Crisi

Crisi, le famiglie ”tagliano” anche sul diritto alla salute per i propri figli

Il perdurare della crisi economica induce il 54% delle famiglie a limitare i controlli diagnostici e specialistici sui figli. Per risparmiare, il 60% anticipa lo svezzamento dei neonati; mentre i pediatri temono il peggiorare delle condizioni igienico-sanitarie nel 10% dei casi, la diminuzione delle vaccinazioni (8%), tagli nelle forniture di farmaci e alimenti (8%) dedicati soprattutto alle malattie rare.

E’ un quadro a tinte fosche quello rappresentato da Paido’ss, nuovo Osservatorio Nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza, che esordisce con la realizzazione di due indagini parallele, su 600 pediatri di famiglia e su 1000 genitori di tutta Italia.

I dati di Paido’ss sono lì a fotografare una situazione in cui l’80% dei genitori di bambini fino a 14 anni (che sono 8,3 milioni secondo l’Istat) ammette di avere difficoltà a garantire cure sanitarie e assistenziali adeguate ai propri figli. Una situazione in cui metà delle famiglie è costretta a scegliere il latte artificiale solo in base al prezzo più basso e non seguendo il consiglio del pediatra, mentre poco più del 35% non può dare adeguato spazio ai cibi espressamente dedicati all’infanzia. In cui il 37% dei genitori considera ”pesanti” le spese per apparecchi per i denti, occhiali (25%) e correttori ortopedici come scarpe e plantari (21%). Se i genitori riferiscono questi loro problemi quotidiani, i pediatri temono anche una riduzione dei servizi di assistenza per malattie croniche (19%) e anche della possibilità per le famiglie di accedere a visite specialistiche non erogate dal servizio sanitario nazionale (16%).

”Mentre da tempo aspettiamo i Lea (livelli essenziali di assistenza) pediatrici, puntualmente disattesi dal Piano sanitario nazionale, l’accesso ai servizi socio-sanitari si sta riducendo soprattutto per i minori affetti da malattie croniche, disabili, per gli adolescenti con dipendenze e per i 720.000 minori che in Italia vivono in povertà assoluta”, denuncia l’Osservatorio, che così continua: ”I vincoli di spesa imposti dall’Europa e dalla crisi non fanno che aggravare la situazione e gli ultimi dati mostrano un continuo peggioramento del gap fra le diverse realtà, col Sud in sempre maggiore difficoltà, soprattutto sull’assistenza all’ infanzia dove si registrano gli squilibri maggiori”.

Anche per questo nasce l’Osservatorio, che vede l’adesione di alcuni fra i massimi esponenti della sanità italiana (tra cui gli ex ministri Ferruccio Fazio e Livia Turco) e che opererà secondo quattro direzioni principali: ricerche e indagini per monitorare la situazione sulla salute pediatrica; azioni di lobbying volte ad incidere sulle politiche e sui programmi; organizzazione di eventi e corsi di aggiornamento per operatori sanitari, medici e genitori; campagne di comunicazione, attività on-line e attività di sensibilizzazione permanente con la stampa.

ansa

Crisiultima modifica: 2013-07-15T15:45:20+02:00da vitegabry
Reposta per primo quest’articolo