Giurisprudenza
COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE Sentenza COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE ANCONA – Sentenza 16 maggio 2016, n. 1279 Fiscale Accertamento fiscale – Attività degli studi notarili – Omessa fatturazione di compensi CORTE DI CASSAZIONE Ordinanza CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 26 maggio 2016, n. 10914 Fiscale Annullamento del diniego di rimborso IVA – Acquisti e importazioni di beni ammortizzabili – Processo tributario CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 26 maggio 2016, n. 10955 Lavoro Previdenza – Rate di pensione non riscosse – Pagamento – Eredi – Successione testamentaria CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 26 maggio 2016, n. 19013 Fiscale Sentenza CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 25 maggio 2016, n. 10792 Fiscale Credito di imposta relativo ai dividendi – Silenzio rifiuto formatosi sull’istanza di rimborso CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 25 maggio 2016, n. 10793 Fiscale Accertamento fiscale – Recupero a tassazione ai fini Irpef – Maggior reddito determinato a seguito di rettifica CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 25 maggio 2016, n. 10798 Fiscale Accertamento fiscale – Donazione – Rettifica dei valori dichiarati – Maggiori imposte di registro, ipotecarie, catastali CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 25 maggio 2016, n. 10852 Lavoro Lavoro subordinato – Intimazione licenziamento giustificato motivo – Mancata revoca recesso – Successivo licenziamento per giusta causa – Legittimità CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 26 maggio 2016, n. 10917 Fiscale Processo tributario – Compensazione delle spese processuali motivata – Ragioni per le quali la soluzione del dubbio interpretativo possa definirsi di eccezionale gravità – Art. 92 c.p.c., comma 2 CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 26 maggio 2016, n. 10925 Fiscale Fallimento – Trasferimento fittizio della sede sociale – Onere della prova a carico dei creditori CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 26 maggio 2016, n. 10946 Lavoro Previdenza – Pensionamento anticipato – Maggiorazione – Domanda – Differenze pensionistiche CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 26 maggio 2016, n. 10950 Lavoro Lavoro subordinato – Proporzionalità del licenziamento disciplinare – Valutazione del giudice di merito – Gravità dell’addebito Legislazione ISTITUTO PER LA VIGILANZA SULLE ASSICURAZIONI Provvedimento IVASS – Provvedimento 03 maggio 2016, n. 20 Lavoro, Fiscale Disposizioni in materia di utilizzo di esperti esterni per ispezioni nei confronti di imprese che hanno ad oggetto i modelli interni di cui al titolo III, capo IV bis, sezione III del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 – codice delle assicurazioni private LEGGE Lavoro, Fiscale Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 marzo 2016, n. 42, recante disposizioni urgenti in materia di funzionalità del sistema scolastico e della ricerca Prassi MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI Comunicato MINISTERO LAVORO E POLITICHE SOCIALI – Comunicato 27 maggio 2016 Lavoro Firmato oggi a Roma il Protocollo contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura |
Archivio mensile:maggio 2016
rassegna sindacale
del 31/05/2016 |
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Lavoro e Fisco
Giurisprudenza
CORTE DI CASSAZIONE Ordinanza CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 27 maggio 2016, n. 11064 Lavoro Prestazioni previdenziali – Indennità di disoccupazione con requisiti ridotti – Difetto delle prescritte giornate di lavoro effettive – Distinzione tra requisiti di accesso e parametro di quantificazione della prestazione – Sussiste CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 27 maggio 2016, n. 11068 Lavoro Lavoro subordinato – Differenze retributive per lavoro straordinario non retribuito – Decreto ingiuntivo – Sospensione del processo – Non sussiste Sentenza CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 20 maggio 2016, n. 10475 Fiscale Tributi – Accertamento sintentico – Redditometro – Indici di capacità contributiva – Spese per auto e per acquisto di immobili – Capacità reddituale insufficiente – Giustificazioni – Perdita di possesso dell’auto per furto e erogazioni liberali del convivente – Legittimità CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 25 maggio 2016, n. 10767 Lavoro Prestazioni pensionistiche – Assegno d’invalidità – Reddito inferiore al limite massimo – Sussistenza del requisito in anni precedenti l’insorgenza dello stato di invalidità – Accertamento requisito in via presuntiva per gli anni successivi – Non sussiste CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 27 maggio 2016, n. 10989 Fiscale Tributi – Costi per operazioni con soggetti stabiliti in paesi black list – Omessa separata indicazione nella dichiarazione dei redditi – Indeducibilità – Correzione con dichiarazione integrativa dopo la contestazione – Esclusione CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 27 maggio 2016, n. 10991 Fiscale Tributi – IVA – Operazioni esenti – Rimanenze di merci – Cessione gratuita ad ente con finalità di beneficenza – Prova – Fattura accompagnatoria, controfirmata dal destinatario – Rilevazione nella contabilità aziendale – Sufficiente CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 27 maggio 2016, n. 10997 Lavoro, Fiscale Tributi – Credito d’imposta per incremento dell’occupazione art. 7, Legge n. 388 del 2000 – Violazione delle prescrizioni sulla salute e sicurezza dei lavoratori – Revoca del beneficio CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 27 maggio 2016, n. 11001 Fiscale Tributi – Condono ex art. 9-bis, Legge n. 289 del 2002 – Versamenti parziali – Efficacia parziale del condono – Decadenza dal beneficio CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 27 maggio 2016, n. 11020 Lavoro Accertamento ispettivo – Assoggettamento a contribuzione di retribuzioni inferiori al minimo di legge – Nullità/illegittimità del provvedimento – Omessa audizione dell’interessato ex art. 18 L. 689/1981 – Irrilevanza durante fase di accertamento – Sospensione del rapporto – Libera scelta del datore di lavoro – Permane l’obbligo retributivo e contributivo CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 27 maggio 2016, n. 11069 Lavoro Trasferimento ramo d’azienda – Entità economica che conserva la propria identità – Non ravvisabilità in un complesso di beni oggetto del trasferimento – Inefficacia – Persistenza rapporto di lavoro con la società cedente – Interesse concreto ed attuale del lavoratore Legislazione AGENZIA DELLE ENTRATE Provvedimento AGENZIA DELLE ENTRATE – Provvedimento 30 maggio 2016, n. 84383 Fiscale Imposta sulle transazioni finanziarie di cui all’articolo 1, comma 491, legge 24 dicembre 2012, n. 228. Stati o territori con i quali non sono in vigore accordi per lo scambio di informazioni o per l’assistenza al recupero crediti ai sensi dell’articolo 19, comma 4, terzo periodo, del decreto del Ministro dell’economia e finanze del 21 febbraio 2013, come modificato dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 18 marzo 2013 DECRETO LEGISLATIVO DECRETO LEGISLATIVO 12 maggio 2016, n. 90 Lavoro, Fiscale Completamento della riforma della struttura del bilancio dello Stato, in attuazione dell’articolo 40, comma 1, della legge 31 dicembre 2009, n. 196 DECRETO MINISTERIALE MINISTERO LAVORO – Decreto ministeriale 10 marzo 2016, n. 94956 Lavoro Cigs, incremento della contribuzione addizionale MINISTERO LAVORO – Decreto ministeriale 18 aprile 2016, n. 95439 Lavoro Fondo di solidarietà per il personale addetto al servizio della riscossione dei tributi erariali. Adeguamento alle previsioni di cui agli articoli da 26 a 40 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148. MINISTERO LAVORO – Decreto ministeriale 18 aprile 2016, n. 95440 Lavoro Istituzione del Fondo bilaterale di solidarietà ormeggiatori e barcaioli dei porti italiani Prassi AGENZIA DELLE ENTRATE Circolare AGENZIA DELLE ENTRATE – Circolare 30 maggio 2016, n. 24/E Fiscale Studi di settore – periodo di imposta 2015. Risoluzione AGENZIA DELLE ENTRATE – Risoluzione 30 maggio 2016, n. 43/E Fiscale Istituzione del codice tributo per effettuare il versamento all’entrata del bilancio dello Stato dell’importo pari al 20 per cento del patrimonio netto al 31 dicembre 2015 delle banche di credito cooperativo – articolo 2, comma 3-ter, del decreto-legge 14 febbraio 2016, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 aprile 2016, n. 49 AGENZIA DELLE ENTRATE – Risoluzione 30 maggio 2016, n. 44/E Lavoro, Fiscale Istituzione dei codici tributo per il versamento, mediante il modello F24, delle somme dovute per decadenza dalle agevolazioni fiscali a favore degli investimenti in start-up innovative ai sensi dell’articolo 29 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179 FASI Comunicato FASI – Comunicato 19 maggio 2016 Lavoro Addebito dei contributi FASI (SEPA) 2° trimestre 2016 INPS Messaggio INPS – Messaggio 09 maggio 2016, n. 2046 Lavoro Domande di maternita’ online – congedo obbligatorio e congedo facoltativo padre lavoratore dipendente a pagamento diretto – Aggiornamento programmi INPS – Messaggio 09 maggio 2016, n. 2050 Lavoro Indennità di disoccupazione ASpI lavoratori sospesi di cui alla legge 28 giugno 2012, n. 92, articolo 3, comma 17. Sblocco delle domande presentate fino al 12 ottobre 2015 INPS – Messaggio 12 maggio 2016, n. 2107 Lavoro Gestione domande di indennità di disoccupazione Aspi, Miniaspi e Naspi in via di definizione; Controllo obbligatorio in DS WEB del fascicolo del richiedente la prestazione di disoccupazione INPS – Messaggio 12 maggio 2016, n. 2115 Lavoro Contribuzione atipica ex INPDAI anno 2016 INPS – Messaggio 19 maggio 2016, n. 2228 Lavoro Proroga del Protocollo sperimentale di intesa Inps/Regione Lazio per l’affidamento delle funzioni relative all’accertamento dei requisiti sanitari in materia di invalidità civile ed handicap INPS – Messaggio 23 maggio 2016, n. 2279 Lavoro INPS di Asti ed Enti Pubblici del territorio: istituzione di una rete Permanente di Parità INPS – Messaggio 24 maggio 2016, n. 2312 Lavoro, Fiscale Rateazione dei debiti contributivi in fase amministrativa. Precisazioni INPS – Messaggio 25 maggio 2016, n. 2349 Lavoro Sottoscrizione Protocollo INPS Direzione metropolitana di Napoli con i Consulenti del Lavoro. INPS – Messaggio 26 maggio 2016, n. 2356 Lavoro Sanzioni per l’inosservanza degli obblighi di partecipazione alle misure di politica attiva da parte del percettore di prestazioni in ambito ASpI, NASpI, DIS-COLL e mobilità ordinaria e ASDI. Servizio di consultazione Comunicazioni dei Centri per l’Impiego INPS – Messaggio 27 maggio 2016, n. 2382 Lavoro, Fiscale Recupero indebiti e certificazione fiscale: precisazioni nel caso di pagamento con rimessa in denaro. MINISTERO FINANZE SECIT Comunicato MINISTERO ECONOMIA E FINANZE – Comunicato 30 maggio 2016 Lavoro, Fiscale Imu-Tasi: 16 giugno versamento della prima rata – Esclusione dell’abitazione principale e dei terreni agricoli |
L’OSSERVATORE ROMANO
Il Giornale
CORRIERE DELLA SERA
L’OSSERVATORE ROMANO
Pepe Mujica
Pepe Mujica: “Cambiare il mondo è difficile, ma qualcosa si ottiene”
Lo scrittore cubano-uruguaiano e premio Nazionale di Letteratura Daniel Chavarría, ha intervistato Pepe Mujica in esclusiva per Global Rights e Diritti Globali. “Se la cultura non tiene in conto la felicità umana, la vita ci sfugge”
Daniel Chavarría • 12 Apr 16 • Copertina, Internazionale • 523 Viste • Nessun commento su Pepe Mujica: “Cambiare il mondo è difficile, ma qualcosa si ottiene”
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L’ex presidente dell’Uruguay, José “Pepe” Mujica è senza dubbio una persona estremamente particolare per molti versi, a partire dal suo passato: leader dell’organizzazione armata Tupamaros, imprigionato per molti anni in regime di isolamento, ostaggio della dittatura militare.
Riconquistata la libertà ha ripreso l’attività politica e sociale, fino ad essere eletto presidente come candidato del Frente Amplio. Gli anni del suo mandato sono stati caratterizzati da una crescita economica significativa e tangibile, numerose iniziative di redistribuzione sociale della ricchezza e un ruolo attivo nel processo di integrazione latinoamericana.
Oltre alla sua biografia movimentata e il suo modo di parlare pacato e affettuoso, chiaramente uruguaiano, il suo modo di affrontare questioni di merito con parole semplici e le sue riflessioni in molte occasioni filosofiche, lo hanno convertito in uno dei politici più popolari dell’America Latina. Durante il suo ultimo viaggio a L’Avana alla fine dello scorso mese di febbraio, ha tenuto una conferenza speciale a Casa de Las Americas, e ha avuto un lungo incontro con i suoi compatrioti a Cuba. Nel corso di questo incontro lo scrittore cubano-uruguaiano e premio Nazionale di Letteratura, Daniel Chavarría, lo ha intervistato in esclusiva per Global Rights e Diritti Globali.
Che cosa significa Cuba per un politico della sinistra uruguaiana?
Cuba è una sorta di simbolo che ci ha scosso in un’epoca di sogni per costruire società migliori. Con il passare degli anni il sogno di Cuba ci ha insegnato una cosa molto importante: non si arriva mai a sapere veramente quello che si deve fare; però sì ci si fa un’idea di ciò che non si deve fare.
Che cosa intendi quando dici, quel che non si deve fare?
Sono tra quelli che pensano che chi credeva che cambiando i rapporti di produzione e di distribuzione si sarebbe realizzato l’uomo nuovo si equivocarono. È stato un errore causato da un eccesso di ingenuità. Forse non compresero appieno il ruolo e il valore della cultura; oggi, infatti, si vede più chiaramente che è più facile cambiare le realtà materiali di un popolo che cambiare la sua cultura. Cultura che è quella cosa che scatena e permette le decisioni più profonde per promuovere cambiamenti sociali. I vietnamiti, per esempio, hanno una cultura asiatica abbastanza “apiaria”, cioè laboriosa, sembrano formiche; al contrario la nostra cultura individualista ci fa sentire gratificati quando accettiamo e perpetuiamo quel bluff che il più grande trionfo del capitalismo è la società dei consumi, in cui grandi masse confondono la felicità con l’acquisto di cose nuove ogni giorno, anche se devono pagare il costo di una vita ipotecata e passano la loro intera esistenza pagando rate.
In altre parole, facciamo progressi nel cambiare le persone, ma mai abbastanza …
Naturalmente, se si ha un lavoro di otto ore, o come i nostri operatori sanitari uno di sei ore, si possono tranquillamente occupare due posti di lavoro, ma invece di lavorare otto lavori dodici ore, però in realtà stai peggio di prima, perché non ti basta, e non ti basterà mai.
Come diceva Seneca, povero è colui che ha bisogno di molto. Il trionfo del capitalismo sta nell’essere riuscito a imporre questa cultura che si diffonde attraverso i mezzi di comunicazione, che non sono contestatari, che ci circondano ovunque, e in tutto ciò in cui siamo immersi.
Tuttavia si è progredito molto negli ultimi dieci anni e mezzo in America Latina per quanto riguarda la distribuzione sociale.
Sì, ma non è una cosa facile da affrontare. Prendiamo, per esempio, ciò che accade in Brasile: 40 milioni di persone sono uscite dalla povertà, ma vogliono di più e chiedono di più, e già si sono dimenticati delle iniziative di Lula da Silva [ex presidente. NdR], e dicono che le cose sono migliorate perché siamo evangelisti o stregoni, per questo o per quello. Ma non diciamo stupidate! Se non ci fosse stato Lula con il suo programma “Fame zero” e tutte le iniziative che ha promosso … Eppure ci sono brasiliani che hanno dimenticato e ora chiedono di più e diventano i settori più esigenti. E’ come quel detto della campagna uruguaiana: “Il pidocchio resuscitato è quello che prude di più”. Tutte queste ‘dimenticanze’ creano contraddizioni.
Nonostante questi risultati siano il frutto della lotta della sinistra?
Naturalmente tutto il progresso sociale è stato in un certo momento bandiera di un gruppo di sinistra, che veniva etichettato come folle. Ma nel corso degli anni la follia riesce a imporsi e diventa qualcosa di consolidato, cosí anche quando trionfa la destra, non può fare marcia indietro. Penso per esempio alle otto ore di lavoro o l’età della pensione. In questi capricci della storia, sebbene si anticipi una società umana, non significa che possiamo toccare il cielo con un dito. Tuttavia, la cosa importante è non sentirsi sconfitti e avere umiltà, sapere che non saremo mai trionfatori totali, perché siamo riusciti appena a salire di tre o quattro scalini e siamo subito scesi di uno o due. Però una di queste conquiste almeno si conferma in maniera definitiva. Se diamo un po’ di spazio alla memoria vedremo che tutte le conquiste sociali che abbiamo acquisito negli anni sono state il frutto delle lotte di persone che sognavano di cambiare il mondo… il che è difficile, però qualcosa si ottiene.
All’inizio della tua presidenza avevi annunciato una svolta a sinistra in economia, pensi di esserci riuscito?
Fino a che punto sono riuscito a svoltare? Beh, dipende se intendiamo l’economia solo come una parola o se invece la intendiamo come una realtà. Faccio dei numeri per essere più chiaro: in Uruguay abbiamo oggi un 10% di poveri e ce n’erano più di 20%. E del 5% di indigenti che c’erano rimane solo lo 0,5%. Voglio dire che se l’economia non si riflette nel modo in cui vivono le persone, allora mi interessa un fico secco. La tragedia è che ci sono ancora poveri e questo non è accettabile, non è giustificabile in un paese come l’Uruguay. Il che significa che qualcosa abbiamo fatto, ma si sarebbe dovuto fare di più.
Quali sfide ha davanti a sé la sinistra latinoamericana?
La lotta per creare una cultura diversa da quella intrinseca del capitalismo, perché l’educazione tradizionale non basta. L’educazione è un addestramento per il lavoro e non presuppone necessariamente una cultura. Per me la cultura comincia a casa, nei profumi della tavola, della cucina; la cultura sono le reazioni ai valori che regolano la nostra vita. Occorre capire che l’uomo non è un’impresa, né un mercato, non è una merce, una cosa che si vende e si compra, ma una creatura vivente con sentimenti, dolore, angoscia, sete di felicità. Se la cultura non tiene in conto la felicità umana, la vita ci sfugge. Se la cultura tende ad essere solo mercato e il nostro destino è quello di comprare cose nuove e non avere tempo per i figli o gli amici, ci trasformeremo in esseri senza tempo, impegnati nel compra-compra e il mercantilismo. E allora sì che siamo fritti.
Durante il tuo mandato si è approvata una legge che legalizza l’uso della marijuana. Pensi che questa iniziativa incentivi un consumo responsabile?
Non lo so, però l’obiettivo principale era “dare in testa” a quei pochi cervelli marci e vecchi, quel gruppo di vecchi retrogradi che vorrebbe risolvere il problema della droga con i bastoni. Io penso che il problema della droga si debba affrontare fottendogli il mercato, rubandoglielo: è lo Stato che deve farsi carico di questo tema.
La droga è una piaga, ma dobbiamo prendere atto che esiste una quota di animali stupidi, uomini e donne, che si fanno “agganciare” e finiscono nella clandestinità. E quando uno gira in clandestinità io non posso trattarlo dal punto di vista medico. Per questo preferisco la vendita pubblica della droga e se uno vuole punirsi, io – governo – ti vendo il castigo legalmente, almeno però so chi si sta facendo di che. E quando uno arriva al punto di essere strafatto, io Stato ti dirò: “imbecille, ti devi ricoverare”. E devo ricoverarlo per tempo, perché se lo lascio nella clandestinità la droga gli costa un’enormità e deve andare a rubare e così finisce per marcire in galera …
Questa regolamentazione consente di ridurre il potere finanziario e corruttore del traffico nazionale e regionale della droga?
Il mondo lo comandano alcuni vecchi retrogradi e conservatori, che in piú si avvalgono di soldati che vivono della repressione e con quella giustificano un lavoro e un buon tenore di vita. Ma per tornare alla tua domanda sulla droga, si tratta di un fatto di mercato e bisogna rubare questo mercato agli speculatori. L’Uruguay non si libererà della droga ma si libererà del narcotraffico che è peggio della droga, perché in ultima analisi la droga finisce per essere un problema medico. Concettualmente è la stessa cosa con l’alcol: la gente pensa che se si beve due o tre whisky al giorno forse non gli farà bene, però si regge. Però quello che si beve un litro o litro e mezzo ogni giorno viene ricoverato in ospedale come alcolizzato, e io, per dio! devo trattarti come essere umano e cercare di salvarti la vita. L’ideale sarebbe che la gente non consumasse droghe, ah, sì, certo! L’ideale sarebbe che ci comportassimo bene, che non ci fossero ladri …
Dobbiamo lavorare per l’umanità che abbiamo, non per quella che sogniamo. Quello che ti sto dicendo sembra una cosa inaudita in questo mondo gestito da vecchi conservatori, e l’esempio di quello che non si deve fare ce lo mostra la storia degli Stati Uniti con il Proibizionismo che rese potente la mafia di Al Capone e compagnia. E che l’alcol era meno dannoso che altre sostanze…
Ci sono comunque altre dipendenze: la peggiore, secondo me, è la dipendenza dai soldi, che è quella di cui soffre questo gruppo di vecchi accumula-denaro che possiedono, da soli, il denaro che possiede la metà dell’umanità.
Sarà che credono di poterselo portare all’altro mondo, come i faraoni ?
Daniel Chavarría
IL SECOLO XIX
la Repubblica
Riforma pensioni 2016, proposte per la pensione anticipata: tutte le ipotesi – Guida
Riforma pensioni 2016, proposte per la pensione anticipata: tutte le ipotesi – Guida
Ultime notizie sulla riforma pensioni: lavoreremo fino a 70 anni!
In questa prima parte ricostruiamo le ultimissime news sulla pensione anticipata mentre nella parte successiva dell’articolo trovate lo schema riepilogativo. Hanno fatto rumore le ultime dichiarazioni di Boeri che, parlando dei conti dell’INPS, ha comunque assicurato la tenuta del nostro sistema pensionistico nel medio-lungo periodo.
L’allarme, però, è un altro ed è ben più grave. Il presidente dell’INPS, infatti, ha affermato che i nati nel 1980, se restassero così le cose, se la vedrebbero davvero brutta: oltre il 60 per cento di loro prenderà soltanto la pensione di vecchiaia e, di conseguenza, lascerà il posto (chi di loro riesce a non restare disoccupato!) nel 2050 a 70 anni di età. Le pensioni, e questo lo abbiamo già detto più volte, saranno poi più basse fino anche del 25 per cento rispetto ad oggi. A quanto pare, quindi, c’è poco da stare allegri!
Recentemente, poi, lo stesso Boeri è tornato a sollecitare un intervento urgente sulla flessibilità in uscita senza che, al momento, arrivassero particolari aperture oltre a quelle che conosciamo ormai da anni.
Per quanto riguarda l’attività dei sindacati, CGIL, CISL e UIL hanno recentemente presentato una proposta unitaria che sarà vagliata dal governo Renzi. Vi invitiamo a continuare a scorrere per leggerla nell’elenco che trovate nei successivi paragrafi.
Ancora promesse dal governo Renzi?
“Negli anni l’Italia ha messo in atto una delle più ambiziose riforme del sistema pensionistico – ha detto recentemente il ministro dell’Economia Padoan a margine della manifestazione dei sindacati lo scorso 2 aprile – gli indicatori europei ci segnalano fra i migliori esistenti: eventuali interventi non possono che partire da questa considerazione“.
Sintesi degli ultimi avvenimenti
Riassumiamo il canovaccio che abbiamo raccontato negli ultimi mesi su queste pagine. Scendono le quotazioni di alcune proposte originariamente considerate più attendibili, come ad esempio la quota 100, mentre cresce il gradimento verso i pensionamenti flessibili. Tuttavia nelle ultime settimane è arrivato lo stop di Tito Boeri, presidente INPS, che ha bocciato gran parte delle proposte perchè troppo costose. La sua posizione, al momento, è quella di favorire il prepensionamento dei lavoratori con il metodo interamente contributivo, mandando in soffitta il sistema misto che, per i giovani, già non esiste più. Tale ragionamento piace poco sia al governo Renzi che a quelli che, come Cesare Damiano, predicano una flessibilità in uscita basata su penalizzazioni decrescenti.
Nelle prime settimane del 2016 non sono arrivate novità sostanziali: il dibattito è appiattito sulle solite proposte e dal governo Renzi, al momento, non c’è alcun segnale. Tutto fermo, dunque, nell’attesa che il tema sia finalmente affrontato seriamente. L’attenzione della politica, in queste settimane, sembra essere decisamente altrove.
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Questo articolo è soggetto ad aggiornamenti periodici alla luce delle dichiarazioni e delle nuove proposte dei principali protagonisti della vita politica, sindacale ed economica. I contenuti sono rivisti costantemente dalla redazione per fornire all’utente un quadro completo dal cantiere della previdenza e per chiarire tutti i dubbi che possono sorgere nel corso della pubblica discussione.
Consigliamo la lettura delle guide di Affari Miei su
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— Principali proposte di riforma pensioni —
Proposte dei sindacati: quota 41 e pensione anticipata a 62 anni
Quota 100: la proposta di Cesare Damiano per la pensione anticipata
La Lega Nord ha depositato una sua proposta di quota 100 che prevede l’uscita con 58 anni di età e 42 di contributi: si tratta di una variante che sarà esaminata dal Parlamento.
Quota 100 con esodo volontario: Ercolani presenta la variabile della proposta Damiano
Pensione flessibile con penalizzazioni decrescenti e quota 41: il Ddl Damiano
Fonte: Pensionioggi.it |
Con 41 anni di contributi si conseguirebbe la pensione di vecchiaia indipendentemente dall’età, come accadeva quando era in vigore la pensione di anzianità (all’epoca bastavano 40 anni e si parlava dei c.d. quarantisti per indicare chi lasciava il lavoro dopo 40 anni di contributi). Le ultime notizie provenienti dalla politica vedono crescere le possibilità che questa soluzione possa essere approvata, sebbene non si è ancora capita precisamente la natura e la quantità del taglio che si andrebbe a stabilire per favorire l’uscita dal lavoro. Dopo la sentenza della Consulta sulla Legge Fornero, questa soluzione ha progressivamente preso piede anche se le ultime notizie di settembre hanno segnato una netta frenata da parte della politica.
Leggi anche: Pensione integrativa, guida di Affari Miei ai piani individuali pensionistici – Previdenza complementare, come non farsi fregare dalle polizze vita
Prestito pensionistico: la proposta dell’ex ministro Giovannini ripresa dal PD
Nel mese di luglio 2015 il Partito Democratico ha depositato al Senato un DDL a firma di Giorgio Santini e supportato anche da Pietro Ichino. Esso prevede per i lavoratori over 55 l’estensione dell’ASDI, il nuovo sussidio di disoccupazione introdotto con il Jobs Act, per un anno anzichè sei mesi. Trascorso questo periodo, essi potrebbero accedere all’APA (Assegno pensionistico anticipato) del quale, una volta conseguito il diritto ad andare in pensione, dovrebbero restituire i 2/3 con piccoli prelievi sulla futura pensione.
Nel mese di ottobre, in vista della Legge di Stabilità 2016, è circolata una nuova ipotesi di prestito pensionistico con la partecipazione delle aziende: in pratica l’intervento statale sarebbe solo marginale in questo caso mentre alle imprese verrebbe chiesto di accollarsi il prestito ai lavoratori in cambio di benefici non ancora precisati. I lavoratori, una volta raggiunti i requisiti per la pensione, restituirebbero l’importo alle aziende. La proposta è stata criticata perchè opzionale e difficilmente realizzabile soprattutto per le piccole imprese che sono l’ossatura del nostro sistema economico produttivo.
Pensione anticipata 2016 con ‘Opzione Uomo’: regime sperimentale per tutti?
Pensionamento anticipato tramite accordo lavoratore-azienda e riscatto contributi della laurea. DDL 1941 depositato al Senato da Sacconi
E’ la proposta dell’ex ministro dei governi Berlusconi Maurizio Sacconi che abbiamo raccontato unitamente al riscatto agevolato dei contributi per gli anni un cui sono stati compiuti gli studi universitari. Praticamente le imprese, per “svecchiare” il personale, pagherebbero una quota per anticipare il pensionamento dei lavoratori e favorire la flessibilità in uscita. Non sembra piacere molto, tant’è che se ne parla poco.
A maggio, infine, al Senato Sacconi ha depositato il DDL 1941 per proporre la pensione anticipata dei lavoratori in maniera flessibile. Il disegno di legge ricalca molto quello di Cesare Damiano e prevede, inoltre, incentivi per le madri lavoratrici, con il calcolo di contributi doppi nel periodo di astensione dal lavoro per maternità o puerperio.
Letture consigliate: Quando finirà la crisi economica in Italia? – E’ possibile cambiare vita a 50 anni?
Proposta di Salvini: 1.000 euro al mese di pensione a tutti con 40 anni di contributi
La proposta del leader della Lega prevede un assegno universale di 1000 euro a cui si accede con 40 anni di lavoro. I contributi previdenziali “ulteriori” alla soglia di 5 mila euro annui per raggiungere tale soglia verrebbero restituiti in busta paga al lavoratore. La soluzione, chiaramente, riguarderebbe i giovani. Per approfondire, consigliamo la lettura del post dedicato linkato in precedenza.
Proposta per la pensione anticipata di Boeri: riforma pensioni in 5 punti
Nel corso della relazione annuale dell’INPS dell’8 luglio 2015, il presidente Tito Boeri ha lanciato la sua proposta di riforma pensioni articolata, fondamentalmente, su 5 punti precisi. Bocciatura per quota 100, quota 41 e pensionamenti flessibili, sostenuti da Damiano e da una parte del PD. Nei primi giorni del mese di novembre, poi, è rimbalzata sulla stampa nazionale la bozza che in estate il presidente dell’INPS inviò al governo che esplicita nel dettaglio tutti i passaggi più importanti.
Ecco i 5 punti in sintesi:
- reddito minimo garantito per over 55: il presidente INPS propone di garantire con forme di assistenza quei lavoratori che hanno perso il proprio impiego in età avanzata. La misura va finanziata con la fiscalità generale;
- unificazione dei trattamenti previdenziali: stop alle tante pensioni che vengono percepite, tutti i trattamenti vanno unificati in un unico assegno mensile;
- stop ai vitalizi dei parlamentari: Boeri ha chiesto al Parlamento di rendere pubblici i criteri con cui vengono calcolati i vitalizi che sono, a tutti gli effetti, delle baby pensioni. Per il numero uno INPS bisogna interrompere le differenze tra generazioni e categorie e prevedere criteri univoci per tutti;
- flessibilità sostenibile: l’età pensionabile può essere anticipata solo se il montante contributivo accumulato viene spalmato su più anni. In poche parole, contributivo per tutti se si desidera di lasciare il lavoro in anticipo rispetto a quanto ora prevede la legge, in ossequio agli aumenti dell’aspettativa di vita;
- contributi anche dopo la pensione: l’INPS vuole offrire la possibilità alle imprese di versare contributi agli ex dipendenti o ai lavoratori di versarli anche se percepiscono già la pensione e svolgono altre attività. Questo vuole essere un incentivo a non lasciare la vita lavorativa attiva.
Leggi anche => Quando vado in pensione?
Aumento pensioni minime: dal 2018 Renzi invierà 80 euro anche ai pensionati?
L’annuncio è arrivato durante l’assemblea PD del 18 luglio da parte del premier Matteo Renzi. In occasione delle elezioni politiche il leader Dem punta a bissare il successo elettorale del 2014 alle europee, estendendo (o promettendo di farlo) il bonus degli 80 euro ai pensionati con redditi inferiori a 25 mila euro. Ancora ignote le coperture ma, se questi sono i tempi, ci sarà modo di capire se si tratta di una proposta seria o di un annuncio per strappare qualche titolo di giornale. Intanto la miccia della discussione è stata accesa e siamo sicuri che se ne parlerà molto spesso.
Part-time agevolato per favorire il prepensionamento?
La notizia è approdata sui principali organi di stampa ad inizio settembre ed ha trovato riscontri nella Legge di Stabilità 2016 in corso di approvazione. In pratica l’azienda consentirebbe, secondo quanto scrive il quotidiano La Stampa, di ridurre l’orario di lavoro dei pensionandi impegnandosi a pagare i contributi integralmente e ad assumere un giovane. In cambio, ovviamente, le imprese riceverebbero delle agevolazioni economiche da parte dello Stato.
Pensione anticipata con tagli entro il 15%
Altra ipotesi circolata a settembre prevede una variabile della quota 41 con tagli più consistenti. In pratica il governo, secondo diverse indiscrezioni, starebbe lavorando a prevedere la pensione anticipata a partire da 63 anni, con 3 anni di anticipo rispetto alla vecchiaia, con tagli che vanno dal 3 al 5 per cento annuo fino ad un massimo del 12-15%. Al momento questa ipotesi è stata solo battuta dalla stampa, nessun membro del governo l’ha ancora esplicitata.
Riforma pensioni 2016: le novità della Legge di Stabilità
- attuata la settima salvaguardia per gli esodati (i comitati, però, lamentano che circa 20 mila lavoratori resteranno tagliati fuori);
- prorogata l’opzione donna al 2015 e valutare cosa fare per il futuro (sono rimaste tagliate fuori le signore nate nell’ultimo trimestre del 1958 e le lavoratrici autonome dell’ultimo trimestre del 1957 a causa dell’aspettativa di vita. Sul punto la Legge di Stabilità ha previsto un intervento ogni anno, a settembre, per verificare la possibilità di prorogare il regime);
- prevedere interventi ad hoc contro la povertà (non si è ancora capito quali sono!);
- prepensionamenti con part-time e versamento dei contributi a carico dell’azienda per lavoratori over 63: le aziende verserebbero lo stipendio ridotto ed i contributi per intero, salvaguardando la futura pensione. Lo Stato si accollerebbe i contributi figurativi.
Quota 42 e 43: Boeri contro i sindacati?
Anticipo pensionistico (APE)
La proposta è circolata ad inizio 2016. In pratica, secondo quanto si intuisce dai piani del governo Renzi, i nati negli anni 1951, 1952 e 1953 che oggi hanno già superato i 63 anni ma non hanno ancora raggiunto l’età minima per la pensione di vecchiaia, potrebbero chiedere di andare anticipatamente in pensione. Il funzionamento, in buona sostanza, sarebbe molto simile a quello dei mutui con durata di 5 o di 10 anni: al lavoratore lo stato erogherebbe una somma che, una volta raggiunti i requisiti, verrebbe restituita a rate con penalizzazione media annua del 4 per cento. Secondo quanto scritto dai principali quotidiani italiani, questa proposta potrebbe finire nella legge di Stabilità 2017.
I punti della riforma pensioni nel 2016
- esodati – non tutti sono stati salvaguardati e nelle ultime settimane dello scorso anno è circolata una voce che parla di un ottavo provvedimento di tutela;
- opzione donna – sono rimaste tagliate fuori le signore di cui si è detto prima che, insieme a quelle che a breve matureranno i requisiti previsti per il 2015, chiedono una proroga al 2018 del regime sperimentale;
- lavoratori precoci – il filone numericamente più importante è ancora al palo, con tutte le varie proposte sulla flessibilità in uscita di cui abbiamo detto sopra.
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Visitazione della Beata Vergine Maria
Quando la Vergine seppe dall’Arcangelo Gabriele che era prossima a divenire madre del Precursore, fu stimolata interiormente dallo Spirito Santo a recarsi alla casa di sua cugina S. Elisabetta per apportarvi i primi frutti della redenzione. Il viaggio da Nazareth, dove abitava la SS. Vergine, fino alla città di Ebron dove stava Elisabetta era di 69 miglia circa. Le montagne e la cattiva stagione rendevano più incomodo tale percorso. Tuttavia la B. Vergine si pose in cammino con sollecitudine, come nota il Vangelo, spinta da quella grande carità che ardeva nel suo cuore. Ella incominciava allora la sua missione di dispensiera di tutte le grazie.
Giunta alla casa di Elisabetta, Maria fu la prima a porgere il saluto alla cugina, ed apportò in quella casa grazie straordinarie: S. Giovanni Battista fu liberato dal peccato originale, Zaccaria riebbe la parola, S. Elisabetta ricevette l’abbondanza dei doni dello Spirito Santo ed alla vista della Vergine esclamò: « Quale grazia è per me questa che venga a me la Madre del mio Signore? ».
Maria, in risposta, pronunciò lo stupendo cantico del Magnificat, la più degna lode che Dio ricevesse dalla bocca della sua santa Madre, e che la Chiesa fa recitare ogni giorno ai sacerdoti nell’Ufficio divino.
L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore continua >>
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome:di generazione in generazione la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri,
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen.
Con questo cantico Maria loda Iddio di averla arricchita di tali privilegi; predice la sua gloria nell’avvenire: profetizza che il Salvatore del mondo umilierà i superbi ed esalterà gli umili e spanderà la sua misericordia in tutti i secoli fino alla fine del mondo.
Secondo il S. Vangelo, Maria si trattenne per tre mesi nella casa di S. Elisabetta. In questo tempo Ella prestò alla cugina tutti i più umili servizi, con una bontà che solo la madre di Dio poteva avere.
Come fu ripiena di grazia la famiglia di Elisabetta alla visita di Maria, così può chiamarsi beata l’anima devota di Maria. Maria non solo protegge i suoi devoti, ma, come dice un santo, li serve. Dove vi è l’amore a Maria vi è ogni bene, perchè Ella porta con sè Gesù, vera pace dell’anima.
PRATICA. Sull’esempio di Maria proponiamo di essere umili e caritatevoli verso il prossimo.
PREGHIERA. Deh! Signore, accorda ai tuoi servi il dono della grazia celeste, affinchè come il parto della B. Vergine fu loro principio di salvezza, così la solennità della sua Visitazione aumenti la loro pace.