Pensioni 2023

 
 

Pensioni 2023 novità: non una ma due quota 41 per la pensione

 

 

Pensioni 2023 novità

Il 2023 segna l’ingresso nel sistema previdenziale di una nuova misura. Si tratta della pensione quota 103 2023. Una novità assoluta, anche se come meccanismo poco cambia rispetto alla quota 100 o alla quota 102. La somma di una determinata età ed una altrettanto determinata carriera contributiva deve fare 103. Ma servono 41 anni di contributi. Un requisito in salita rispetto alle due misure precedenti prima citate. A tal punto che inizialmente questa quota 103 era stata ribattezzata quota 41.

 

Nel 2023 in pensione con due quota 41 con requisiti diversi e diversi beneficiari

La quota 100 prevedeva il raggiungimento di almeno 62 anni di età e di almeno 38 anni di contributi versati. La misura ha avuto la sua vita dal 2019 al 2021. La quota 102 invece aveva come età pensionabile minima quella di 64 anni mentre i contributi da versare restavano 38. La durata di questa misura è stata prevista dal primo gennaio 2022 al 31 dicembre 2022. Adesso si passa a quota 103, almeno per tutto il 2023. Per le pensioni 2023 novità sono poche, ma la quota 103 senza dubbio è una di queste. Ed apre alla possibilità di andare in pensione nel 2023 con due diverse quota 41.

Con 41 anni di contributi, quali pensioni? Pensioni 2023 novità per diversi lavoratori

La quota 103 altri non è che una quota 41 delimitata a partire da una determinata età. Ed è aperta a tutti i lavoratori, nessuno escluso. In questo la differenza con la quota 41 precoci è enorme. Della quota 41 precoci non si parla più proprio perché l’attenzione è rivolta tutta verso la quota 103. Avendo nei 41 anni di contributi da versare il limite anche la quota 103, evidente che non si parli più della quota 41 precoci. Ma la misura sarà attiva anche nel 2023. Ed anche se a platea limitata a caregivers, invalidi, disoccupati e lavori gravosi, da qualche lato è migliore della quota 103. Per la quota 41 non c’è nessun limite di età. Possono accedervi quindi tutti i lavoratori indipendentemente dall’età anagrafica, purché appartenenti alle sopracitate categorie. Dei 41 anni di contributi però, almeno uno deve essere antecedente il 19imo anno di età. Sia per la quota 41 precoci che per la quota 103, servono 35 anni di contributi neutri da disoccupazione e malattia, cioè al netto di questi periodi di contribuzione figurativa.

 

 
 
 

 

 

 

 
 

San Francesco Saverio

 

San Francesco Saverio


San Francesco Saverio

autore: Claudio Coello anno: sec. XVII titolo: San Francesco Saverio
Nome: San Francesco Saverio
Titolo: Sacerdote
Nome di battesimo: Francisco de Jasso Azpilicueta Atondo y Aznares de
Nascita: 7 aprile 1506, Navara, Spagna
Morte: 3 dicembre 1552, Isola di Sancian, Cina
Ricorrenza: 3 dicembre
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Memoria liturgica
Protettore:marinaimissionarimissioni

Il giorno 7 aprile dell’anno 1506, nel castello di Saverio, nella Navarra, nasceva colui che Urbano VIII chiamerà « l’Apostolo delle Indie », S. Francesco Saverio.

Fin dall’adolescenza si applicò con amore appassionato allo studio delle lettere, nelle quali conseguì ottimi risultati. Già professore di Filosofia nel collegio di S. Barbara in Parigi, si incontrò per provvidenza di Dio con S. Ignazio di Loyola. Questi gli ripeteva instancabilmente la sentenza evangelica: « Che giova all’uomo acquistare il mondo intero, se poi perde la sua anima? ».

San Francesco Saverio

autore Bartolomé Esteban Murillo anno circa 1670 titolo San Francesco Saverio

Coll’aiuto della grazia il santo fondatore dei Gesuiti lo indusse a riflettere bene su ciò, facendogli comprendere la verità e l’importanza di questa massima, tanto che egli abbandonando ogni progetto mondano, si diede con tutte le sue energie alla causa santa del Signore, sotto l’esperta guida di S. Ignazio. Frattanto Francesco divenne diacono e finalmente, dopo due mesi di aspre penitenze, potè celebrare con indicibile effusione di cuore, la sua prima Messa.

In questo frattempo Giovanni III, re del Portogallo, avendo udita la fama dei compagni di Ignazio, ne chiese alcuni per mandarli missionari nelle Indie orientali.

Ignazio saputo questo e illuminato dal cielo, scelse il Saverio, il quale accettò volentieri la missione affidatagli.

Ricevuta la benedizione papale, partì e arrivò felicemente a Goa, principale città delle Indie, che fu la prima a ricevere i frutti della parola di Francesco. Da Goa passò a Malacca, indi a Trovancore e nelle terre circostanti: dovunque l’apostolo infaticabile operava conversioni e prodigi.

Miracoli di San Francesco Saverio

autore Peter Paul Rubens anno 1617-1618 titolo Miracoli di San Francesco Saverio

Il suo zelo veramente non ebbe confini. Si spinse fin nel Giappone, dopo esser ritornato a Goa, per rivedere le cristianità già fondate, e colà pure il divino seme produsse molti buoni frutti.

Sebbene esausto di forze, concepì il progetto di inoltrarsi nella immensa Cina, e lo aveva quasi attuato, quando il Signore, contentandosi dell’eroico suo proposito, lo chiamò a sò nella gloria.

Questo Santo, tanto insigne, si distinse in tre virtù in modo particolare. Nel suo grande zelo : un unico desiderio aveva: saziare il Cuore di Gesù famelico di anime. Per questo ideale, non badò a sacrifici, a lacrime, ad umiliazioni, a dolori, a sangue. Si distinse ancora per l’ubbidienza eroica ch’egli abbracciò nonostante gli ordinasse di abbandonare i suoi cari, la famiglia e la terra natia, per andare solo, lontano, verso luoghi sconosciuti.

Fu eroico inoltre il suo spirito di sacrificio che lo portò ad un amor di Dio tanto grande da fargli spostare due costole dalla parte del cuore.

autore Giovan Battista Gaulli anno 1676 titolo Morte di San Francesco Saverio

Morì su uno scoglio arido e desolato di fronte alla Cina, avendo per unica compagnia e conforto un servo indigeno. Moltiplicandosi i miracoli ricevuti per sua intercessione, fu elevato agli onori degli altari e proclamato celeste protettore di tutte le missioni cattoliche.

PRATICA. Una preghiera e una offerta per le missioni cattoliche.

PREGHIERA. Signore, che per mezzo del tuo servo Francesco Saverio, hai voluto aggregare alla tua Chiesa nuovi popoli. concedi a noi di imitare nell’esempio delle virtù colui di cui ammiriamo i meriti. Bibl., CONNOR, Invoca il Saverio, Ed. Paoline.

MARTIROLOGIO ROMANO. San Francésco Savério, Sacerdote della Compagnia di Gesù e Confessore, Apostolo delle Indie, celeste Patrono della Congregazione e dell’opera della Propagazione della Fede e di tutte le Missioni; il quale si riposò in pace nel giorno precedente.

Segretari Comunali

Segretari comunali, fondi in manovra per i piccoli Comuni

30 novembre 2022

Un sostegno economico ai piccoli Comuni con popolazione fino a 5mila abitanti per la spesa relativa al trattamento economico del segretario comunale, a partire dall’anno prossimo e fino al completamento del percorso di implementazione del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) nel 2026. Lo prevede una norma inserita nella Legge di Bilancio che è stata trasmessa alla Camera dopo la bollinatura della Ragioneria generale dello Stato e la firma del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“Con questa norma – commenta il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo – diamo una prima risposta alla gravosa e condivisa problematica della carenza dei segretari comunali, soprattutto nei Comuni più piccoli che fanno fatica a sostenere la spesa relativa a figure così altamente professionali. Una problematica che ho ravvisato da subito negli incontri con i rappresentanti dei territori all’inizio del mio mandato e che si è trascinata per troppo tempo. Ringrazio il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che si è subito attivato per condividere questo intervento immediato e concreto. L’obiettivo è garantire la necessaria funzionalità e capacità amministrativa a quei Comuni intenzionati a fare di più, ma che da soli non ce la fanno, in particolare per la durata del Pnrr”.

Soltanto 2.168 amministrazioni su un totale di 7.904 risultano coperte da un segretario titolare. Le maggiori criticità, in termini di carenza di organico, si rilevano nelle sedi comunali di fascia C, ovvero fino a 3mila abitanti: su 2.422 sedi di segreteria ne risultano coperte con un titolare soltanto 207. Si tratta di una scopertura pari al 91,4% del totale.

La norma in dettaglio

La disposizione consente di destinare le risorse del Fondo assunzioni Pnrr (d.l. n. 152 del 2021) da 30 milioni di euro annui fino al 2026, già destinato ai Comuni attuatori di progetti del Piano con popolazione fino a 5mila abitanti, per assunzioni a tempo determinato di personale non dirigenziale, anche per sostenere gli oneri relativi al trattamento economico dei segretari comunali.

Le risorse del Fondo saranno ripartite con dpcm e saranno utilizzate anche per il finanziamento di iniziative di assistenza tecnica specialistica, sempre in favore dei piccoli Comuni.

In materia di iscrizione all’Albo dei segretari comunali, inoltre, la norma amplia la platea, in aggiunta ai 345 segretari che hanno superato il corso-concorso pubblicato in Gazzetta ufficiale del 9 novembre 2021, anche ai borsisti non vincitori che abbiano raggiunto il punteggio minimo di idoneità.

 

Normativa

DECRETO-LEGGE 6 dicembre 2011, n. 201

Disposizioni urgenti per la crescita, l’equita’ e il consolidamento dei conti pubblici. (11G0247)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 6/12/2011, ad eccezione dell’art. 4 che entra in vigore l’1/1/2012.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 22 dicembre 2011, n. 214 (in SO n. 276, relativo alla G.U. 27/12/2011, n. 300).
 
(Ultimo aggiornamento all’atto pubblicato il 19/10/2022)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 1-1-2020
 

aggiornamenti all’articolo

 
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
 
 Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; 
 Ritenuta  la  straordinaria  necessita'  ed   urgenza   di   emanare
disposizioni per il consolidamento dei conti  pubblici,  al  fine  di
garantire la stabilita' economico-finanziaria del Paese  nell'attuale
eccezionale situazione di crisi internazionale  e  nel  rispetto  del
principio di equita', nonche' di adottare misure dirette  a  favorire
la crescita, lo sviluppo e la competitivita'; 
 Vista la deliberazione del Consiglio dei  Ministri,  adottata  nella
riunione del 4 dicembre 2011; 
 Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e  Ministro
dell'economia e delle  finanze,  del  Ministro  del  lavoro  e  delle
politiche  sociali  e  del  Ministro  dello  sviluppo  economico,  di
concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del  territorio
e del mare e con il Ministro per i rapporti con il Parlamento; 
 
                              E M A N A 
 
                     Il seguente decreto-legge: 
 
                               Art. 1 
 
         ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 30 DICEMBRE 2018, N. 145 
                                                          (55) ((60)) 
AGGIORNAMENTO (55) 
  La L. 30 dicembre 2018, n. 145 ha disposto  (con  l'art.  1,  comma
1080) che "tuttavia, continuano ad applicarsi le disposizioni di  cui
al comma 2 dell'articolo 3 del decreto del Ministro  dell'economia  e
delle finanze 3 agosto 2017, pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  n.
187 dell'11 agosto 2017, emanato in attuazione del citato articolo  1
del decreto-legge n. 201  del  2011,  relativamente  all'importo  del
rendimento nozionale  eccedente  il  reddito  complessivo  netto  del
periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2018". 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (60) 
  La L. 27 dicembre 2019, n.160 ha disposto (con l'art. 1, comma 287)
che "A decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello  in  corso
al 31 dicembre 2018: [...] 
    b) si  applicano  le  disposizioni  di  cui  all'articolo  1  del
decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni,
dalla legge 22 dicembre 2011, n.  214,  e  ai  commi  da  549  a  552
dell'articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, con  l'aliquota
percentuale  per  il  calcolo  del  rendimento  nozionale  del  nuovo
capitale proprio fissata all'1,3 per cento". 
 

Lavorare in Germania

Lavorare in Germania

Cultura d’impresa, stipendi e norme di lavoro

 
 
Lavorare in Germania

 Molti stranieri hanno bisogno di qualche tempo per adattarsi al modo di lavorare tedesco. La gente non lavora molte ore; in molti uffici, soprattutto nel settore pubblico, la giornata finisce alle 16.

Tuttavia, si dà molta importanza all’efficenza, si cerca di essere il più produttivi possibile e c’è poco tempo, o quasi nullo, per socializzare o parlare ad eccezione delle ore di pausa che sono di solito di 15 minuti con 45 minuti per mangiare.

La cultura d’impresa in Germania è generalmente abbastanza gerarchica. Ai tedeschi piace lavorare basandosi su piani prestabiliti e prendono decisioni basate su fatti. Le riunioni, organizzate e ben pianificate, rappresentano il passo per prendere decisioni con il consenso generale di gruppo. Ci si aspetta la puntualità e non vengono tollerati i ritardi. Quindi fa attenzione, specialmente se vieni da un paese in cui il ritardo è molto diffuso!

Stipendi

Gli stipendi ( Lohn/Gehalt) in Germania sono tra i più alti del mondo. La maggior parte dei lavori per i laureati pagano 30.000€ /anno. I lavori per gli studenti in cui non è richiesta una laurea vengono pagati 6/15 € /ora. Di solito, quando si parla di stipendi, si parla di stipendio lordo cioè prima della deduzione delle tasse e della previdenza sociale. Tieni presente che le tasse, a seconda del tuo stipendio, possono arrivare ad essere il 50% del tuo stipendio lordo. Quindi cerca di non confondere gli stipendi lordi e netti!

Lo stipendio nel tuo contratto è mensile. Nel contratto dovrebbero essere indicati anche remunerazioni speciali, bonus e revisioni dello stipendio. Molte imprese hanno 13 paghe l’anno. Di solito si riceve lo stipendio a dicembre per Natale o viene diviso tra Natale e l’estate. Per alcuni lavori di dirigenza ci sono 14 paghe l’anno.

È difficile sapere a quanto ammonta lo stipendio per lavori o posti specifici anche se ti risulterebbe più facile saperlo per contrattare il tuo stipendio. Personalmarket ( www.personalmarket.de) ti offre, previo pagamento, un’analisi dello stipendio basandosi sul settore, educazione, esperienza professionale e zona geografica. Questo può essere di gran aiuto quando dovrai negoziare il tuo stipendio.

Legge di lavoro

Per lavorare hai bisogno di un permesso di lavoro (Arbeitsgenehmigung o Arbeitserlaubnis) o di un permesso di residenza che ti permetta di lavorare (consulta la nostra sezione sui permessi di lavoro). Hai anche bisogno di una tessera fiscale (Lohnsteuerkarte) e di un numero della previdenza sociale (Sozialversicherungsnummer). Le tessere fiscali vengono emesse dall’autorità che corrisponde alla città/regione in cui sei registrato. I numeri della Previdenza Sociale sono emessi dalle istituzioni delle assicurazioni pensionistiche.

Quando un lavoratore lavora per la prima volta, l’impresa di solito lo registra ed emette un numero di previdenza sociale e una carta d’identità. Nel caso tu avessi domande o richieste, dovresti dirigerti direttamente alla tua impresa, alla tua compagnia di assicurazioni sanitarie o la tua istituzione di assicurazioni statale.

Normativa lavorativa

La Germania ha uno dei mercati lavorativi più regolati del mondo, con le sue leggi sul lavoro disegnate per proteggere i lavoratori. Che ci sia o meno un contratto di lavoro, i lavoratori hanno diritti di base:

● vacanze

● stipendio per malattia

● poter scegliere di lavorare a tempo parziale

● ricevere una formazione

● ferie per maternità/paternità e relativa protezione professionale

I periodi di preavviso seguono delle regole ma le compagnie possono concordare periodi di preavviso più lunghi nel caso di lavori collettivi o individuali. Le condizioni di lavoro al di sotto dello standard minimo legale stabilito non sono permesse e non sono legalmente vincolanti.

Accordi di lavoro collettivo

C’è anche una legge per il lavoro collettivo che nasce dalle leggi che proteggono gli accordi lavorativi collettivi e i diritti dei lavoratori sul posto di lavoro (Betriebsverfassungsrecht). Le leggi che governano gli accordi collettivi permettono ad entrambe le parti (sindacati e federazioni patronali o impresari individuali) di creare i loro propri accordi lavorativi. Gli accordi lavorativi regolano gli stipendi, ore lavorative, ferie e periodi di preavviso. La maggior parte degli impiegati lavorano con un accordo lavorativo anche se negli ultimi anni sempre più imprese sono state esentate dal negoziare accordi propri.

I diritti del lavoratore

Il Betriebsverfassungsrecht regola la relazione tra lavoratore ed impresa sul posto di lavoro. Gli impiegati sono rappresentati dal Consiglio di Lavoro (Betriebsrat) i cui membri vengono scelti dai lavoratori. Tra le altre cose, è responsabile della protezione dei diritti dei lavoratori sul posto di lavoro. La direzione deve consultare il Betriebsrat in relazione a questioni sul personale o l’impresa. Se hai problemi sul posto di lavoro, devi consultare il tuo Betriebsrat e chiedere consiglio o aiuto.

Nelle imprese con più di 2.000 impiegati, viene applicata la co-determinazione del 1976 o Legge della Partecipazione dei Lavoratori (Mitbestimmungsgesetz). Questa legge richiede che il consiglio supervisore dell’impresa abbia un certo numero di impiegati rappresentanti. Il principio di co-determinazione dice che i sindacati e gli impiegati hanno voce e diritto di voto nelle politiche dell’impresa, oltre che avere la responsabilità della stessa.

Ulteriori letture

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Regione Lazio

Interventi per il restauro e la valorizzazione del patrimonio architettonico e paesaggistico rurale: chiarimenti sugli atti da trasmettere

A seguito alle domande pervenute dai soggetti utilmente collocati nelle graduatorie

A seguito alle domande pervenute dagli interessati in relazione all’avviso pubblico PNRR – Next Generation EU, Interventi per il restauro e la valorizzazione del patrimonio architettonico e paesaggistico rurale la Regione Lazio ha pubblicato chiarimenti in merito alla documentazione da produrre a tutti i soggetti utilmente collocati nelle graduatorie di cui alle Determinazioni nn. G08853 del 7 luglio 2022 e G15720 del 15 novembre 2022 destinatari delle note di trasmissione degli atti d’obbligo necessari ai fini della concessione del finanziamento.

Nel dettaglio è stato chiarito che:

  1. relativamente all’adempimento di cui all’art. 11 comma 2 lettera 0) dell’avviso, la polizza fideiussoria bancaria o assicurativa, dovrà essere inviata successivamente alla trasmissione dell’atto d’obbligo, ai fini della copertura dell’importo dell’anticipazione richiesta (art. 13, comma 1, lett. a), calcolata sull’importo del finanziamento regionale;
  2. relativamente alla Scheda di vulnerabilità per gli immobili/siti sottoposti a vincolo ai sensi del D.Lgs. n. 42/2004 la scheda potrà essere compilata e consegnata durante lo svolgimento dei lavori o a loro conclusione;
  3. relativamente ai documenti comprovanti il rispetto del DNSH, gli stessi potranno pervenire anche successivamente alla sottoscrizione dell’atto d’obbligo ma prima dell’inizio dei lavori. (Vd. Guida operativa)
  4. l’atto notarile di costituzione di mandato con rappresentanza a favore del soggetto beneficiario, rilasciato dagli altri soggetti aventi titolo, per l’assunzione degli impegni e obblighi derivanti dall’atto d’obbligo, potrà essere inviato entro la data di richiesta della prima erogazione.

Santa Bibiana

 

Santa Bibiana


Santa Bibiana

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Nome: Santa Bibiana
Titolo: Martire
Nascita: IV Secolo, Roma
Morte: IV Secolo, Roma
Ricorrenza: 2 dicembre
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Commemorazione
Patrona di:Bibiana
I cristiani dei primi tempi, siccome immensamente maggiori erano i bisogni della Chiesa, avevano anche doni e grazie straordinari. Ad essi era concesso sovente il dono dei miracoli. Per questo e perché professavano la religione cattolica, che ai pagani sembrava assurda ed impraticabile, erano ritenuti maghi ed aventi relazioni cogli spiriti infernali. Imbevuti di queste false teorie i pagani attribuivano perciò ai cristiani ogni sciagura privata o pubblica.

Se venivano sconfitti in battaglia, se moriva loro un figlio od altra persona amata, o se altri era impedito di realizzare i suoi desideri, sovente iniqui, la colpa era certamente dei seguaci di Gesù Cristo.

Fu così che Aproniano, governatore di Roma, avendo perduto un occhio in guerra, attribuì la sciagura alle magie dei cristiani e si propose di estirpare dall’impero quegli uomini malefici.

Fra i martiri più celebri, vittime del furore e della vendetta di Aproniano, vi fu S. Bibiana.

Essa era una vergine nativa di Ròma. Suo padre Flaviano e sua madre Dafrosa, con la sorella Demetria, erano tutti ottimi cristiani. Scoperti e accusati come tali, Flaviano fu dimesso dalla carica, e dopo essere stato bruciacchiato in viso con un ferro rovente, venne esiliato ad Aquapendente, ove pochi giorni dopo morì. Dafrosa fu decapitata fuori della città.

Rimanevano Bibiana e Demetria che s’incoraggiavano a vicenda e si preparavano al martirio. Ambedue arrestate, per cinque mesi provarono le privazioni e le angustie del carcere, dopo i quali Demetria, confessata generosamente la fede di Gesù Cristo, morì ai piedi del giudice durante l’interrogatorio.

Restava solo Bibiana: vedendo Aproniano che questa non cedeva alle sue lusinghe, s’appigliò al mezzo più infame e diabolico. Rinchiuse la casta vergine nel carcere con una certa Ruffina, donna malvagia e di pessimi costumi perché la inducesse al male.

La giovane però ebbe la forza di resistere e superare quest’ultima e grandissima prova e di conservare illibato il giglio della purezza.

Vieppiù irato il governatore per tanta fortezza in una giovane verginella, la fece uccidere con le verghe.

PRATICA. Per vincere la battaglia della purezza occorre preghiera, mortificazione e vigilanza.

PREGHIERA. O Signore Gesù che nel martirio della tua serva Bibiana, ci hai dato un saggio mirabile di fortezza e di amor di Dio, fa’ che esercitando noi pure queste virtù, arriviamo un giorno a goderti nel cielo.

PROVERBIO: Se piove il giorno di santa Bibiana piove 40 giorni e una settimana

MARTIROLOGIO ROMANO. A Roma la passione di santa Bibiàna, Vergine e Martire, la quale, sotto il sacrilego Imperatore Giuliano, fu per Cristo percossa con flagelli piombati, finché non rese lo spirito.

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Alcune dedicazioni a Santa Bibiana

Chiesa di Santa Bibiana

Chiesa di Santa Bibiana
Una perla nascostaLa chiesa di Santa Bibiana è pressochè irraggiungibile (se non a piedi) e passa spesso inosservata, nonostante questo è di importanza assai rilevante…

Domande Frequenti

  • Quando si festeggia Santa Bibiana?

  • Quando nacque Santa Bibiana?

  • Dove nacque Santa Bibiana?

  • Quando morì Santa Bibiana?

  • Dove morì Santa Bibiana?

  • Di quali comuni è patrona Santa Bibiana?


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Beata Marta Le Bouteiller
ReligiosaMarta nacque nel villaggio di Percy in Francia il 2 dicembre 1816 ed entrò nella piccola comunità di S. Maria Maddalena Postel (16 lug.) nel 1841, all’età di venticinque anni. Non aveva doti particolari…
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– San Nicola di Bari
O protettor benefico, scelto dai tuoi devoti, che santo sin dal nascere a Dio drizzasti i voti; per tuo incorrotto vivere proteggi il nostro cuor. Santo nostro protettore difensor di nostra vita proteggete…
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Preghiera iniziale Vergine purissima, concepita senza peccato, tutta bella e senza macchia dal primo istante, Ti venero oggi sotto il titolo di Immacolata Concezione. Il Tuo Divino Figlio mi ha insegnato…
– Sant’ Ambrogio
I. O glorioso Arcivescovo s. Ambrogio, che fuggiste a tutto potere gli onori e le dignità, quindi, accettandole per non contraddire alle divine disposizioni, diveniste a tutta la terra il maestro ed il…
– Madonna di Loreto
Vergine Lauretana, nel salutarti con filiale devozione amo ripetere le parole dell’Arcangelo Gabriele ed anche le tue: “Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con Te». “Grandi cose ha compiuto in me…
 

Indennità di frequenza: ricalcolo automatizzato e centralizzato

Indennità di frequenza: ricalcolo automatizzato e centralizzato

Con il messaggio 30 novembre 2022, n. 4315 l’INPS comunica l’avvio del ricalcolo automatizzato centralizzato delle indennità di frequenza per l’anno scolastico 2021-2022. A seguire, saranno rielaborate centralmente anche le indennità di frequenza per l’anno scolastico 2022-2023.

Fino a oggi, per il ricalcolo delle indennità di frequenza sospese nel periodo estivo, erano necessari alcuni adempimenti a carico del cittadino e l’intervento dell’operatore di sede INPS per verificare la documentazione prodotta e ricalcolare la prestazione, con conseguente estensione dei tempi per chiudere l’istruttoria.

Il nuovo processo automatizzato prevede l’accentramento del procedimento amministrativo, senza interventi da parte del cittadino e delle strutture territoriali INPS.

Indennità una tantum 200 euro: la gestione dei riesami

Indennità una tantum 200 euro: la gestione dei riesami

La circolare INPS 24 giugno 2022, n. 73 fornisce le istruzioni amministrative sull’indennità una tantum da 200 euro, disposta dal decreto Aiuti (articoli 31 e 32 del decreto-legge 17 maggio 2022, n. 50).

A seguito del completamento della prima fase di gestione delle domande, con il messaggio 30 novembre 2022, n. 4314 l’Istituto fornisce le istruzioni per la presentazione delle istanze di eventuali riesami, da parte dei richiedenti, le cui domande sono state respinte.

Il termine, da ritenersi non perentorio, per proporre istanza di riesame è di 90 giorni decorrenti dalla data di pubblicazione del messaggio (ovvero dalla conoscenza del rigetto della domanda, se successiva). L’utente può presentare richiesta di riesame accedendo alla stessa sezione del sito INPS in cui è stata presentata la domanda “Indennità una tantum 200 euro”.

Riforma Penale: la Relazione dell’Ufficio Massimario

Riforma Penale: la Relazione dell’Ufficio Massimario

 

L’Ufficio del Massimario e del Ruolo della Corte di Cassazione, il 7 novembre ha pubblicato una Relazione (n. 68/22) sulla disciplina transitoria e le prime questioni di diritto intertemporale della riforma penale, che entrerà in vigore il 30 dicembre prossimo.

     Indice

1. La premessa

La relazione, che si estende per 59 pagine, esordisce con una premessa dove viene argomentato circa l’entrata in vigore, differita (stante il d.l. che ha posticipato l’operatività al 30.12.22) del d.lgs. n. 150/22 (art. 99-bis) e le direttrici generali della riforma penale.

2. La distinzione in due parti

Muovendo dalla distinzione dottrinaria tra diritto transitorio e diritto intertemporale, la Relazione risulta suddivisa in due parti:

  • la prima afferente alle disposizioni transitorie propriamente dette (artt. 85-97, d.lgs. n. 150), ossia a quelle regole materiali che il legislatore delegato ha appositamente dettato, in alcuni ambiti, per “accompagnare” la transizione dal vecchio al nuovo regime di taluni specifici istituti;
  • la seconda dedicata ai profili di diritto intertemporale, affrontati nella relazione in funzione sussidiaria rispetto alle disposizioni (sostanziali e processuali) di maggiore impatto o comunque che si profilano particolarmente problematiche, per guidare l’interprete nella successione di leggi nel tempo.

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Aggiornato ai decreti attuativi della Riforma Cartabia, pubblicati in Gazzetta Ufficiale il 17 ottobre 2022, la presente opera procede ad una disamina della novella, articolo per articolo.

Il Legislatore delegato è intervenuto in modo organico sulla disciplina processualpenalistica e quella penalistica, apportando considerevoli modificazioni nell’ottica di garantire un processo penale più efficace ed efficiente, anche attraverso meccanismi deflattivi e la digitalizzazione del sistema, oltre che ad essere rivolte al potenziamento delle garanzie difensive e della tutela della vittima del reato.

La riforma prevede poi l’introduzione della giustizia riparativa, istituto in larga parte del tutto innovativo rispetto a quanto previsto in precedenza dall’ordinamento.

Antonio Di Tullio D’Elisiis
Avvocato iscritto presso il Foro di Larino (CB). Referente di Diritto e procedura penale della rivista telematica http://diritto.it. Membro del comitato scientifico della Camera penale di Larino. Collaboratore stabile dell’Osservatorio antimafia del Molise “Antonino Caponnetto”. Membro del Comitato Scientifico di Ratio Legis, Rivista giuridica telematica.

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3. Le circolari tematiche

Nello stesso documento è evidenziata la diramazione, da parte del Ministero della Giustizia, delle cd. circolari tematiche, preordinate ad “accompagnare gli uffici giudiziari nella fase, sicuramente molto impegnativa, di avvio dell’attuazione concreta della riforma”, definite quali “manuale d’uso” delle novità della riforma, nella finalità di fornire un primo orientamento rispetto alle discendenti problematiche di gestione, offrendo soluzioni non solo di tipo organizzativo bensì pure interpretative.

4. La parte I in tema di “disposizioni transitorie”

Viene dato atto che le singole disposizioni transitorie (contenute nel Titolo VI del d.lgs. n. 150), disciplinano talune situazioni giuridiche del passato o del presente, quindi definibili quali regole transitorie materiali destinate a regolare i procedimenti penali pendenti al 30.12.22 (artt. 85, 86, 88, 89, 90, 91, 95, 96, c. 1), mentre in ulteriori ipotesi consistono in meri differimenti di efficacia di alcune nuove disposizioni processuali, a servizio di semplici esigenze organizzative-attuative (artt. 87, 94, c. 1) ovvero per evitare il conflitto tra norme processuali (art. 94, c. 2), con conseguente disposta ultrattività delle (pregresse) norme abrogate (art. 98) o via via modificate, e infine, in ulteriori casi si dettano disposizioni di coordinamento immediatamente operative valevoli nelle more dell’entrata in vigore “a regime” di singole discipline richiedenti future disposizioni attuative (artt. 92, 93, 96, c. 2). Viene altresì evidenziato, solo per le disposizioni propriamente definibili “transitorie” (artt. 85, 86, 88, 89, 90, 91, 95, 96), che assumono tratti di inevitabile specialità ed eccezionalità, con conseguente divieto di analogia (art. 14 preleggi), essendo norme di stretta interpretazione. Per l’effetto, dal punto di vista della disciplina ivi apprestata, le medesime implicano, in quanto norme di “transizione”, una deroga, nei limiti contenuti nelle stesse norme, al principio tempus regit actum, ordinario criterio regolatore della successione delle leggi processuali nel tempo.

5. La parte II: “prime questioni di diritto intertemporale”

In merito alle modificazioni e innovazioni processuali introdotte dalla riforma, è stato osservato che il legislatore delegato ha ritenuto di non annettere alcuna disciplina transitoria, valendo per le stesse, come anche esplicitato nella Relazione illustrativa, il principio del tempus regit actum. Senonché il richiamo a tale canone generale non basta affatto all’interprete per risolvere una volta per tutte la complessità delle problematiche che, con l’entrata in vigore della riforma, si ricollegano alla successione delle leggi processual-penali nel tempo. Per la medesima Relazione, i principali problemi ermeneutici derivano dalla connotazione del processo come fenomeno non istantaneo, bensì destinato a evolversi nel tempo: che le modifiche debbano valere per tutto ciò che non è ancora “sorto”, ovvero “ha da venire” è indubbio, mentre più problematico è comprendere se ed in quale misura lo ius novum incida su atti procedimentali o processuali già compiuti nella vigenza della vecchia regola, cosicché è l’”avvenire”, a volte, cosa difficile da separare dell’”avvenuto”, essendo il processo (e prima il procedimento) penale concatenazione di atti e di fasi, tra loro legati dal perseguimento di un unico fine, l’accertamento definitivo dei fatti. Ulteriormente viene osservato che, ove la nuova legge processuale penale non rechi alcuna previsione circa i rapporti giuridici pendenti al momento della sua entrata in vigore, non è dato riscontrare una lacuna nel sistema, poiché vale il principio generale d’irretroattività ex art. 11 disp. prel. c.c. (la legge non dispone che per l’avvenire: essa non ha effetto retroattivo). Mentre, sulla base dell’impostazione proposta dalla dottrina circa l’annessa definizione di tempus, le situazioni processuali sono state sintetizzate come di seguito:

  • atti futuri, per i quali varrà lo ius novum, in vigore dal 30.12.22;
  • atti già compiuti e istantanei, vale a dire i cui effetti si saranno già esauriti alla data del 29.12.22, per i quali vale la normativa previgente al momento in cui quegli atti sono stati compiuti;
  • atti in corso di compimento alla data di entrata in vigore della nuova disciplina;
  • atti compiuti ma non istantanei, con effetti non ancora esauriti.

Per l’effetto, si osserva che le ultime due situazioni risultano più complesse postulando una specifica ponderazione tra quelle due contrapposte esigenze che nella successione di leggi nel tempo trovano il loro terreno elettivo di scontro:

  • da un lato, l’immediata operatività delle nuove regole e, di conseguenza, delle ragioni che hanno improntato e determinato la novella legislativa;
  • dall’altro lato, il rispetto e la salvaguardia per l’affidamento fatto dalle parti sugli atti compiuti nel vigore della vecchia normativa, unitamente al principio di conservazione di quegli atti.

Pertanto, si conclude che l’opzione tra le due “non è mai neutrale”: “di volta in volta, la scelta operata dall’interprete in mancanza di norme transitorie ad hoc, può portare a far prevalere un interesse diverso”.

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Aggiornato ai decreti attuativi della Riforma Cartabia, pubblicati in Gazzetta Ufficiale il 17 ottobre 2022, la presente opera procede ad una disamina della novella, articolo per articolo.

Il Legislatore delegato è intervenuto in modo organico sulla disciplina processualpenalistica e quella penalistica, apportando considerevoli modificazioni nell’ottica di garantire un processo penale più efficace ed efficiente, anche attraverso meccanismi deflattivi e la digitalizzazione del sistema, oltre che ad essere rivolte al potenziamento delle garanzie difensive e della tutela della vittima del reato.

La riforma prevede poi l’introduzione della giustizia riparativa, istituto in larga parte del tutto innovativo rispetto a quanto previsto in precedenza dall’ordinamento.

Antonio Di Tullio D’Elisiis
Avvocato iscritto presso il Foro di Larino (CB). Referente di Diritto e procedura penale della rivista telematica http://diritto.it. Membro del comitato scientifico della Camera penale di Larino. Collaboratore stabile dell’Osservatorio antimafia del Molise “Antonino Caponnetto”. Membro del Comitato Scientifico di Ratio Legis, Rivista giuridica telematica.

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Rivalutazione trattamenti previdenziali: anticipo conguaglio e adeguamento pensioni

Rivalutazione trattamenti previdenziali: anticipo conguaglio e adeguamento pensioni

 
Rivalutazione trattamenti previdenziali: anticipo e adeguamento

L’INPS, Direzione Centrale Pensioni, con la Circolare n. 120/2022, ha disposto l’anticipo del conguaglio pari allo 0,2% annunciato in origine per gennaio 2023. Ciò determina l’adattamento delle pensioni all’inflazione, anticipando la rivalutazione definita inserita nel Decreto-Legge 9 agosto 2022, n. 115 – Misure urgenti in materia di energia, emergenza idrica, politiche sociali e industriali – pubblicato in G.U. n. 185 del 9 agosto 2022 (noto come Decreto “Aiuti-bis”) convertito con modificazioni dalla L. 21 settembre 2022, n. 142 (in G.U. 21/09/2022, n. 221).

     Indice

  1. La normativa di riferimento
  2. Modalità di attribuzione della rivalutazione definitiva 2022
  3. Rivalutazione delle pensioni che giovano dei benefici disposti dalla legge 3 agosto 2004, n. 206 – Nuove norme in favore delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice-
  4. Rivalutazione delle quote di pensione erogate ad un differente beneficiario e prestazioni di accompagnamento a pensione
  5. Prestazioni di invalidità civile e assegno sociale

1. La normativa di riferimento

L’art. 21 (rubricato Anticipo della rivalutazione delle pensioni all’ultimo trimestre 2022), co. 1, lettera a) Decreto-Legge 9 agosto 2022, n. 115 dispone che: “Al fine di contrastare gli effetti negativi dell’inflazione per l’anno 2022 e sostenere il potere di acquisto delle prestazioni pensionistiche, in via eccezionale: il conguaglio per il calcolo della perequazione delle pensioni, di cui all’art. 24, c. 5 L. 41/86 per l’anno 2021 è anticipato al 1° novembre 2022”. Sicché, osserva l’Istituto, il D.L. 115/2022 ha anticipato al 1° novembre 2022 (in luogo di gennaio 2023) il conguaglio per il calcolo della adeguamento delle pensioni per l’anno 2021, onde evitare gli effetti dell’inflazione per l’anno 2022, sostenendo il potere di acquisto delle pensioni.

Per completezza dell’esposizione gioca ricordare che l’INPS con la circolare 28 gennaio 2022 n. 15, comunicato che la variazione percentuale ai fini della adeguamento automatica delle pensioni, calcolata dall’ISTAT, è stata pari all’1,90%. Il predetto valore raffigura l’indice di perequazione automatica da ricondurre ai trattamenti pensionistici, in via definitiva, per l’anno corrente. Successivamente, è stato effettuato il conguaglio da perequazione rispetto al valore dell’1,70% adoperato in sede di rinnovo per l’anno 2022. L’INPS ha esposto nella circolare i valori definitivi per l’anno corrente ricordando che l’ammontare del trattamento minimo viene utilizzato come base anche per l’individuazione dei limiti di riconoscimento delle prestazioni collegate al reddito.

2. Modalità di attribuzione della rivalutazione definitiva 2022

La legge 23 dicembre 2000, n. 388, recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato” (legge Finanziaria 2001), all’articolo 69 (rubricato – Disposizioni relative al sistema pensionistico -) statuisce che a partire dal 1° gennaio 2001 la percentuale dell’incremento determinata dalla variazione del costo della vita viene applicata, nel complesso, sull’importo di pensione non eccedente il triplo del minimo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti; per le fasce di importo comprese tra il triplo e il quintuplo del minimo la percentuale di aumento è ridotta al 90%; per le fasce d’importo eccedenti il quintuplo del minimo la percentuale di aumento è ridotta al 75%. L’articolo 1, comma 478, della legge 27 dicembre 2019, n. 160 –  Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022 – determina con decorrenza dal 1° gennaio 2022 che l’indice di rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici viene applicato in virtù del meccanismo disposto dal comma 1, dell’articolo 34 (rubricato Trattamenti pensionistici e di disoccupazione), della legge 23 dicembre 1998, n. 448 – Misure di finanza pubblica per la stabilizzazione e lo sviluppo – :

  1. nella misura del 100% per le fasce di importo dei trattamenti pensionistici fino a quattro volte il trattamento minimo INPS;
  2. nella misura del 90% per le fasce di importo dei trattamenti pensionistici comprese tra quattro e cinque volte il trattamento minimo INPS;
  3. nella misura del 75% per le fasce di importo dei trattamenti pensionistici superiori a cinque volte il predetto trattamento minimo.

3. Rivalutazione delle pensioni che giovano dei benefici disposti dalla legge 3 agosto 2004, n. 206 – Nuove norme in favore delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice –

Il comma 4-quater, dell’art. 3 (rubricato Disposizioni in materia di contrasto alle indebite compensazioni), del Decreto Legge 24 aprile 2017, n. 50 – Disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo – convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, dispone con decorrenza dal 1° gennaio 2018 che i trattamenti diretti dei pensionati vittime di atti di terrorismo e delle stragi di tale matrice, dei loro superstiti, nonché dei familiari di cui all’articolo 3 della normativa in scrutinio è assicurata, ogni anno, la rivalutazione automatica:

  1. a) in misura pari alla variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati; ovvero, in alternativa,
  2. b) un incremento annuale in misura pari, nel massimo, all’1,25% calcolato sull’ammontare dello stesso trattamento per l’anno precedente, secondo l’articolazione indicata dall’articolo 69 della legge n. 388/2000, da riferire alla misura dell’incremento medesimo.

Motivi di completezza espositiva impongono di ricordare che, i trattamenti pensionistici che beneficiano dei trattamenti delle vittime di terrorismo sono esenti dal cumulo perequativo e vengono, dunque, analizzate sempre singolarmente. Essendo risultato superiore all’1,25% l’indice ordinario per il 2022 è stato soggetto alla rivalutazione di cui al punto a.

4. Rivalutazione delle quote di pensione erogate ad un differente beneficiario e prestazioni di accompagnamento a pensione

L’incremento perequativo si applica anche al trattamento pensionistico, indiretto o di reversibilità, attribuito in quota parte al coniuge superstite e al coniuge divorziato, titolare di assegno divorzile. Giova ricordare che l’adeguamento annuale degli assegni di mantenimento erogati all’ex coniuge superstite e/o ai figli di iscritto o pensionato, deve essere corrisposto, osservando le modalità disposte dal giudice nel provvedimento di assegnazione.

Con riferimento alle prestazioni di accompagnamento alla pensione riconosciute ai sensi degli articoli 3 (Tutele in costanza di rapporto di lavoro) e 4 (Ulteriori disposizioni in materia di mercato del lavoro) della legge 28 giugno 2012, n. 92 LEGGE 28 giugno 2012, n. 92 – Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita – non avendo natura pensionistica, conservano per tutta la loro durata l’importo stabilito alla decorrenza. Giova ricordare che l’erogazione dei trattamenti pensionistici di cui sopra corrisposte ai sensi del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148 – Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183 – e dell’articolo 4 della summenzionata legge n. 92/2012 viene realizzato, sempre, mediante separata disposizione anche nei confronti dei titolari di altra prestazione previdenziale o assistenziale, in modo da determinare l’ammontare del dovuto gravante sulle aziende. Le trattenute delle prestazioni soggette a tassazione ordinaria avvengono mediante le generali norme del cumulo fiscale.

5. Prestazioni di invalidità civile e assegno sociale

L’incremento perequativo disposto dal decreto legge n. 115/2022 all’art. 21 involge anche le prestazioni assistenziali, nonché alle prestazioni di invalidità civile e assegno sociale/pensione sociale. Le summenzionate prestazioni sono nel dettaglio:

– pensione di inabilità, disciplinata dall’articolo 12 della legge 30 marzo 1971, n. 118 -Conversione in legge del decreto-legge 30 gennaio 1971, n. 5, e nuove norme in favore dei mutilati ed invalidi civili-;

– assegno mensile di assistenza, disciplinato dall’articolo 13 della legge n. 118/1971;

– assegno sociale sostitutivo, disciplinato dall’articolo 19 della legge n. 118/1971;

– pensione non riversibile per sordi, disciplinata dalla legge 26 maggio 1970, n. 381 – Aumento del contributo ordinario dello Stato a favore dell’Ente nazionale per la protezione e l’assistenza ai sordomuti e delle misure dell’assegno di assistenza ai sordomuti – e dalla legge 20 febbraio 2006, n. 95 – Nuova disciplina in favore dei minorati auditivi -;

– pensione non riversibile per ciechi, disciplinata dalla legge 10 febbraio 1962, n. 66 – Nuove disposizioni relative all’Opera nazionale per i ciechi civili – , e dalla legge 27 maggio 1970, n. 382 – Disposizioni in materia di assistenza ai ciechi civili -;

– indennità di accompagnamento, disciplinata dalla legge 11 febbraio 1980, n. 18 – Indennità di accompagnamento agli invalidi civili totalmente inabili – e dalla legge 21 novembre 1988, n. 508 – Norme integrative in materia di assistenza economica agli invalidi civili, ai ciechi civili ed ai sordomuti -;

– indennità di comunicazione, regolamentata dalla legge n. 508/1988;

– indennità accompagnamento cieco assoluto, disciplinata dalla legge 28 marzo 1968, n. 406 – Norme per la concessione di una indennità di accompagnamento ai ciechi assoluti assistiti dall’Opera nazionale ciechi civili -, dalla legge n. 508/1988;

– indennità speciale, disciplinata dalla legge n. 508/1988;

– indennità di frequenza, regolata dalla legge 11 ottobre 1990, n. 289 – Modifiche alla disciplina delle indennità di accompagnamento di cui alla legge 21 novembre 1988, n. 508, recante norme integrative in materia di assistenza economica agli invalidi civili, ai ciechi civili ed ai sordomuti e istituzione di un’indennità di frequenza per i minori invalidi -;

– indennità di talassemia, disciplinata dall’articolo 39, comma 1, della legge 28 dicembre 2001, n. 448 – Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2002) -;

– assegno sociale, regolata dalla legge 8 agosto 1995, n. 335 – Riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare -;

– pensione sociale, disciplinata dalla legge 30 aprile 1969, n. 153 – Revisione degli ordinamenti pensionistici e norme in materia di sicurezza sociale -.

 

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