di Liegi a tutta la cristianità. La data della sua celebrazione fu fissata nel giovedì seguente la prima domenica dopo la Pentecoste (60 giorni dopo Pasqua). Così, l’11 Agosto 1264 il Papa promulgò la Bolla “Transiturus” che istituiva per tutta la cristianità la Festa del Corpus Domini dalla città che fino allora era stata infestata dai Patarini i quali negavano il Sacramento dell’Eucaristia.