Archivi giornalieri: 17 gennaio 2021

Riforma Pensioni 2021, cosa accade a Quota 100 con la crisi di Governo?

Riforma Pensioni 2021, cosa accade a Quota 100 con la crisi di Governo?

 

Il Governo dovrà varare la nuova legge sulle pensioni


La crisi di governo è iniziata da pochi giorni, ma potrebbe già cambiare l’agenda dei provvedimenti da prendere entro la fine dell’anno, come per esempio la riforma delle pensioni 2021, con Quota 100 all’ultimo anno. Le pensioni anticipate Quota 100 non verranno rinnovate per il prossimo anno, come hanno più volte ribadito gli esponenti del Governo.

Quota 100 consente di andare in pensione con 62 anni di età anagrafica e 38 anni di contributi, ma è stata approvata a livello triennale, con scadenza nel 2021. Se non si dovesse approvare una nuova legge sulle pensioni, dal prossimo anno si tornerebbe alla legge Fornero. Quindi c’è il rischio di uno scalone di cinque anni per chi nel 2022 andrà in pensione, con i 67 anni fissati dalla riforma Fornero.

Per questo si stavano valutando alcune alternative a Quota 100, ma con la crisi di governo potrebbero cambiare le persone che andranno a decidere come sostituire la riforma delle pensioni.

Quota 41 e Quota 102

Alcune delle possibilità ipotizzate per sostituire Quota 100 sono Quota 41 e Quota 102, per poter evitare il ritorno della legge Fornero. L’obiettivo è di creare una riforma delle pensioni strutturale e non triennale come accadde con Quota 100.

Quota 41 per i precoci è già attiva attualmente per chi ha 12 mesi di contributi precedenti ai 19 anni di età. In questo caso si può andare in pensione con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica.

Quota 102 invece prevede un innalzamento dei requisiti richiesti per Quota 100, facendo passare il livello anagrafico da 62 anni a 64 anni, in maniera tale da rendere sostenibile la riforma.

In tutti questi casi si parla di un’introduzione di una penalizzazione annuale del 2-3% per chi vuole andare in pensione anticipata, così da evitare un costo di miliardi di euro ogni anno come avvenuto per Quota 100.

 

Assegni familiari e pensioni: rivalutazioni 2021

Assegni familiari e pensioni: rivalutazioni 2021

Assegni familiari e quote di maggiorazione di pensione per il 2021: nuove soglie di reddito e importo prestazioni per gli esclusi dalla normativa ANF.
 

Dal 1° gennaio 2021 si rivalutano le soglie di reddito che danno diritto agli assegni familiari e alle quote di maggiorazione pensione di coltivatori diretti, coloni e mezzadri, piccoli coltivatori diretti, pensionati delle gestioni speciali per i lavoratori autonomi.Con la circolare n. 157 del 29 dicembre 2020, l’INPS riporta i nuovi limiti di reddito familiare e mensile per il 2021, ai fini del riconoscimento degli assegni e della maggiorazione di pensione per queste categorie di lavoratori, e che invece non si applicano ai soggetti interessati dalla normativa sull’ANF (che sono destinati alla generalità di dipendenti e pensionati).

=> Assegni familiari: fasce di reddito ANF

Limiti di reddito

 

I limiti in questione riguardano dunque coltivatori diretti, coloni e mezzadri; piccoli coltivatori diretti; pensionati delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi. Le soglie rivalutate per tutti questi soggetti, ai fini della verifica del diritto al beneficio, sono fissati per tutto il 2021 a:

  • 726,11 euro per il coniuge, per un genitore, per ciascun figlio o equiparato;
  • 1270,69 euro per due genitori ed equiparati.

Importo prestazioni

  • 8,18 euro mensili – coltivatori diretti, coloni e mezzadri per i figli ed equiparati;
  • 10,21 euro mensili – pensionati delle gestioni speciali per i lavoratori autonomi e piccoli coltivatori diretti per il coniuge e i figli ed equiparati;
  • 1,21 euro mensili – piccoli coltivatori diretti per i genitori ed equiparati.
 
 
 
 

 

 

Pensione Quota 41 senza limiti anagrafici?

Pensione Quota 41 senza limiti anagrafici?

Continua il dibattito sulla riforma delle pensioni: la Legge di Bilancio ha prorogato l’Ape Sociale e l’Opzione donna, ma che ne sarà di Quota 41?

di , pubblicato il  alle ore 07:41
Continua il dibattito sulla riforma delle pensioni: la Legge di Bilancio ha prorogato l’Ape Sociale e l’Opzione donna, ma che ne sarà di Quota 41?
 

Continua il dibattito sulla riforma delle pensioni: la Legge di Bilancio ha prorogato l’Ape Sociale e l’Opzione donna, ma che ne sarà di Quota 41?

Molte misure di pensionamento anticipato hanno una determinata età di uscita dal mercato del lavoro (Quota 100, Ape Social, Opzione Donna), ma nel nostro sistema previdenziale esistono anche misure che non prevedono il raggiungimento di una determinata età pensionabile.

Pensioni anticipate 2021: dopo 41 anni si può andare in pensione?

Nell’anno 2021 ci sarà un’ampia platea di lavoratori pronta a lasciare il mercato occupazionale per accedere alla pensione anticipata ordinaria.

La pensione anticipata riguarda i lavoratori dipendenti del pubblico impiego, quelli del settore privato e i lavoratori con Partita IVA.

Con la pensione anticipata si potrà uscire dal mercato del lavoro nel momento in cui si compiono 42 anni (requisito anagrafico) e si versano 10 mesi di contribuzione: questo vale per i lavoratori di sesso maschile.

Tuttavia, nel nostro ordinamento la misura di pensionamento anticipato principale non prevede alcun limite di età.

Pensioni anticipate 2021: Quota 41

Per l’anno 2021 rimangono “congelati” gli stessi requisiti validi al 31 dicembre 2020.

Fino al 2026 non ci sarà alcun incremento dei requisiti per l’aspettativa di vita e finestra mobile di tre mesi per la sua decorrenza.

Tra le misure strutturali più vantaggiose rispetto alla pensione anticipata ordinaria c’è Quota 41, che prevede il pensionamento una volta raggiunti i 41 anni di versamenti e senza limiti anagrafici.

Ma Quota 41 non è una misura aperta alla maggior parte dei lavoratori, ma si tratta di una misura di pensione anticipata destinata a determinate categorie di lavoratori.

Quota 41: chi può accedere alla misura strutturale?

Quota 41 è la misura destinata a chi svolge attività lavorative che rientrano tra i lavori gravosi:

  • Conciatori di pelli e pellicce;
  • Facchini;
  • Camionisti e conducenti di mezzi pesanti in genere;
  • Addetti ai servizi di pulizia;
  • Guidatori di gru o conduttori di macchinari per la perforazione nelle costruzioni;
  • Maestre e maestri di asilo nido e scuola dell’infanzia;
  • Macchinisti dei treni e personale viaggiante ferroviario;
  • Operatori ecologici;
  • Infermieri e ostetriche che operano su turni nelle sale operatorie e nelle sale parto;
  • Pescatori;
  • Operai edili e manutentori di edifici;
  • Siderurgici;
  • Marittimi;
  • Addetti alla cura di persone non autosufficienti;
  • Braccianti agricoli.
     

Dei 41 anni di contributi necessari, devono essere stati versati effettivamente almeno 35 anni di contributi. Inoltre, almeno un anno deve essere stato versato prima dei 19 anni di età anche se in maniera discontinua.

Sant’ Antonio

 

Sant’ Antonio


Nome: Sant’ Antonio
Titolo: Abate
Nascita: 12 gennaio 251, Eraclea (Egitto Superiore)
Morte: 17 gennaio 356, Tebaide (Alto Egitto)
Ricorrenza: 17 gennaio
Tipologia: Memoria liturgica
Protettore di: animali

Antonio nacque presso Eraclea (Egitto Superiore) nel 251 da nobili genitori, ricchi e timorati di Dio, i quali si presero grande cura di educarlo cristianamente. A soli diciotto anni li perdette, rimanendo egli custode di una piccola sorella e possessore di considerevoli ricchezze.

Ma la voce di Dio non tardò a farglisi sentire: era orfano da appena sei mesi, quando in chiesa sentì leggere le parole di Gesù al giovane ricco: « Se vuoi essere perfetto, vendi quanto hai, e dallo ai poveri, così avrai un tesoro nel cielo, poi vieni e seguimi ».

Antonio le prese come dette a se medesimo: andò a casa, distribuì le sue sostanze ai poveri, riservandosene solamente una piccola porzione pel mantenimento suo e della sorella. Poco dopo avendo udito le altre parole di Gesù: « Non vi prendete fastidio del domani », diede ai poveri anche il rimanente, pose la sorella in un monastero di vergini, e lui stesso si ritirò a fare vita penitente nel deserto.

Quivi si sforzava di praticare le virtù che vedeva praticate da altri santi penitenti, nelle cui cellette spesso si recava per imparare da essi la via della perfezione. Lavorava inoltre per procacciarsi il cibo, e tutto ciò che guadagnava in più lo donava ai poveri. Ma il demonio non poteva sopportare in un tal giovane tanto ardore di perfezione, e cercò tutte le maniere possibili per distoglierlo dal suo intento; ma Antonio si raccomandava caldamente notte e giorno a Gesù, e accompagnava le preghiere con rigorosissime penitenze. Mangiava pochissimo e poverissimamente una volta sola al giorno, dormiva sulla nuda terra, e macerava in ogni modo il suo corpo: ottenne così completa vittoria sul demonio. Dopo un po’ di tempo, pregato un amico che ogni settimana gli portasse qualcosa per cibarsi, si volle appartare maggiormente; si inoltrò nel deserto, si pose in una grotta. Quivi il demonio ricominciò a tendergli le sue insidie, ed una volta venne e lo percosse tanto, che egli fu vicino a morirne; ma benché giacesse per terra sfinito, continuò a pregare e a cantare il versetto del salmo: « Ancorchè eserciti interi siano schierati contro di me, il mio cuore non temerà ». Al demonio poi ripeteva le parole di S. Paolo: « Nulla mai potrà separarmi dalla carità di Cristo ».

Tentazioni di Sant'Antonio abate

titolo Tentazioni di Sant’Antonio abate
autore Enea Salmeggia anno 1605

Volle poi egli segregarsi ancor più dagli uomini, e si inoltrò nel deserto giungendo ad una grande grotta; ma furono tante le istanze che alcuni gli fecero per essere suoi discepoli, che egli li accettò, ed essi incominciarono ad abitare vicino a lui.

Ai suoi discepoli il Santo raccomandava continuamente la perseveranza, la custodia del cuore, l’esortazione vicendevole, la pratica delle virtù, e il ricordo quotidiano dei Novissimi. Morì esortando i suoi monaci l’anno 356 al 17 gennaio, in età di 105 anni.

Tutti coloro che hanno a che fare con il fuoco vengono posti sotto la protezione di sant’Antonio, in onore del racconto che vedeva il Santo addirittura recarsi all’inferno per contendere al demonio le anime dei peccatori. È invocato contro la peste, lo scorbuto, i morbi contagiosi e appunto l’herpes zoster detto anche “fuoco di Sant’Antonio”.

Sant'Antonio Abate

titolo Sant’Antonio Abate
autore Moretto anno 1530-1534

I colpiti da questa affezione si recavano in pellegrinaggio presso Arles, dove stavano le reliquie del santo. Fu necessario costruire per loro un ospedale, il quale fu retto da religiosi che avevano come insegna la tradizionale gruccia a forma di “T”, attributo del santo. Costoro, per mantenersi, allevavano maiali che vagavano per le strade nutriti dalla carità pubblica, il grasso di questi maialini, infatti, veniva usato per curare l’ergotismo, chiamato il “fuoco di Sant’Antonio” e il meno invasivo herpes zoster. Quando le ordinanze ecologiche vietarono la libera circolazione delle bestie, fu fatta un’eccezione per questi suini purché distinguibili da una campanella. Per questo il santo è raffigurato con un maialino; da qui la sua protezione su tutti gli animali domestici.

È invocato anche per le attività agricole (pare che negli ultimi anni tenesse un orticello; i diavoli, in forma di fiere, glielo devastavano, ma lui li cacciava in nome di Dio) e per quelle di allevamento. Guantai, tessitori, tosatori, macellai, salumieri, confettieri e archibugieri lo tengono come protettore. Anche i panierai, perché il santo, per combattere l’ozio, intrecciava canestri. E i becchini, per la parte da lui avuta nella pietosa sepoltura dell’eremita Paolo. Per certi detti popolari, chi è colpito da sciagura improvvisa “deve aver rubato il porco di sant’Antonio”; gli intriganti e gli scrocconi vanno “di porta in porta come il porco di sant’Antonio”.

Santi Antonio Abate e Paolo Eremita

titolo I santi Antonio Abate e Paolo Eremita
autore Diego Velázquez anno 1634-1660

Un testo greco, probabilmente scritto a integrazione della Vita di Atanasio e tradotto in latino da S. Girolamo (30 set.), racconta di una visita di un S. Antonio novantenne a Paolo l’Eremita (15 gen.). Secondo il testo Antonio, che era tentato dalla vanità di credersi colui che aveva servito Dio nel deserto più a lungo e più duramente, aveva ricevuto in sogno la notizia che qualcuno lo aveva invece preceduto nel condurre questo tipo di vita. Guidato quindi da un centauro, da un satiro e da una luce celeste, dopo due giorni e mezzo di marcia giunse alla cella di Paolo. I due si abbracciarono e si salutarono per nome; poi un corvo portò loro del pane, un fatto che Paolo disse avvenire da sessant’anni. Infine disse ad Antonio che Dio lo aveva mandato per seppellirlo e che desiderava essere avvolto nel mantello che Antonio aveva ricevuto da Atanasio. Antonio fece ritorno al monastero per prenderlo, e quando ritornò alla cella di Paolo lo trovò morto in ginocchio; apparvero allora due leoni che scavarono una fossa. Questo incontro è stato raffigurato ancora prima delle tentazioni; appare infatti sulla croce di Ruthwell in Cumbria (vtit sec.) e sulle otto croci irlandesi che risalgono a prima dell’anno 1000.

PRATICA. Impariamo da S. Antonio a ricorrere prontamente a Dio nelle tentazioni e a mortificare il nostro corpo per poter vincere il demonio.

PREGHIERA. Deh! Signore, ci renda accetti l’intercessione del beato Antonio, affinchè quel che non possiamo coi nostri meriti, lo conseguiamo per il suo patrocinio.

MARTIROLOGIO ROMANO. Niella Tebàide sant’Antonio Abate, il quale, padre di molti Monaci, visse celeberrimo per la vita e miracoli; le sue gesta furono descritte da sant’Atanasio in un celebre volume. Il suo sacro corpo però, sotto l’Imperatore Giustiniano, fu ritrovato per divina rivelazione, portato ad Alessandria e sepolto nella chiesa di san Giovanni Battista.