Archivio mensile:aprile 2024

La voce degli ultimi

Oggi, 30 aprile 2024, sul quotidiano on line “In Terris. La voce degli ultimi”
30 aprile 1975: la fine della guerra in Vietnam
di Carlo Felice Casula

Il 30 aprile del 1975 truppe nordvietnamite e Vietcong, appoggiate da un centinaio di carri armati, dall’artiglieria pesante e anche da alcuni aerei da caccia, s’impadroniscono di tutti obiettivi strategici di Saigon. Nel Palazzo presidenziale il colonnello Bui Tin dei Vietcong riceve la capitolazione senza condizioni del generale sudvietnamita Dương Văn Minh, da pochi giorni Presidente della Repubblica del Vietnam del Sud. Saigon è ribattezzata Ho Chi Mihn Ville. Quasi in contemporanea i Kmer Rossi entrano vittoriosi in Phnom Penh e i Pathet Lao occupano Vientiane. È la fine della Guerra del Vietnam: tre milioni di vittime, un numero anche più elevato di feriti e invalidi, in gran parte civili, donne e bambini; milioni di sfollati, distruzioni d’interi paesi e distretti agricoli; danni ambientali incalcolabili di lunga durata per l’uso sistematico e massiccio, durante i bombardamenti, di defolianti che hanno creato, per decenni, malattie genetiche.
Gli Stati Uniti, che dal luglio del 1973, avevano, per deliberazione del Congresso, avviato il proprio disimpegno in Indocina, subiscono la prima sconfitta militare della loro storia non solo per la perdita di sessanta mila morti e ben centomila mutilati nel corpo e nell’anima come hanno raccontato molti film, tra i quali “Nato il 4 di luglio” di Oliver Stone. La capitolazione senza condizioni accettata imposta dall’ultimo presidente del paese subalterno alleato degli Stati Uniti è, in fondo, la riproposizione rovesciata dell’Unconditional Surrender imposta dagli Stati Uniti ai paesi sconfitti dell’Asse alla fine della Seconda guerra mondiale.
Proviamo a riassumere la storia del Vietnam che, nel secolo scorso, è stato il punto di confluenza di due dinamiche globali: quella della decolonizzazione, da un lato, e quella della guerra fredda, dall’altro. Alle istanze nazionaliste dei popoli un tempo sotto dominio coloniale si è andato rapidamente sovrapponendo il crescente conflitto politico e ideologico tra i due blocchi internazionali, di matrice statunitense e sovietica. Il Vietnam nella seconda metà dell’Ottocento fu progressivamente conquistato dai Francesi e nel 1887 divenne parte dell’Indocina francese. Nel primo Novecento si sviluppa un forte movimento nazionalista che, nel 1941, si struttura nella Lega per l’indipendenza del Vietnam (Viet-minh), fondata sull’alleanza fra i nazionalisti e i comunisti guidati da Ho Chi Minh e Võ Nguyên Giáp.
Nel frattempo, il Vietnam, come gran parte della Cina, tutto il Sudest Asiatico e i grandi arcipelaghi dell’Indonesia e delle Filippine, sono stati occupati dal Giappone. Le truppe coloniali francesi si arrendono senza quasi combattere, mentre il Viet-minh organizza una forte resistenza. Nel marzo 1945 i Giapponesi, ormai avviati alla sconfitta nel colossale scontro con gli Americani, riconobbero l’indipendenza del Vietnam, sotto la sovranità, quanto mai effimera, dell’imperatore Bao Dai. Grazie anche a un’insurrezione contadina del Nord del paese, il Viet-minh conquista Hanoi nell’agosto 1945 e dopo la resa del Giappone e l’abdicazione di Bao Dai, si giunge alla proclamazione della Repubblica democratica del Vietnam con Ho Chi Minh presidente. I Francesi della IV Repubblica, pur nata dalla resistenza contro l’occupazione nazista, non si rassegnano a perdere la colonia d’oriente nella quale avevano maggiormente investito in infrastrutture e anche emozioni, com’è magistralmente descritto nel bellissimo romanzo, “L’amante” di Marguerite Duras, dal quale è stato tratto il film omonimo di Jean Jacques Annaud, del 1992. Dalla fine del 1946 la Francia tenta di rioccupare il paese e dà vita, nel 1949, subisce, nel 1954, la sconfitta di Dien Bien Phu, evento anche simbolico della crisi del dominio coloniale, che contribuì non poco a creare il mito strategico del generale Giap e dei contadini-soldati vietnamiti.
Seguono, nel 1954, gli Accordi di Ginevra, che dividono temporaneamente il Vietnam in due Stati al 17° parallelo, con l’impegno che non sarà mai mantenuto di libere elezioni per la sua riunificazione. Il Vietnam del Nord, con il riconoscimento e il sostegno della Cina e dell’Unione Sovietica, si struttura come regime comunista, mentre il Vietnam de Sud, a differenza di quello del Nord, è sempre connotato da instabilità e corruzione diffusa, anche quando, Ngô-Dinh-Diem depone l’imperatore Bao Dai e proclamò la Repubblica, legandosi sempre più agli Stati Uniti. Nel 1960 si forma un ampio schieramento di opposizione, il Fronte di liberazione nazionale (FLN), che riprende anche nel nome esperienza della Resistenza europea, nel quale assumono progressivamente un ruolo preminente i comunisti, appoggiati dal Vietnam del Nord e con un crescente sostegno popolare: diventano internazionalmente noti come Vietcong. Sempre a partire dal 1960, in aggiunta agli aiuti finanziari gli USA inviano equipaggiamento e consiglieri militari, senza che questo diminuisca la presenza e l’influenza nel paese del FLN. Nel 1963 il regime autoritario e corrotto di Diem è rovesciato da un colpo di Stato militare e, dopo un periodo d’instabilità, nel 1965 s’insedia al potere una giunta presieduta da Nguyên-Van-Thiêu.
Nello stesso anno gli USA iniziano massicci bombardamenti nel Vietnam del Nord, giustificati dai cosiddetti “Incidenti del Tonchino”, che oggi sappiamo essere stati un pretesto propagandistico. Alla metà degli anni Sessanta il contingente americano inviato in Vietnam raggiunge gli oltre cinquecentomila effettivi con un dispiegamento di carri armati, aerei ed elicotteri impressionante. La permanenza dei soldati in Vietnam è di breve durata e questo comporta che milioni di giovani americani sono coinvolti nella “sporca guerra”, essendo stata reintrodotta la coscrizione obbligatoria, pur con episodi isolati, ma di grande impatto mediatico, di renitenza alla leva, come quello del campione del mondo dei pesi massimi, Cassius Clay-Muhammad Alì. Nel gennaio 1968 i nordvietnamiti lanciano un’offensiva generalizzata che spinge l’amministrazione statunitense a riconsiderare i termini del proprio coinvolgimento. Washington avviò una graduale diminuzione delle forze presenti nel Vietnam, mentre a Parigi iniziano colloqui di pace. Ciononostante, negli anni successivi il conflitto conobbe un’ulteriore intensificazione raggiungendo il Laos e la Cambogia; nel corso del 1972 i bombardamenti statunitensi sul Nord riprendono con rinnovata violenza. Un accordo per il cessate il fuoco è infine firmato nel gennaio 1973.
Rinvio al libro, “La guerra del Vietnam”, pubblicato da Il Mulino nel 2020, di Mitchell K. Hall. È uno studioso americano, specialista di studi di pace e guerra, che è stato anche presidente della “Peace History Society”. Per Hall, che ricostruisce sia gli avvenimenti militari sia le dinamiche del contesto internazionale dell’intervento americano e le ripercussioni interne agli Stati Uniti, lo scontro fra il Golia americano e il Davide vietnamita fu un drammatico banco di prova per gli equilibri del mondo bipolare e per l’opinione pubblica occidentale. Un altro storico, il tedesco Marc Frey, nel libro “Storia della Guerra del Vietnam”, pubblicato da Einaudi, dà grande rilievo alle vicende interne degli Usa legate alla guerra e ai loro effetti sul lungo periodo: il movimento pacifista e le lotte studentesche, lo sviluppo della controcultura, la loro influenza sulla pubblica opinione.
La Guerra del Vietnam è stata, infatti, anche un’esemplare guerra mediatica: giornalisti, reporter e fotografi americani e occidentali, sono sempre presenti a ridosso delle operazioni militari. Personalità del cinema e della musica sono impegnate contro la guerra: l’attrice Jane Fonda si reca anche nel Nord Vietnam in compagnia della cantante Joan Baez, già in precedenza fortemente impegnata contro la coscrizione negli Stati Uniti. In forma altrettanto convinta compone e canta contro la guerra Bob Dylan. Nella primavera del 1971 il movimento pacifista negli Stati Uniti diventa molto ampio e una parte maggioritaria della popolazione sviluppa un sentimento di stanchezza e anche di disgusto verso la “sporca guerra” che sembra non finire più.
La Guerra del Vietnam ha rappresentato uno spartiacque decisivo nell’opposizione alla guerra della generazione del Sessantotto. Nel corso del biennio 1967-68, infatti, accanto alle contestazioni della selezione di classe nella scuola e nell’accesso all’università, recependo la lezione di “Lettera a una professoressa” di don Lorenzo Milani, nonché dei programmi scolastici tradizionali, il Vietnam che resiste e che, alla fine, è vittorioso, può giustamente essere considerato come il vero catalizzatore dei movimenti giovanili di protesta e proposta che investono i paesi occidentali dall’America, all’Europa, fino al Giappone.

Accertamento sanitario: nuove funzionalità nel servizio

Accertamento sanitario: nuove funzionalità nel servizio

Nella domanda on line è possibile specificare la tipologia di richiesta ed inserire la data di notifica del verbale.

Pubblicazione: 29 aprile 2024

Il decreto-legge 21 giugno 2022, n. 73 ha soppresso, a decorrere dal 1° giugno 2023, le Commissioni mediche di verifica trasferendone le funzioni all’INPS, che ha messo a disposizione di amministrazioni, enti e datori di lavoro il servizio online per la presentazione delle domande di accertamento sanitario.

Con il messaggio 29 aprile 2024, n. 1643, l’Istituto comunica che all’interno del servizio sono disponibili nuove funzionalità, che consentono:

  • di specificare la tipologia della “Richiesta di accertamento sanitario per dipendenti pubblici”, sia per le prime domande che per quelle di rivedibilità;
  • l’inserimento della data di notifica del verbale.

Anticipazione TFS/TFR: chiarimenti

Anticipazione TFS/TFR: chiarimenti

Dal 25 aprile 2024, gli iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali non possono più presentare la domanda per accedere alla misura.

Pubblicazione: 26 aprile 2024

In relazione alla prestazione di anticipazione dei Trattamenti di Fine Servizio (TFS) e dei Trattamenti di Fine Rapporto (TFR), rivolta agli iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, l’Istituto comunica che dal 25 aprile 2024 non si può più presentare domanda per accedere a questa misura poiché, sulla base delle stime effettuate, l’elevato numero di istanze presentate sta esaurendo i fondi stanziati.

Il regolamento relativo alla prestazione, approvato con deliberazione CdA 9 novembre 2022 n. 219, prevede che l’erogazione avvenga “nei limiti delle disponibilità finanziarie destinate annualmente nel bilancio dell’INPS”.

Proprio per questo, dal 26 aprile 2024, gli Uffici credito delle sedi e dei poli territoriali e nazionali non possono più accogliere le istanze.

Resta comunque la possibilità di ricevere l’anticipo per quegli utenti le cui proposte di cessione, già presentate, rientrino nei limiti delle disponibilità finanziarie e ottengano la relativa accettazione da parte dell’Istituto.

Per quanto riguarda le domande presentate che risulteranno prive di copertura, l’Istituto ha dato comunicazione alle sedi e ai poli territoriali e nazionali di non procedere al loro mancato accoglimento, rimanendo in attesa di ulteriori istruzioni operative.

L’esaurimento dei fondi disponibili per l’anticipazione ordinaria del TFS e del TFR dimostra l’interesse riscosso da questo strumento tra gli iscritti al Fondo Credito.

L’INPS, considerando l’importante valore sociale di una prestazione di credito legata al TFS e al TFR dei dipendenti pubblici, valuterà un’evoluzione della prestazione, alla luce dell’attuale livello sistematico dei tassi d’interesse e della potenziale base di utenti derivante dalla riapertura delle adesioni al fondo, prevista dalla normativa vigente.

 
 
 

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Anticipazione TFS/TFR: chiarimenti

Dal 25 aprile 2024, gli iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali non possono più presentare la domanda per accedere alla misura.

Pubblicazione: 26 aprile 2024

In relazione alla prestazione di anticipazione dei Trattamenti di Fine Servizio (TFS) e dei Trattamenti di Fine Rapporto (TFR), rivolta agli iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, l’Istituto comunica che dal 25 aprile 2024 non si può più presentare domanda per accedere a questa misura poiché, sulla base delle stime effettuate, l’elevato numero di istanze presentate sta esaurendo i fondi stanziati.

Il regolamento relativo alla prestazione, approvato con deliberazione CdA 9 novembre 2022 n. 219, prevede che l’erogazione avvenga “nei limiti delle disponibilità finanziarie destinate annualmente nel bilancio dell’INPS”.

Proprio per questo, dal 26 aprile 2024, gli Uffici credito delle sedi e dei poli territoriali e nazionali non possono più accogliere le istanze.

Resta comunque la possibilità di ricevere l’anticipo per quegli utenti le cui proposte di cessione, già presentate, rientrino nei limiti delle disponibilità finanziarie e ottengano la relativa accettazione da parte dell’Istituto.

Per quanto riguarda le domande presentate che risulteranno prive di copertura, l’Istituto ha dato comunicazione alle sedi e ai poli territoriali e nazionali di non procedere al loro mancato accoglimento, rimanendo in attesa di ulteriori istruzioni operative.

L’esaurimento dei fondi disponibili per l’anticipazione ordinaria del TFS e del TFR dimostra l’interesse riscosso da questo strumento tra gli iscritti al Fondo Credito.

L’INPS, considerando l’importante valore sociale di una prestazione di credito legata al TFS e al TFR dei dipendenti pubblici, valuterà un’evoluzione della prestazione, alla luce dell’attuale livello sistematico dei tassi d’interesse e della potenziale base di utenti derivante dalla riapertura delle adesioni al fondo, prevista dalla normativa vigente.

 

Santa Valeria di Milano


Nome: Santa Valeria di Milano
Titolo: Martire
Nascita: III Secolo, Roma
Morte: III Secolo, Roma
Ricorrenza: 28 aprile
Tipologia: Commemorazione
Santa Valeria è più conosciuta per essere stata la moglie di San Vitale, un ufficiale dell’esercito ucciso e martirizzato nella città di Ravenna, e madre dei Santi martiri gemelli Gervasio e Protasio, visse nel III secolo.

Avrebbe desiderato portare con se il marito morto alle porte di Ravenna, ma i cristiani del luogo glielo impedirono. Quindi si mise in viaggio per Milano ma incontrò dei contadini pagani e rifiutatasi di rimanere con loro facendo sacrifici agli dei, venne così violentemente percossa che morì dopo qualche giorno.

Pur essendo rappresentata già in epoca antica nei mosaici di Sant’Apollinare nuovo a Ravenna, Valeria non ha un’iconografia specifica. Oltre a Valeria furono fatti Santi anche il marito Vitale e i figli Protasio e Gervasio.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Ravenna, commemorazione di san Vitale: in questo giorno, come si tramanda, sotto il suo nome fu dedicata a Dio la celebre basilica in quella città. Egli insieme ai santi martiri Valeria, Gervasio, Protasio e Ursicino è da tempo immemorabile venerato per l’impavida fede tenacemente difesa.

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Domande Frequenti

  • Quando si festeggia Santa Valeria di Milano?

  • Quando nacque Santa Valeria di Milano?

  • Dove nacque Santa Valeria di Milano?

  • Quando morì Santa Valeria di Milano?

  • Dove morì Santa Valeria di Milano?

  • Di quali comuni è patrona Santa Valeria di Milano?


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Oggi 28 aprile si venera:

Santa Valeria di Milano

Santa Valeria di Milano
MartireSanta Valeria è più conosciuta per essere stata la moglie di San Vitale, un ufficiale dell’esercito ucciso e martirizzato nella città di Ravenna, e madre dei Santi martiri gemelli Gervasio e Protasio…

Domani 29 aprile si venera:

Santa Caterina da Siena

Santa Caterina da Siena
Vergine e dottore della Chiesa, patrona d’ItaliaIl Signore è solito servirsi di umili e deboli creature per operare cose grandi: si servì di Ester per liberare il suo popolo dalla morte, di Giuditta per abbattere l’invitto Oloferne, si servì di Maria SS. per compiere la Redenzione, si servì di S. Caterina da Siena per dare la pace alla Chiesa e ai popoli del suo tempo.
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Oggi 28 aprile si recita la novena a:

– Santa Caterina da Siena
IX. Per quell’amore straordinario che voi aveste ai patimenti per cui ascriveste a gran ventura il soffrire nelle invisibili stimmate tutti i dolori di un corpo crocifisso, e sorpresa dall’ultima…
– Santi Filippo e Giacomo
I. s. Giacomo, che fino dai più teneri anni menaste una vita sì austera e sì santa da essere comunemente qualificato per Giusto, e faceste dell’orazione la vostra delizia per…
– San Giuseppe
1. O S. Giuseppe, mio protettore ed avvocato, a te ricorro, affinché m’implori la grazia, per la quale mi vedi gemere e supplicare davanti a te. E’ vero che i presenti dispiaceri e le amarezze sono forse…

 

 

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Santa Zita


Santa Zita

autore: Arnould de Vuez anno: 1696 titolo: Santa Zita luogo: Museo di L’Hospice Comtesse
Nome: Santa Zita
Titolo: Vergine
Nascita: 1218, Toscana
Morte: 7 aprile 1272, Lucca
Ricorrenza: 27 aprile
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Commemorazione
Canonizzazione:
5 settembre 1696, Roma, papa Innocenzo XII

Nel linguaggio medievale, « zita » equivaleva a quella che, nei dialetti toscani, è ancora detta « cita » o « citta ». Voleva dire cioè « ragazza », e il diminutivo di quel termine esiste ancora nel vocabolario italiano: « zitella », cioè non maritata.

Santa Zita è dunque la santa ragazza, ed è l’unica Santa di questo nome che ancora viene ripetuto in Toscana, e specialmente in Lucchesia. Santa Zita, infatti, è la Santa di Lucca, e già Dante, per indicare i magistrati della città di Lucca, parlava degli « anziani di Santa Zita ».

Zita era nata vicino a Lucca, a Monsagrati, nel 1218, in una famiglia contadina. Non ebbe nessuna particolare istruzione, ma fin da bambina si dette una regola di condotta religiosa chiedendosi semplicemente: « Questo piace al Signore? Questo dispiace a Gesù? ». Con questa linea di condotta crebbe devota e utile, aiutando i genitori a vendere in città i prodotti dei loro campi. A 18 anni entrò a servizio, a Lucca, nella casa dei Fatinelli, anzi nel palazzo di quella famiglia, che era una delle più ricche della città.

Le tentazioni della città avrebbero potuto aver facile presa nell’anima della semplice campagnola, ma la linea di condotta impostasi dalla fanciulla, pur nella sua ingenuità, non consentiva né errori né distrazioni. « Questo piace a Gesù? E questo gli dispiace? ».

E piaceva a Gesù che ogni mattina, con il permesso della padrona, Zita si recasse in chiesa, mentre tutti gli altri ancora dormivano. E poi accudisse puntualmente, prima di tutti e meglio di tutti, alle pesanti incombenze casalinghe, alle quali si dedicavano le donne di quei tempi. Ma fu soprattutto la straordinaria generosità verso i poveri che costituì il più delicato profumo della santità della servetta. Ogni venerdì, ella, la più fidata tra le domestiche, aveva il compito di distribuire le elemosine ai poveri.

Santa Zita che disseta il pellegrino

titolo Santa Zita che disseta il pellegrino
autore Paolo Guidotti anno XVII sec

E trovava sempre il modo di aggiungervi qualcosa di suo, risparmiato sul magro cibo, sullo scarso salario e sul modestissimo vestiario. Presto il padrone sospettò che Zita donasse ai poveri più di quanto egli aveva disposto. Era vero, ma quel di più non apparteneva a lui. Rappresentava il superfluo della sua serva incredibilmente sobria.

Miracolo di Santa Zita

titolo Miracolo di Santa Zita
autore Bernardo Strozzi anno XVII sec

Un giorno, incontrando Zita con il grembiule gonfio di alimenti, le chiese severamente che cosa portasse. « Fiori e fronde », rispose la ragazza. Disciolto il grembiule. ne caddero davvero fiori e fronde, miracolosi simboli della carità e della generosità, impersonata da Santa Zita. Sempre più amata, rispettata e venerata, visse nella casa dei Fatinelli fin verso i sessant’anni, considerandosi nient’altro che un’umile, obbediente e devota serva. Soltanto dopo la sua morte i cittadini di Lucca le tributarono onori come a una grande Santa, e gli stessi magistrati della città non disdegnarono di essere indicati come « gli anziani di Santa Zita », senza che facesse velo al loro orgoglio l’umile condizione della Santa servetta, delicato fiore della città gentile.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Lucca, santa Zita, vergine, che, di umili natali, fu per dodici anni domestica in casa della famiglia Fatinelli e in questo servizio perseverò con straordinaria pazienza fino alla morte.

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Santa Zita
VergineNel linguaggio medievale, « zita » equivaleva a quella che, nei dialetti toscani, è ancora detta « cita » o « citta ». Voleva dire cioè « ragazza…

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MartireSanta Valeria è più conosciuta per essere stata la moglie di San Vitale, un ufficiale dell’esercito ucciso e martirizzato nella città di Ravenna, e madre dei Santi martiri gemelli Gervasio e Protasio…

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Oggi 27 aprile si recita la novena a:

– Santa Caterina da Siena
VIII. Per quella singolarissima divozione che voi aveste, o gran Santa, a Gesù Cristo sacramentato, per cui foste più volte comunicata di sua mano e dissetata al suo costato col divino suo…
– Santa Gianna Beretta Molla
O Dio, nostro Padre, tu hai donato alla tua Chiesa santa Gianna Beretta Molla, che nella sua giovinezza ha cercato amorevolmente te, e a te ha portato altre giovani, impegnandole apostolicamente in testimonianza…
– Santi Filippo e Giacomo
I. s. Giacomo, che fino dai più teneri anni menaste una vita sì austera e sì santa da essere comunemente qualificato per Giusto, e faceste dell’orazione la vostra delizia per…
– San Luigi Maria Grignion da Montfort
1. O grande apostolo del regno di Gesù per Maria, tu che indicasti alle anime i sentieri della vita cristiana suggerendo l’osservanza delle promesse battesimali e insegnasti come un segreto di santità…
– San Giuseppe
1. O S. Giuseppe, mio protettore ed avvocato, a te ricorro, affinché m’implori la grazia, per la quale mi vedi gemere e supplicare davanti a te. E’ vero che i presenti dispiaceri e le amarezze sono forse…
 
 

Casula Francesco

Casula Francesco

 
 

La tensione della lotta indipendentista e la continua testimonianza di un’autodeterminazione storica e linguistica della Sardegna sono i passi che guidano l’impegno politico e culturale di Francesco Casula, una delle voci più attive del panorama contemporaneo indipendentista. Intellettuale militante, promotore di storiche battaglie identitarie, il suo è un percorso che si muove fra l’ininterrotta scrittura giornalistica e saggistica, e l’attività di insegnante, sostenitore di una riqualificazione in chiave identitaria della scuola italiana in Sardegna.

Casula nasce a Ollolai (Nuoro) e dopo gli studi medi-superiori dai Gesuiti, si laurea a Roma, nel 1970, in Storia e Filosofia. Tornato in Sardegna inizia a insegnare, dapprima a Macomer e dopo a Cagliari dove per più di trent’anni avrà la cattedra di Italiano e Storia negli Istituti superiori, in modo particolare all’Istituto “Martini”.

Il suo è un lungo percorso politico. La sua prima esperienza – dopo gli anni del ’68 vissuto a Roma – la fa con l’MPL (Movimento politico lavoratori) di Livio Labor, già Presidente delle ACLI. Qui Casula si candida nel 1972, a soli 26 anni, e nello stesso anno a Macomer fonda il Circolo politico–culturale “Camillo Torres”, in onore del sacerdote cattolico colombiano guerrigliero, morto combattendo le unità antiguerriglia governative.

Al Circolo aderiscono soprattutto studenti e insegnanti con cui Casula entrerà nel PDUP (Partito di unità proletaria) che confluirà poi in Democrazia Proletaria, di Mario Capanna, Vittorio Foa e altri nomi del panorama di sinistra. 

Per circa un decennio sarà uno dei leader in Sardegna di questo nuovo soggetto partitico, che soprattutto grazie alla sua opera ben presto si “sardizzerà” diventando Democrazia proletaria sarda (DPS), formazione autonoma rispetto a quella Italiana, ma federata.

Sono di questi anni le sue prime grandi battaglie politiche e culturali, in modo particolare quelle per la lingua sarda e il bilinguismo, ma anche contro la militarizzazione dell’Isola e l’ingresso di scorie nucleari in Sardegna. 

Giunta al termine l’esperienza con Democrazia Proletaria sarda, a seguito dello scioglimento, Casula aderirà per qualche anno al Partito sardo d’azione (di cui sarà il responsabile nazionale del Settore scuola) e contestualmente lascerà anche la CGIL-scuola, di cui a Macomer fu uno dei fondatori, per iscriversi alla Confederazione sindacale sarda (CSS), il sindacato etnico sardo fondato da Eliseo Spiga. Proprio nella CSS diventerà responsabile della Federazione scuola, poi segretario nazionale aggiunto e quindi Segretario nazionale generale.

Si tratterà, però, di esperienze brevi: Casula, infatti, si dimetterà sia da segretario nazionale della CSS e sia dal PSD’AZ, restando comunque nell’area sardista-indipendentista, ma dedicandosi soprattutto ad attività culturali, pubblicistiche ed editoriali, in cui tutt’oggi è impegnato.

La sua battaglia politica non si è mai sopita, e negli ultimi anni, dopo la pubblicazione di “Carlo Felice e i tiranni sabaudi” (giunto oggi alla 153° presentazione), ha intrapreso insieme al Comitato “Spostiamo la statua di Carlo Felice” una strenua lotta per rivedere l’odonomastica e la toponomastica di molte vie e strade sarde dedicate ai tiranni sabaudi, intestandole all’opposto a Sas feminas e sos omines de gabale, uomini e donne che hanno reso grande la storia e la cultura della Sardegna e che lo stesso Casula ha raccontato in una fortunata monografia edita Alfa Editrice.

Come altri autori della grande famiglia sardista-indipendentista anche Francesco Casula è animato da una intensa attività di scrittura giornalistica. Giornalista pubblicista dal 1989 è stato collaboratore del quotidiano “L’Unione Sarda”, scrivendo in modo particolare di scuola, e anche opinionista – in lingua sarda e in lingua italiana – per i quotidiani Sardegna.com, Il Sardegna, Sardegna Quotidiano e il periodico Sa Republica Sarda, dove ha collaborato fin dai primi numeri, portando avanti importanti istanze civili. Fra queste, la lotta per lo smantellamento della Base militare di La Maddalena, con l’organizzazione di un’Assemblea sul territorio maddalenino, ma anche la manifestazione per la scarcerazione degli arrestati coinvolti nel cosiddetto “Complotto separatista”, che fu una storica battaglia promossa da Sa Republica sarda.

In ambito letterario ha pubblicato, in lingua sarda, “Pupillu, Menduledda e su Dindu GLU’ GLU’”, Alfa Editrice, 2003; “Con-tos de sabidoria mediterranea”, Alfa editrice, 2004;” Paristorias a supra de sos logos de sa Sardinna”, Alfa editrice, 2004; “Paristorias a supra de sos nuraghes”, Alfa editrice, 2004. Sempre per Alfa Editrice ha inoltre pubblicato 11 monografie in lingua sarda per la collana “Omines e feminas de gabbale”.

In lingua italiana, invece, è autore di “Statuto sardo e dintorni”, Artigianarte editore, 2001; “Fatto nuovo”, saggio sull’identità apparso in “Cartas de logu: scrittori sardi allo specchio”, Cuec, 2007; “Storia dell’autonomia in Sardegna”, Grafica del Parteolla, 2009; “La poesia satirica in Sardegna”, Della Torre editrice, 2010 (di cui ha scritto la parte  riguardante la Poesia satirica campidanese); “Uomini e donne di Sardegna – Le controstorie”, Alfa editrice, 2010; “La Lingua sarda e l’insegnamento a scuola”, Alfa editrice, 2010; “Letteratura e civiltà della Sardegna”, 3 volumi, Grafica del Parteolla Editore, 2011/2013/2020; “I viaggiatori italiani e stranieri in Sardegna”, Alfa editrice, 2015; “Carlo Felice e i tiranni sabaudi”, Grafica del Parteolla Editore, 2016.

Casula inoltre è stato eletto dal Consiglio Regionale della Sardegna, nel gennaio del 2000, come membro dell’Osservatorio Regionale della Lingua e della Cultura sarda. Un incarico che ha ricoperto per cinque anni. E non solo. Ha fatto parte, come giurato e come presidente, di molte Giurie di Premi di Poesia sarda: il Premio Ozieri, Ales, Iglesias, Uta, Austis, Ollolai, Escalaplano, Crespellani di Cagliari, Desulo (Montanaru). È presidente dell’Associazione culturale onlus “Ita mi contas” di Flumini di Quartu e attualmente continua la sua fitta attività di editorialista in molte testate web regionali. 

 
 
 
Un progetto di Laras con il contributo della Fondazione di Sardegna in collaborazione con Alfa Editrice.

Fondato da Gianfranco Pinna / Registrazione del Tribunale di Cagliari del 10/3/1979 n. 375
Direttore responsabile: Maria Marongiu
Direzione, Redazione, Amministrazione: 09045 Quartu Sant’Elena (CA) – Via Mercadante, 1 – P.IVA 02802070926 info@sarepublicasarda.it

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San Cleto

 

San Cleto


Nome: San Cleto
Titolo: Papa
Nascita: I secolo , Atene
Morte: 12 luglio 112, Roma
Ricorrenza: 26 aprile
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Commemorazione
S. Anacleto nacque in Atene dopo la metà del primo secolo, destinato da Dio a reggere sapientemente la Chiesa in tempi perniciosissimi.

Datosi presto agli studi, si distinse tosto fra i coetanei per la perspicacia del suo ingegno, per l’amore alla religione ed alle pratiche devote e per la bontà del suo carattere.

Recatosi a Roma, venne consacrato sacerdote. E fu tanto il progresso che fece nelle vie di Dio, che quando la persecuzione privò la Chiesa del Papa S. Clemente, Anacleto, per unanime consenso del popolo, fu eletto a succedergli sul soglio pontificio.

Era L’anno 103, e la Chiesa gemeva sotto la spada dei persecutori.

Nei pochi anni di pace era prosperata straordinariamente. L’eroismo dei primi martiri era stato oggetto di ammirazione in tutto l’impero romano: una religione che vantava assertori così tenaci da sacrificare la vita, incuranti dei più atroci tormenti, non poteva essere falsa. I pagani lo compresero, e tutti quelli che cercavano la verità, correvano a ricevere il battesimo e ad ingrossare le file dei fedeli. Ma una nuova tempesta si avvicinava minacciosa.

Traiano, rigido conservatore delle tradizioni romane, non potendo soffrire che i templi degli idoli venissero abbandonati, lasciò perseguitare i Cristiani. ma il seme del Vangelo, irrorato dal sangue di tanti martiri, si faceva sempre più rigoglioso. La costante confessione di tanti coraggiosi animava fortemente gli infedeli a convertirsi a Cristo.

Essendo dunque i cristiani minacciati continuamente di morte, Anacleto ordinò che alla fine della Messa tutti i presenti si comunicassero e così, dando Gesù Cristo ai suoi figli, li,muniva di forza straordinaria nel caso che fossero stati presi e condannati.

Fu ancora S. Anacleto che disciplinò la consacrazione dei vescovi ed ordinò che i sacerdoti fossero eletti per comune consenso del popolo, affine di consacrare così al servizio dell’altare solo individui dotti e virtuosi.

Nelle sue poche lettere tratta magistralmente dell’autorità pontificia e delle prerogative dell’apostolo Pietro. Nelle due ordinazioni che fece nel mese di dicembre, consacrò sei vescovi, cinque sacerdoti e tre diaconi.

Nel 112 dopo aver governata la Chiesa per nove anni venne incatenato e, perseverando nella confessione della fede, fu ucciso il 19 luglio. Il suo corpo fu sepolto nel Vaticano.

PRATICA. Soltanto chi confessa Gesù davanti agli uomini sarà ricevuto in cielo.

PREGHIERA. O Signore, che con le solerti cure del tuo beato Pontefice Anacleto hai difeso la Chiesa da terribile persecuzione, concedici benignamente che, invocandolo qual nostro protettore, possiamo essere aiutati dai suoi meriti.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Roma, commemorazione di san Cleto, papa, che resse la Chiesa di Roma per secondo dopo l’apostolo Pietro.

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Domande Frequenti

  • Quando si festeggia San Cleto?

  • Quando nacque San Cleto?

  • Dove nacque San Cleto?

  • Quando morì San Cleto?

  • Dove morì San Cleto?

  • Di quali comuni è patrono San Cleto?


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PapaS. Anacleto nacque in Atene dopo la metà del primo secolo, destinato da Dio a reggere sapientemente la Chiesa in tempi perniciosissimi. Datosi presto agli studi, si distinse tosto fra i coetanei per la…

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VergineNel linguaggio medievale, « zita » equivaleva a quella che, nei dialetti toscani, è ancora detta « cita » o « citta ». Voleva dire cioè « ragazza…
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Oggi 26 aprile nasceva:

Santa Mariam Thresia Chiramel Mankidyan

Santa Mariam Thresia Chiramel Mankidyan
Religiosa e FondatriceMariam Thresia Chiramel Mankidiyan nacque a Puthenchira il 26 aprile 1876. Cresciuta in una famiglia cattolica con cinque fratelli e sorelle – Mariam era la terza – ricevette fin dall’infanzia un’educazione…
Oggi 26 aprile si recita la novena a:

– Santa Caterina da Siena
VII. Per quel lume soprannaturale, cui foste miracolosamente dotata, o gran Santa, per cui poteste servire con molte lettere di consigliera agli stessi romani Pontefici, e venire personalmente da loro…
– Santa Gianna Beretta Molla
O Dio, nostro Padre, tu hai donato alla tua Chiesa santa Gianna Beretta Molla, che nella sua giovinezza ha cercato amorevolmente te, e a te ha portato altre giovani, impegnandole apostolicamente in testimonianza…
– Santi Filippo e Giacomo
I. s. Giacomo, che fino dai più teneri anni menaste una vita sì austera e sì santa da essere comunemente qualificato per Giusto, e faceste dell’orazione la vostra delizia per…
– San Luigi Maria Grignion da Montfort
1. O grande apostolo del regno di Gesù per Maria, tu che indicasti alle anime i sentieri della vita cristiana suggerendo l’osservanza delle promesse battesimali e insegnasti come un segreto di santità…
– San Giuseppe
1. O S. Giuseppe, mio protettore ed avvocato, a te ricorro, affinché m’implori la grazia, per la quale mi vedi gemere e supplicare davanti a te. E’ vero che i presenti dispiaceri e le amarezze sono forse…

 

 

San Marco

 

San Marco


San Marco

autore: Giuseppe Vermiglio anno: XVII secolo titolo: San Marco Evangelista luogo: A.S.S.T. Melegnano e della Martesana, Milano
Nome: San Marco
Titolo: Evangelista
Nascita: I secolo , Cirene
Morte: I secolo, Alessandria, Egitto
Ricorrenza: 25 aprile
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Festa
Luogo reliquie:Basilica di San Marco
S. Marco fu eletto da Dio ad essere il portavoce dello Spirito Santo, scrivendo la vita e la dottrina di N. S. Gesù Cristo nel Vangelo che porta il suo nome.

Nacque a Cirene ed era cugino di S. Barnaba: sua madre si chiamava Maria. Rimase ubbidiente alla legge di Mosè fino dopo la risurrezione di Gesù, quando fu da S. Pietro convertito alla fede cristiana, istruito e creato sacro ministro.

San Pietro detta il vangelo a San Marco

titolo San Pietro detta il Vangelo a San Marco
autore Fra Angelico anno 1433

Dalla sua conversione in poi non si staccò più dal Principe degli Apostoli, da cui era amato qual tenero figliuolo, come lo chiamò in una sua lettera: « Vi saluta anche Marco, mio figlio ». S. Marco era il segretario, l’interprete di S. Pietro. Il suo Vangelo, come dicono i Ss. Padri, non è altro che la predicazione di S. Pietro fissata sulla carta. Accompagnò l’Apostolo nei suoi viaggi a Roma, ove appunto scrisse il suo Vangelo in lingua greca, la più parlata in quei tempi. Lo scopo del Vangelo secondo S. Marco è di dimostrare la potenza di Gesù Cristo, Figlio di Dio, che si manifesta nell’operare molti e grandi miracoli.

Simbolo del suo Vangelo è il leone, il re degli animali, che molto bene rappresenta la potenza di Gesù Cristo.

Scrisse il suo Vangelo tra l’anno 40 e 60, dopo quello di S. Matteo, e prima di quello di S. Luca, come ci assicura la tradizione. Incomincia con un preambolo, quindi parla della divina missione di Gesù in Galilea, poi delle varie escursioni apostoliche in altre parti della Palestina, e termina col descrivere l’ultimo viaggio a Gerusalemme, l’ultima Pasqua, le sofferenze, la morte, la risurrezione e la gloria di Gesù Cristo.

Nessuno tra i fedeli poteva possedere le divine verità meglio di S. Marco, il quale continuamente le apprendeva dalle labbra del Principe degli Apostoli.

Ordinato vescovo, fu mandato da S. Pietro in Egitto a predicare il santo Vangelo. Confermando la sua predicazione con l’esempio d’una vita santa e penitente, con innumerevoli prodigi, aiutato dalla divina grazia fondò in Alessadria una fiorente comunità la quale divenne la celebre Chiesa Alessandrina, che ci diede un S. Chino, un S. Antonio, una S. Caterina e tanti altri servi del Signore.

Martirio di San Marco

titolo Martirio di San Marco
autore Giovanni Bellini e Vittor Belliniano anno 1526

Dopo una vita di travagli, tutta spesa a gloria di Dio e al bene delle anime, subì un martirio lungo e crudele. Fu legato ad una fune e trainato da un cavallo per luoghi sassosi e scoscesi, finchè il 25 aprile dell’anno 68 l’anima sua entrò nella gloria colla triplice aureola del vergine, dello scrittore e del martire.

Ritrovamento del corpo di San Marco
titolo: Ritrovamento del corpo di San Marco
autore: Tintoretto anno: 1562-1566

Le sue reliquie furono trasportate a Venezia, e riposte nella basilica di S. Marco, ove sono oggetto di grande venerazione.

PRATICA. S. Marco ci offre il S. Vangelo: leggiamolo, e impareremo a conoscere Gesù, ad amarlo e a seguirlo.

PREGHIERA. O Dio, che hai nobilitato il beato Marco mediante la grazia della predicazione evangelica, deh concedici di approfittare sempre del suo insegnamento e di essere difesi dalla sua predicazione.

MARTIROLOGIO ROMANO. Ad Alessandria il natale del beato Marco Evangelista. Questi, discepolo ed interprete dell’Apostolo Piétro, pregato in Roma dai fratelli, scrisse il Vangelo, col quale se ne andò in Egitto, e per primo annunziando Cristo in Alessàndria, vi fondò la Chiesa. Poi, preso per la fede di Cristo, legato con funi e trascinato fra i sassi, fu gravemente tormentato; quindi, chiuso in carcere, prima fu confortato da un’angelica visione, e finalmente, apparendogli lo stesso Signore, fu chiamato ai gaudii celesti, nell’anno ottavo di Nerone.

PROVERBIO. San Marco evangelista, maggio alla vista.

ICONOGRAFIA

Presente già tra le prime arti cristiane San Marco è quasi sempre raffigurato assieme ad un Leone. San Girolamo argomentò la nota associazione dei quattro evangelisti con i simboli del “tetramorfo” che compaiono nelle profezie di Ezechiele, riprese poi nelle visioni dell’Apocalisse:

«Il primo vivente era simile a un leone, il secondo essere vivente aveva l’aspetto di un vitello, il terzo vivente aveva l’aspetto d’uomo, il quarto vivente era simile a un’aquila mentre vola; i quattro esseri viventi hanno ciascuno sei ali, intorno e dentro sono costellati di occhi»

Già nell’iconografia dell’inizio del V secolo san Marco vi appare come leone alato, come si osserva ad esempio nei mosaici della Basilica di Santa Pudenziana a Roma.

Mosaico Basilica di Santa Pudenziana a Roma

titolo Mosaico Basilica di Santa Pudenziana a Roma

Nell’arte bizantina alcuni mosaici come quelli della Basilica di San Vitale a Ravenna raffiguravano i quattro evangelisti in forma umana, con in mano il Vangelo e con a fianco i loro simboli. Tale iconografia divenne diffusissima nell’arte romanica e poi in quella gotica. Nelle chiese di tale periodo i quattro santi vennero molto spesso effigiati nelle vele delle volte a crociera, seduti allo scrittoio, intenti alla stesura dei vangeli; talvolta si affiancano a essi i quattro Dottori della Chiesa.

San Marco e Sant'Agostino

titolo San Marco e Sant’Agostino

La figura di San Marco insieme agli altri evangelisti compare anche nelle rappresentazione degli apostoli che troviamo in ogni espressione dell’arte sacra cristiana. Alcune pale d’altare esprimono una speciale devozione per san Marco, come la celebre tela di Tiziano raffigurante San Marco in trono nella Basilica di Santa Maria della Salute a Venezia. Nella splendida pala San Marco si erge statuario, vangelo alla mano appoggiato scenograficamente sul ginocchio, ricordando la maestosità di sculture coeve. In basso i santi Cosma e Damiano, san Sebastiano e san Rocco, patrono degli appestati che mostra, come al solito, la sua piaga aperta sulla gamba.

San Marco in trono

titolo San Marco in trono

San Marco, patrono di Venezia, è inoltre raffigurato nelle meravigliose scene della sua vita nei mosaici della Basilica di San Marco (XIII secolo). Nel periodo rinascimentale gli episodi narrati nella Leggenda Aurea divennero soggetto per numerosi capolavori eseguiti da artisti della scuola veneta. Tra i maggiori esempi la grande tela di Gentile e Giovanni Bellini raffigurante la Predica di san Marco ad Alessandria.

Predica di san Marco ad Alessandria d'Egitto

titolo Predica di san Marco ad Alessandria d’Egitto
autore Gentile e Giovanni Bellini anno 1504-1507

Anche le quattro tele di Tintoretto eseguite per la Scuola di San Marco a Venezia, aventi per soggetto Il miracolo di san Marco che libera uno schiavo, San Marco salva un saraceno, Trafugamento del corpo di san Marco, Il ritrovamento del corpo di san Marco.

San Marco libera uno schiavo

titolo San Marco libera uno schiavo
autore Tintoretto anno 1548
San Marco salva un saraceno

titolo San Marco salva un saraceno
autore Tintoretto anno tra il 1562 ed il 1566
Trafugamento del corpo di san Marco

titolo Trafugamento del corpo di san Marco
autore Tintoretto anno tra il 1562 ed il 1566
Ritrovamento del corpo di san Marco

titolo Ritrovamento del corpo di san Marco
autore Tintoretto anno tra il 1562 ed il 1566

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Alcune dedicazioni a San Marco

Basilica di San Marco Evangelista al Campidoglio

Basilica di San Marco Evangelista al Campidoglio
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Basilica di San Marco

Basilica di San Marco
Basilica Cattedrale Patriarcale Metropolitana Primaziale CollegiataIl primo atto che simbolicamente espresse l’indipendenza di Venezia da Bisanzio fu costituito dalla elezione di San Marco a patrono della città. Questa…

Domande Frequenti

  • Quando si festeggia San Marco?

  • Quando nacque San Marco?

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  • Quando morì San Marco?

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  • Di quali comuni è patrono San Marco?

  • Qual è il simbolo di San Marco?

  • Chi sono i quattro evangelisti?

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FondatriceLaura Evangelista Alvarado Cardozo nacque a Choroni in Venezuela il 25 aprile 1875. I suoi genitori gestivano un piccolo negozio della città, ma verso il 1880 si trasferirono in un centro più grande, Maracay…
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– Santa Caterina da Siena
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