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San Tommaso d’Aquino


Nome: San Tommaso d’Aquino
Titolo: Sacerdote e dottore della Chiesa
Nascita: 1227, Aquino
Morte: 7 marzo 1274, Fossanova
Ricorrenza: 28 gennaio
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Commemorazione
Canonizzazione:
18 luglio 1323, Roma , papa Giovanni XXII
Luogo reliquie:Chiesa dei Giacobini

Un astro di luce particolare e inestinguibile brilla nel cielo del secolo XIII; luce che attraversa i secoli, che illumina le menti: l’Angelico Dottore S. Tommaso.

Nacque ad Aquino nell’anno 1227 dal conte Landolfo e dalla contessa Teodora, parente di Federico Barbarossa, signori fra i più illustri di quei tempi.

Educato cristianamente fin dalla più tenera età, diede molti segni della sua futura scienza e grandezza.

A cinque anni fu affidato per l’educazione ai monaci benedettini di Montecassino. Vi rimase fino ai quattordici anni, fino a quando cioè i torbidi politici non decisero i genitori a riprenderlo entro le mura del proprio castello. Più tardi fu mandato all’Università di Napoli, ove, sebbene assai giovane, manifestò il suo potente ingegno, acquistandosi fama presso i condiscepoli e stima presso i maestri. Già si concepivano su di lui le più lusinghiere speranze, già i conti d’Aquino ed altri vedevano in lui il futuro campione del foro napoletano o romano, quando egli di colpo fece crollare tutti questi sogni, annunciando la sua decisione di entrare nell’Ordine di S. Domenico.

Da Napoli, per timore della famiglia che gli si opponeva decisamente, fu mandato a Parigi, ma nel viaggio, raggiunto dai fratelli, venne arrestato e ricondotto nel castello paterno di S. Giovanni a Roccasecca. Rimase prigioniero per circa un anno, vincendo tutte le difficoltà e le lusinghe. Per il suo angelico candore ed in premio della sua fortezza contro una grave tentazione, meritò d’essere cinto del cingolo di purezza da due Angeli, così che dopo d’allora mai più ebbe a subire tentazioni contro la bella virtù.

Aiutato dalle sorelle riuscì a fuggire, e tosto rientrò nel convento da cui era stato strappato. All’Università di Parigi studiò filosofia e teologia sotto il celeberrimo S. Alberto Magno e a 25 anni cominciò con somma lode a interpretare filosofi e teologi. Passò indi col suo maestro a Colonia, e qui ricevette la sacra ordinazione. Ritornato a Parigi come insegnante universitario sostenne lotte coi maestri secolari. Chiamato poi alla Corte Pontificia in qualità di teologo della curia romana vi rimase qualche anno, poi tornò a Parigi. È questo il tempo più fecondo del suo insegnamento. Da Parigi entrò in Italia e fu inviato da Gregorio X al Concilio di Lione. Ma nel viaggio mori a Fossanova, il 7 marzo 1274.

Raccolse, sistemò ed espose tutto lo scibile antico, e segnò le vie alle scienze nuove, tanto che non si esita a chiamarlo uno dei più grandi ingegni dell’umanità.

Mirabili ed eccelse furono le sue virtù. Tale e tanta fu la sua umiltà che ricusò l’arcivescovado di Napoli ripetutamente offertogli dal Sommo Pontefice. Il suo confessore ebbe a dire: « Fra Tommaso a 50 anni aveva il candore e la semplicità di un bambino di cinque anni ».

PRATICA. Impariamo da questo santo la fermezza nell’eseguire la volontà di Dio.

PREGHIERA. Dio, che illustri la Chiesa con la meravigliosa erudizione del tuo beato confessore Tommaso e la rendi feconda di tante opere, dacci, te ne preghiamo, d’intendere ciò ch’egli ci ha insegnato e di compiere, a suo esempio, ciò che ha fatto. Bibl., CINTI, Tommaso d’Aquino, Ed. Paoline.

MARTIROLOGIO ROMANO. Memoria di san Tommaso d’Aquino, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori e dottore della Chiesa, che, dotato di grandissimi doni d’intelletto, trasmise agli altri con discorsi e scritti la sua straordinaria sapienza. Invitato dal beato papa Gregorio X a partecipare al secondo Concilio Ecumenico di Lione, morì il 7 marzo lungo il viaggio nel monastero di Fossanova nel Lazio e dopo molti anni il suo corpo fu in questo giorno traslato a Tolosa.

IL PENSIERO DI SAN TOMMASO

Uomo di fede e grande pensatore, San Tommaso d’Aquino diede vita a quello che viene chiamato tomismo, ed è considerato l’esponente più importante della filosofia scolastica nonché uno dei più grandi teologi cristiani.

Varie le sue opere e i suoi trattati sugli argomenti più disparati; tra le più importanti vi sono certamente la Summa Contra Gentiles, attraverso la quale cerca di convincere gli intellettuali musulmani della verità del cristianesimo, e la Summa theologiae, rimasta incompiuta. Essa tratta di Dio, della creazione e dell’azione umana.

Alla base del suo pensiero troviamo la non contraddizione tra fede e ragione, che possono coesistere ed anzi supportarsi l’un l’altra. Se la prima infatti eleva quest’ultima alla certezza e alla perfezione, attraverso la ragione possiamo spiegare e rendere accessibili le verità della fede, difendendola dalle critiche e dalle obiezioni.

In pratica sia filosofia che teologia parlano dello stesso Dio ma in maniera diversa. La filosofia risale dal basso, dalla creazione, la teologia discende dall’alto, da Dio, entrambe radicate nella loro verità si sostengono a vicenda.

Tra tutti i suoi insegnamenti, molti dei quali riprendono quelli di Aristotele, ci soffermiamo proprio sulla dimostrazione dell’esistenza di Dio attraverso cinque vie:

la prova cosmologica, che riprende il principio aristotelico secondo cui tutto ciò che si muove è mosso da altro; dovendo dunque individuare un primo motore immobile, esso non può che essere Dio.

La prova causale: se ogni fenomeno ha una causa, da questa concatenazione si risale alla causa prima identificata con Dio;

la prova del contingente e del necessario, che individua in Dio quel qualcosa di necessario da cui tutte le cose non necessarie discendono,

la via dei gradi di perfezione: la qualità ha vari gradi di perfezione, e in Dio risiedono i più alti;

e infine la prova della finalità delle cose: tutto in natura mostra di avere un suo fine ed ordine, ci deve essere una intelligenza superiore a stabilirlo.

Nel campo della teologia Tommaso fa una distinzione tra teologia naturale, che cerca di approdare a Dio attraverso l’utilizzo della ragione nell’osservazione e nella comprensione della creazione, e teologia rivelata, che si rivolge direttamente a Dio attraverso la fede.

Per quanto riguarda l’anima, immortale in quanto immateriale e quindi incorruttibile, egli sostenne che fosse indipendente dal corpo e derivante direttamente da Dio.

Come sostenne che tutti gli esserei viventi siano guidati da una “legge morale”, secondo la propria natura. Nelle creature definite irragionevoli essa si manifesta col carattere della necessità e ineluttabilità, in quelle ragionevoli invece esiste il libero arbitrio, la libertà di scelta sebbene l’individuo, una volta capito dove è il bene, tende naturalmente verso di esso. L’uomo, insomma, ha un’attitudine innata fare il bene e fuggire il male.

Ma il pensiero di una mente tanto eccelsa ha spaziato in vari ambiti, e non poteva non chiedersi cosa sia la felicità e come raggiungerla, approdando quasi nell’economia. Ad esempio se da un lato, asseriva, il commercio è necessario, dall’altro cercare l’arricchimento a scapito degli altri è sbagliato; la condivisione evita i conflitti e le diseguaglianze. Anche perché in fondo tutto appartiene a Dio, non a noi.

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La Shoah: il più grande sistematico e orribile genocidio della storia

 

Intervento

La Shoah: il più grande sistematico e orribile genocidio della storia

 

Il 27 gennaio di 78 anni orsono “Ad Auschwitz c’era la neve/il fumo saliva lento/nel freddo giorno d’inverno/E adesso sono nel vento”, cantava Francesco Guccini, ma il “grande silenzio intorno” fu finalmente rotto dall’arrivo dei primi reparti della ormai vittoriosa Armata Rossa che spalancarono il cancello di quel grande campo di lavoro forzato e di sterminio, sopra il quale campeggiava la scritta terribile e ossimorica: Arbeit macht frei (Il lavoro rende liberi).

La Giornata della Memoria è una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno al fine di commemorare le vittime della Shoah. È stata istituita dalla risoluzione 60/7 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1º novembre 2005, durante la 42ª riunione plenaria. In Italia l’istituzione risale alla legge  20 luglio 2000, n. 211 in cui si definiscono così le finalità e le celebrazioni del Giorno della Memoria: “La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, Giorno della Memoria, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

In occasione del Giorno della Memoria di cui all’articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere».

Con la formazione del Terzo Reich in Germania, al secolare antigiudaismo cristiano e all’antisemitismo delle correnti politiche e culturali reazionarie dell’Ottocento e del Novecento si aggiunge la suggestione di una completa concentrazione e totale distruzione degli Ebrei d’Europa. Alla vigilia della Seconda guerra mondiale, essi sono circa nove milioni: un universo composito e diversificato, che si colloca tra tradizione e modernità, chiusura in se stessi e assimilazione, osservanza religiosa e secolarizzazione. Un universo che ha avuto, in epoca contemporanea, un ruolo di primo piano e d’avanguardia nella produzione artistica e letteraria, nella ricerca scientifica, nelle professioni liberali e nella stessa politica.

A seguito delle leggi di Norimberga del 1935 e di susseguenti legislazioni razziali come quella italiana del 1938, la discriminazione e la persecuzione si indirizza, a partire dal 1941, nel progetto di soluzione finale, in Germania e nell’Europa occupata dai Nazisti dopo l’aggressione del 1939 alla Polonia, in cui era presente la più numerosa comunità ebraica. Milioni di uomini e donne, bambini, giovani, adulti e anziani, sono deportati, sfruttati nella macchina produttiva tedesca, consunti fino alla morte e/o fisicamente eliminati.

È la Shoah: il più grande sistematico, orribile genocidio della storia, in cui milioni e milioni di europei sono coinvolti come vittime, carnefici e spettatori, spesso indifferenti e silenti, a partire dalle autorità militari e politiche.

Ha scritto Raul Hillberg nella presentazione del suo ponderoso volume La distruzione degli Ebrei d’Europa (Einaudi 1996): “Inesorabilmente si formò una macchina destinata a condurre a buon fine lo sterminio, costituita da un dispiegamento di uffici militari e civili, centrali e periferici, all’interno dei quali ogni impiegato e funzionario rispettando le proprie responsabilità, si adoperò a definire, classificare, trasportare, sfruttare e assassinare milioni di vittime innocenti e tutto come se nulla distinguesse la soluzione finale dagli affari correnti”.

Alla Shoah occorre aggiungere anche la deportazione e lo sterminio dei dei Rom e dei Sinti durante la Seconda guerra mondiale, definito in lingua romanì “Porrajmos” (divoramento) o “Samudaripé” (sterminio) che provocò mezzo milione di vittime, per le quali da alcuni anni è stata istituita una specifica giornata del ricordo, il 2 agosto. Nel campo di Auschwitz-Birkenau, infatti, nella notte del 2 agosto 1944 furono uccisi nelle camere a gas ben 4000 Rom e Sinti, chiamati con disprezzo “Zigeuner”, in maggioranza donne e bambini.

Il razzismo, stregoneria del nostro tempo, secondo la definizione di Francis Ashley Montagu (La razza. Analisi di un mito, Einaudi 1966), precipita nella discriminazione, nella persecuzione, nella deportazione, nello sterminio. La Shoah, come ha scritto Hannah Arendt è stata anche banalità del male. Marco Revelli nel libro Oltre il Novecento (Einaudi 2001) sostiene che per conoscere e comprendere nel profondo il secolo trascorso e il volto terrificante della modernità contemporanea, non si può prescindere da Auschwitz, dal Gulag e dalla Bomba atomica su Hiroshima.

Hanno scritto molti dei deportati sopravvissuti, tra i quali Primo Levi con il suo drammatico vissuto, che i loro aguzzini ripetevano loro: “Nessuno di voi uscirà vivo da questo campo e se anche ne uscirà non avra voglia di raccontare cosa è successo e se anche uscirà vivo e troverà la forza di ricordare, nessuno gli crederà“.

Walter Benjamin, il geniale intellettuale filosofo-sociologo ebreo-tedesco, morto suicida nel 1940, per sfuggire alla Gestapo, mentre cercava di fuggire dalla Francia occupata, nel suo libro, “Tesi di filosofia della storia”, ha illustrato il dipinto famoso di Paul Klee, “Angelus Novus”. Questo è rappresentato con le ali protese verso il cielo; ha il viso con gli acchi spalancati rivolti al cumulo di rovine del passato. Può costituire una illuminante metafora del Giorno della Memoria: solo non ignorando e non rimuovendo il passato si può evitare di precipitare negli abissi e negli orrori che lo hanno connotato.

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Carlo Felice Casula

Circolare AgID n° 3 del 20 dicembre 2022 – accessibilità dei siti web e applicazioni mobili dei soggetti privati

Circolare AgID n° 3 del 20 dicembre 2022 – accessibilità dei siti web e applicazioni mobili dei soggetti privati

L’Agenzia per l’Italia Digitale ha pubblicato una guida relativa all’ambito di applicazione della legge 9 gennaio 2004, n. 4 per i soggetti privati di grandi dimensioni. Questa legge, riguardante le “Disposizioni per favorire e semplificare l’accesso degli utenti e, in particolare, delle persone con disabilità agli strumenti informatici”, è stata modificata a seguito dell’entrata in vigore del Decreto Legislativo 10 agosto 2018, n. 106 che ha dato attuazione alla Direttiva (UE) 2016/2102 “relativa all’accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici”.

Con la circolare n.3/2022 AgID offre risposte ad alcune domande, come ad esempio quali sono i soggetti privati che devono applicare le linee guida sull’accessibilità dei servizi digitali, come si determina il fatturato medio, ancora quali sono i servizi essenziali per cui è obbligatoria l’implementazione. Queste ed altre domande trovano risposta nella circolare n. 3/2022 di AgID, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 4 del 5 gennaio 2023.

SOGGETTI PRIVATI

I privati assoggettati agli obblighi di accessibilità, previsti in via residuale dal comma 1 bis dell’art. 3 della L. 4/2004 (a condizione che abbiano un fatturato medio negli ultimi tre anni di attività superiore a cinquecento milioni di euro) sono i seguenti:

  • persone fisiche che svolgono attività economico – commerciale, soggetta ad Iva;
  • persone giuridiche private, di natura commerciale, a prescindere dalla forma assunta;
  • ETS (enti del terzo settore) di natura privata, nella misura in cui svolgano attività economico commerciale soggetta ad Iva.

 

OFFERTA AL PUBBLICO ATTRAVERSO SITI WEB O APPLICAZIONI MOBILI

Le disposizioni sugli obblighi di accessibilità previste dalla L. 4/2004 si applicano a:

  • siti web
  • contenuti extranet e/o intranet
  • contenuti, che si trovano esclusivamente su dispositivi mobili o programmi utente per dispositivi mobili sviluppati per gruppi chiusi di utenti o per uso specifico in determinati contesti e disponibili e usati da ampi segmenti di utenti
  • strumenti per l’attività lavorativa (hardware, software e tecnologie assistive)

 

SERVIZI AL PUBBLICO

Considerato il contesto nel quale è intervenuta la modifica normativa, diretta a consentire la più ampia inclusione delle persone con disabilità, devono ritenersi servizi essenziali ricompresi nell’ambito di applicazione della Legge 4/04, ove offerti online, quelli riferiti ai settori ritenuti essenziali,  di seguito indicati:

  • energia;
  • gas;
  • acqua;
  • trasporto di passeggeri;
  • servizi postali ed attività di corriere;
  • servizi di sanità ed assistenza sociale;
  • servizi di istruzione;
  • raccolta dei rifiuti;
  • servizi delle comunicazioni elettroniche;
  • servizi bancari;
  • servizi assicurativi;
  • servizi funebri;
  • servizi veterinari;
  • servizi media basati sulle trasmissioni in diretta che sono mantenuti on line o ripubblicati dopo la trasmissione e, più in generale, media basati sul tempo preregistrati, pubblicati dal 23 settembre 2020;
  • servizi di commercio elettronico, aventi ad oggetto “beni di prima necessità”, ovvero quei prodotti senza i quali non sarebbe possibile svolgere una dignitosa esistenza.

A titolo esemplificativo, non esaustivo, i beni di prima necessità sono riferibili ai seguenti settori:

  • generi alimentari e bevande;
  • apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici;
  • tabacco;
  • ferramenta, vernici, materiale elettrico e termoidraulico;
  • articoli igienico-sanitari; 6- articoli per l’illuminazione;
  • farmaci, articoli medicali e ortopedici;
  • articoli di profumeria, prodotti per toletta e per l’igiene personale;
  • materiale per ottica e fotografia;
  • combustibile per uso domestico e per riscaldamento;
  • prodotti per l’igiene della casa. Si ritiene che tra i soggetti erogatori, ex art. 3, comma 1 bis, L. 4/2004 debbano essere ricompresi gli “aggregatori”, che offrono servizi di commercio elettronico, relativi anche all’approvvigionamento di beni di prima necessità

 

FATTURATO MEDIO, VEGLI ULTIMI TRE ANNI DI ATTIVITA’, SUPERIORE A CINQUECENTO MILIONI DI EURO

Considerato il riferimento al “fatturato medio” si ritiene che il Legislatore abbia inteso estendere gli obblighi di accessibilità ai soggetti che svolgono attività economico – commerciale, soggetta ad Iva. Si ritiene che il fatturato cui fare riferimento debba essere il seguente:

  • enti commerciali: il fatturato si determina, prendendo come base per il calcolo, l’ammontare complessivo della voce ricavi A1 del conto economico o voce corrispondente per i bilanci di esercizio redatti secondo i principi internazionali, sulla base delle previsioni di cui all’art. 2425 bis, comma 1, del codice civile.
  • Istituti bancari: il fatturato si determina ai sensi dell’art. 16, comma 2, L. 287/1990, così come modificato dalla Legge 118 del 5 agosto 2022.
  • Imprese di assicurazione: il fatturato si determina ai sensi dell’art. 16, comma 2, L. 287/1990, così come modificato dalla Legge 118 del 5 agosto 2022.
  • Enti non profit: che svolgano attività economico commerciale, soggetta ad Iva, il termine fatturato deve fare riferimento ai soli ricavi con rilevanza ai fini IRES.

 

SOCIETA’ ESTERE/MULTINAZIONALI CHE OFFRONO SERVIZI AI CITTADINI ITALIANI

Gli obblighi di accessibilità valgono anche per questo “gruppo”, riguardano tutti i privati che offrono servizi al pubblico sul territorio nazionale attraversi siti web o applicazioni mobili, sia che abbiano sede o stabile organizzazione in Italia e all’estero.

 

IL “GRUPPO”: FATTURATO DI RIFERIMENTO

Per la valutazione circa la sussistenza degli obblighi di accessibilità il Gruppo è considerato un’unica impresa. A tal fine si considerano: le norme secondo i quali il Gruppo costituisce un’unità economica. La valutazione circa il superamento della soglia del fatturato medio è condotta in relazione al fatturato del Gruppo, alla stregua del bilancio consolidato del Gruppo.

 

IL “GRUPPO” RESPONSABILITA’

Restano ferme, in relazione alle singole società appartenenti al Gruppo, tutte le eventuali responsabilità personale connessa con la contestazione di illeciti amministrativi, ai sensi dell’art. 9.

 

TERMINE PER L’ADEGUAMENTO AGLI OBBLIGHI DI ACCESSIBILITA’ DEI SITI WEWB ED APPLICAZIONI MOBILI

il termine perentorio di adeguamento agli obblighi di accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili è il 5 novembre 2022 ed o è indipendente dalle sanzioni civilistiche eventualmente associate ai contratti.

 

NULLITA’ DEI CONTRATTI

I nuovi contratti stipulati dai soggetti privati, successivamente alla pubblicazione delle Linee Guida dovranno essere conformi a agli obblighi di accessibilità previsti dalla L. 4/2004, a pena di nullità.

Per i contratti in essere alla data di pubblicazione delle Linee Guida, la disposizione prevede l’adeguamento degli stessi entro dodici mesi dalla data della suddetta pubblicazione.

Qualora i contratti rinnovati, modificati o novati successivamente alla data di pubblicazione delle Linee Guida non siano conformi agli obblighi di accessibilità ex L. 4/2004, gli stessi saranno soggetti alla sanzione civilistica della nullità.

 

Approfondimento a cura del Centro Studi Giuridici HandyLex
 

Cos’è la politica agricola comune

Cos’è la politica agricola comune

È la strategia dell’Unione europea per sostenere il settore agricolo e migliorare gli approvvigionamenti. Esiste da 60 anni ma nel 2023 subisce delle modifiche e vengono individuati degli obiettivi concreti.

Definizione

La politica agricola comune (Pac) esiste dal 1962, quando è stata varata dai sei stati fondatori dell’Unione europea (Francia, Italia, Belgio, Germania, Paesi Bassi e Lussemburgo). Il suo scopo originario era quello di garantire la sicurezza alimentare nel periodo post-bellico. Specificamente aumentando la produttività e stabilizzando i mercati, garantendo la disponibilità di alimenti a prezzi ragionevoli e assicurando uno standard di vita giusto per i contadini. Obiettivi riportati all’articolo 39 del trattato di Roma.

Dal 2023 viene implementata una nuova strategia.

Esiste quindi da 60 anni, ma nel corso del tempo ha subito dei cambiamenti. In particolare il 2023 sarà un anno cruciale da questo punto di vista. Segnerà infatti l’inizio di una nuova strategia, che per la prima volta si pone degli obiettivi quantificabili e specifici per impiegare i fondi. Una strategia definita dalla commissione come “fairer, greener and more performance-based“. Ovvero incentrata sulla necessità di garantire una maggiore giustizia a livello sociale e salariale, nonché una maggiore attenzione alla questione climatica (in linea con la strategia Farm to fork). Ma anche maggiormente basata sui risultati ottenuti.

Per i finanziamenti sono previsti due diversi fondi: il fondo europeo agricolo di garanzia (Feaga) e il fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr). Il Feaga si occupa principalmente di pagamenti diretti agli agricoltori e delle campagne di informazione e promozione di prodotti agricoli. Mentre l’ambito del Feasr è quello del sostegno allo sviluppo rurale.

Per il periodo 2021-2027 gli investimenti sono pari a 387 miliardi di euro, 270 miliardi specificamente per il quinquennio 2023-2027. Si tratta di fondi provenienti dal bilancio a lungo termine dell’Ue (2021-2027), che nel corso dei prossimi cinque anni saranno destinati a circa 7 milioni di beneficiari.

40% dei fondi della nuova Pac andrà destinato a progetti rilevanti per la lotta ai cambiamenti climatici.

Nella nuova Pac, sono 10 gli obiettivi guida individuati dalla commissione:

  • garantire un reddito equo agli agricoltori;
  • aumentare la competitività;
  • migliorare la posizione degli agricoltori nella filiera alimentare;
  • agire per contrastare i cambiamenti climatici;
  • tutelare l’ambiente;
  • salvaguardare il paesaggio e la biodiversità;
  • sostenere il ricambio generazionale;
  • sviluppare aree rurali dinamiche;
  • proteggere la qualità dell’alimentazione e della salute;
  • promuovere le conoscenze e l’innovazione.

Questi sono gli obiettivi generali, ma poi ogni paese deve sviluppare un suo piano strategico nazionale che articoli i suoi impegni nel canalizzare le risorse nei tre ambiti cruciali. Ovvero supporto al reddito, sviluppo rurale e misure per il mercato.

L’Italia ha finalizzato il suo piano a inizio dicembre del 2022. Gli obiettivi specifici identificati sono “il potenziamento della competitività del sistema in ottica sostenibile, il rafforzamento della resilienza e della vitalità dei territori rurali, la promozione del lavoro agricolo e forestale di qualità e la sicurezza sui posti di lavoro, il sostegno alla capacità di attivare scambi di conoscenza, ricerca e innovazioni e l’ottimizzazione del sistema di governance”.

Dati

Secondo le analisi della commissione europeanel 2018 il reddito in agricoltura era appena il 41% di quello degli altri settori. Sono ancora pochi i giovani coinvolti in questo ambito, il che rende l’agricoltura anche meno aperta all’innovazione. Inoltre, la povertà delle zone rurali continua a essere più elevata di quella delle aree urbane. Sono molti tuttavia anche i trend positivi: diminuisce l’uso di pesticidi, fertilizzanti e antibiotici e aumenta l’uso di terreno per agricoltura biologica, come anche l’uso di energia da fonti rinnovabili.

L’agricoltura è quindi un ambito che necessita di investimenti indirizzati strategicamente per affrontare le sfide che il settore si trova a fronteggiare.

Gli investimenti europei in Italia saranno pari a 26,6 miliardi di euro. Si aggiungeranno poi fondi nazionali pari a 8,5 miliardi, per un totale di circa 35 miliardi di euro.

 

I fondi Ue saranno distribuiti principalmente nelle voci “pagamenti diretti” (17,6 miliardi) e “sviluppo rurale” (7,2 miliardi). Mentre alla voce “sostegno al settore” saranno destinati 1,7 miliardi di euro.

Per quanto riguarda invece i fondi nazionali, la quasi totalità sarà dedicata allo sviluppo rurale (più di 8 miliardi, per oltre la metà del totale), mentre 58,6 milioni sono riportati per il sostegno al settore.

Analisi

L’agricoltura è un settore fondamentale sia per la sopravvivenza umana che per il suo valore economico. Un settore che però si trova a dover affrontare una serie di sfide, in primis relative al cambiamento climatico. Per questo è importante non soltanto predisporre maggiori investimenti, ma anche indirizzarli in modo da affrontare pienamente tali sfide.

Nei prossimi mesi e anni sarà quindi fondamentale monitorare come i fondi della Pac saranno investiti a livello europeo e nel nostro paese, quali saranno i beneficiari e quali progetti saranno implementati. Ad esempio tramite i meccanismi di controllo e valutazione messi a disposizione dalla commissione europea stessa.

 

Sant’ Angela Merici

 

Sant’ Angela Merici


Nome: Sant’ Angela Merici
Titolo: Vergine, fondatrice
Nome di battesimo: Angela Merici
Nascita: 21 marzo 1474, Desenzano sul lago di Garda
Morte: 27 gennaio 1540, Brescia
Ricorrenza: 27 gennaio
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Commemorazione
Canonizzazione:
1807, Roma, papa Pio VII
Nacque a Desenzano sul lago di Garda, nel 1474. Vigilata dai pii genitori, custodì diligentemente fin dai primi anni il giglio della verginità che propose di serbare intatto per tutta la vita. Aborriva ogni fasto muliebre, fino al punto di sfigurarsi il volto e recidersi la bella chioma, affine di piacere solo al celeste Sposo dei vergini.

Quando la morte le rapì gli amati genitori, fu accolta dallo zio, insieme con un suo fratellino. Quivi visse nel ritiro, nella penitenza, col cilicio e coi flagelli, nella preghiera quotidiana e notturna. Dietro consiglio del suo confessore, abbracciò la regola del terz’ordine francescano, e tornata alla natia Desenzano, il Signore le manifestò quanto voleva da lei.

Un giorno Angela stava pregando con il suo solito fervore, quando vide aprirsi i cieli, e da una lunga scala che dalla terra saliva sopra le nubi, vide scendere e salire Angeli e Vergini, mentre una musica soavissima si spandeva all’intorno. Udì allora una voce che la invitava a fondare una Compagnia di Vergini che lodassero Iddio e portassero anime al suo cuore.

Tenuta in gran concetto di santità, ovunque era chiamata a consolare, a comporre dissidi, a richiamare sulla via della virtù anime perdute.

Affamata del pane degli Angeli, si accostava spesso alla sacra Mensa, con sì infuocato amore da essere spesso rapita fuor dei sensi.

Intraprese poi con somma devozione un viaggio in Terra Santa. Approdata all’isola di Candia, divenne cieca; nel ritorno, alla stessa isola, miracolosamente riebbe la vista, sfuggì ai Saraceni, e da sicuro naufragio.

Desiderosa di venerare il Vicario di Cristo e di lucrare l’indulgenza del Santo Giubileo, venne a Roma e si portò a piedi dal Papa Clemente VII.

Ritornò a Brescia, e qui stabilitasi presso la chiesa di S. Afra, nel centro della città, diede inizio nel 1535 alla nuova congregazione detta delle Orsoline. Le diede una sicura disciplina e regola di vita santa e la pose sotto il patrocinio di S. Orsola. Molte furono le vocazioni, così che in breve tempo le Orsoline si diffusero in Italia ed in tutta Europa, poi oltre oceano. Loro scopo è l’educazione delle giovanette. Chi ne può misurare il bene?

Aveva ormai settant’anni quando cadde inferma; ricca di meriti se ne volò all’amplesso del suo celeste Sposo il 27 gennaio del 1540.

Il suo corpo rimase esposto per ben trenta giorni, finchè fu tumulato nella stessa chiesa di S. Afra. S’iniziò presso il suo sepolcro una sequela di portentosi miracoli, per cui i fedeli accorsero in folla a glorificarla e ad impetrar grazie. Fu canonizzata da Pio VII nell’anno 1807.

PRATICA. Le opere di misericordia spirituale e temporale distingueranno nel gran giorno del Giudizio Universale gli eletti dai reprobi.

PREGHIERA. O Signore, che per mezzo di Angela, hai fatto fiorire nella tua chiesa un nuovo giardino di sacre vergini, dacci per sua intercessione, di vivere santamente, affinché meritino di godere i gaudi eterni.

MARTIROLOGIO ROMANO. Sant’Angela Merici, vergine, che dapprima prese l’abito del Terz’Ordine di San Francesco e radunò delle giovani da formare alle opere di carità; quindi, istituì sotto il nome di sant’Orsola un Ordine femminile, cui affidò il compito di cercare la perfezione di vita nel mondo e di educare le adolescenti nelle vie del Signore; infine, a Brescia rese l’anima a Dio.

Compensi per prestazioni occasionali: oneri di pagamento

Compensi per prestazioni occasionali: oneri di pagamento

Il lavoro occasionale può essere svolto tramite due modalità: Libretto Famiglia e Contratto di prestazione occasionale. L’INPS, tramite procedure informatiche, si occupa della gestione delle operazioni relative alle comunicazioni di questi rapporti di lavoro e dei pagamenti dei compensi.

Con il messaggio 27 gennaio 2023, n. 410, l’Istituto ricorda le modalità attraverso le quali possono essere erogati i compensi per i prestatori di lavoro occasionale.

L’INPS, inoltre, rende noto che gli oneri di pagamento del bonifico bancario domiciliato a carico del prestatore, trattenuti sul compenso, sono stati aggiornati all’importo di 3,84 euro. Rimangono di 1,75 euro gli oneri di pagamento per le altre modalità indicate nel messaggio.

Sisma Centro Italia, zona franca urbana: agevolazioni 2023

Sisma Centro Italia, zona franca urbana: agevolazioni 2023

Il decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, ha previsto l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a seguito dell’istituzione della zona franca urbana per i Comuni del Centro Italia, delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, colpiti dal sisma.

L’applicazione della norma, successivamente estesa fino ai periodi imposta 2022, con l’articolo 1, comma 746, della legge 29 dicembre 2022, n. 197 è riconosciuta anche per il periodo di imposta 2023.

Con il messaggio 25 gennaio 2023, n. 389, l’Istituto fornisce le indicazioni sulla modalità di fruizione delle agevolazioni.

Pensioni decorrenti nel 2021 e nel 2022: i dati

Pensioni decorrenti nel 2021 e nel 2022: i dati

È stato pubblicato l’Osservatorio di monitoraggio dei flussi di pensionamento con i dati delle pensioni decorrenti nel 2021 e nel 2022.

Il monitoraggio riguarda i trattamenti liquidati, fino al 2 gennaio 2023, dalle seguenti gestioni:

  • Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD);
  • coltivatori diretti, mezzadri e coloni;
  • artigiani e commercianti;
  • Gestione Dipendenti Pubblici (GDP);
  • lavoratori parasubordinati;
  • assegni sociali.

I dati subiranno delle variazioni a seguito della futura liquidazione di tutti i trattamenti con decorrenza anteriore al 31 dicembre 2022, dovuta allo smaltimento delle domande ancora in giacenza.

Per il 2022 sia i requisiti di età per la vecchiaia, sia quelli di anzianità contributiva per la pensione anticipata sono rimasti immutati rispetto al 2021.

In particolare, l’età di accesso alla pensione di vecchiaia è di 67 anni, per entrambi i sessi e i settori lavorativi dipendenti privati e autonomi, l’anzianità contributiva per quella anticipata è di 41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini, indipendentemente dall’età.

Esistono tuttavia ulteriori possibilità di uscita anticipata dal lavoro, tra cui Quota 102, Opzione donna e i canali di uscita più favorevoli per i lavoratori precoci e per gli addetti a mansioni “gravose”.

I DATI

Nel 2022 si registra in tutte le gestioni, ad eccezione degli assegni sociali per i quali si registra un aumento del 5%, un numero di liquidazioni di pensioni mediamente inferiore del 9% rispetto al corrispondente valore nel 2021.

Dall’analisi degli indicatori statistici si osserva che:

  • il rapporto tra le pensioni di invalidità e quelle di vecchiaia nel 2022 è inferiore a quello registrato nel 2021 e pari al 22%;
  • le pensioni anticipate rispetto a quelle di vecchiaia che nel 2021 arrivavano al 41% in più per il totale delle gestioni, nel 2022 si attestano al 23% in più rispetto a quelle di vecchiaia. Nell’indicatore si considerano le pensioni di vecchiaia al netto di pensioni/assegni sociali considerati invece nella somma delle pensioni di vecchiaia di tutte le gestioni;
  • la percentuale delle pensioni femminili su quelle maschili presenta nel 2022 un valore leggermente superiore a quello del 2021 attestandosi al 128% (126 nel 2021);
  • a livello territoriale il peso percentuale delle pensioni liquidate a residenti nel Nord Italia resta pressoché invariato: 48% nel 2021 contro il 49% nel 2022.

Infine, le pensioni liquidate con Opzione donna nel 2022 sono aumentate del 15% rispetto al 2021, raggiungendo la quota di 24mila pensioni liquidate.