Archivi giornalieri: 22 giugno 2023

L’INPS eroga un assegno fino a 1.500 euro al mese per 4 anni | Controlla se sei tra i fortunati beneficiari

L’INPS eroga un assegno fino a 1.500 euro al mese per 4 anni | Controlla se sei tra i fortunati beneficiari

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Si tratta di un’indennità ponte erogata dall’INPS per chi si ritrova in determinate condizioni economiche e con specifici requisiti. Di seguito tutti i dettagli.

Può capitare di ritrovarsi a soli quattro anni dall’età pensionabile (67 anni), ma non essere più in grado di svolgere un’attività lavorativa che consenta di avere un’entrata mensile. Una situazione difficile, in cui, si trovano molti italiani.

Fortunatamente, esiste un’indennità che potrebbe essere definita una via di mezzo tra un tipico sussidio ed una vera pensione, si tratta dell’APE Sociale. Tale misura, introdotta dalla legge di stabilità 2017, è ancora in vigore per chi soddisfa i requisiti richiesti nel corso dell’anno. Lo Stato Italiano garantisce tale indennità ai lavoratori in condizioni di difficoltà, che chiedono di andare in pensione a 63 anni e viene erogata dall’INPS fino al raggiungimento dell’età prevista per accedere alla pensione di vecchiaia.

Una misura che garantisce un assegno pensionistico fino a 1.500 euro al mese riconosciuti dai 63 ai 67 anni di età. Chiaramente, il beneficio spetta a determinate condizioni, nelle prossime righe scopriamo quali.

APE sociale: a chi spetta

Anche per quest’anno è attiva l’APE Sociale, la misura introdotta nel 2017, grazie alla quale chi ha almeno 63 anni di età e si trova in una delle condizioni previste dalla normativa può ottenere.

Come abbiamo anticipato, il sussidio viene riconosciuto solo in favore di persone che, al momento della domanda, abbiano almeno 63 anni di età. Ma non basta! Infatti, è necessario avere un’anzianità contributiva tra i 30 ed i 36 anni, oltre che particolari condizioni. Nello specifico, le categorie che possono accedere alla misura sono solo: i lavoratori che svolgono mansioni gravose, i lavoratori dipendenti in stato di disoccupazione che abbiano esaurito il trattamento di disoccupazione e i caregiver, gli invalidi civili almeno al 74 per cento.

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Potremmo definire l’APE Sociale, una sorta di accompagnamento alla pensione, un’indennità ponte erogata dall’INPS, fino alla maturazione dei requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia o anticipata, a seconda dei casi. L’importo è pari all’importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell’accesso alla prestazione e può arrivare fino a 1.500 euro. Per ottenerne il riconoscimento è necessario presentare un’apposita domanda all’INPS, esclusivamente per via telematica attraverso l’area dei servizi online dell’Istituto Previdenziale, entro il 15 luglio 2023 è possibile presentare istanza intermedia. Le domande inoltrate oltre la data del 15 luglio 2023 (e comunque non oltre il 30 novembre 2023), sono prese in considerazione, salvo disponibilità delle risorse finanziarie a ciò destinate. Ricordiamo che l’agevolazione non è compatibile con i trattamenti di sostegno al reddito o con l’indennizzo per la cessazione dell’attività commerciale.

 

San Paolino di Nola

San Paolino di Nola


San Paolino di Nola

Nome: San Paolino di Nola
Titolo: Vescovo
Ricorrenza: 22 giugno
Protettore di: giardinieri, suonatori di campane

Di nobile famiglia romana, che aveva da sempre sfornato alla repubblica e all’impero valenti senatori, si chiamava Meropio Ponzio Anicio Paolino, ed era nato a Bordeaux verso il 353. Favorito dal nome illustre, Paolino percorse senza intoppi la carriera amministrativa fino a diventare governatore della Campania.

Nei suoi numerosi viaggi ebbe la fortuna di incontrare delle personalità più in vista del cristianesimo, come il vescovo di Milano Ambrogio e Agostino di Ippona, fresco di conversione. Fu soprattutto la straordinaria vicenda spirituale di quest’ultimo a fargli imboccare la via del cristianesimo. Nel 390 riceveva il battesimo nella città natale e durante una permanenza in Spagna conobbe un’avvenente e pia giovane,Therasia, che sposò. Ambedue però decisero poi di perseguire un ideale di perfezione evangelica fondato sulla povertà, l’ascetismo e la preghiera, spinti a quella decisione la morte prematura del figlioletto, Celso. Venduto quanto possedevano — ed era moltissimo in beni mobili e immobili —, distribuirono il ricavato fra i poveri della città e diedero il via nella Catalogna a un’interessante esperienza monastica.

Nel 394 Paolino venne ordinato sacerdote dal vescovo di Barcellona, dietro anche le forti pressioni del popolo che da tempo ammirava quella singolare figura di cristiano, onesto e asceta, e sempre disponibile alle esigenze della carità. Molti vescovi lo richiesero tra le file del proprio clero. Paolino, sempre attratto e affascinato dalla vita monastica, rifiutò tutte le offerte per ritirarsi a Noia, dove la famiglia possedeva una chiesetta costruita sulla tomba di un martire. Accanto alla chiesetta egli costruì un santuario e un ospizio per i poveri, riservando per sé il primo piano, dove si ritirò con la moglie e altri amici a condurre una vita di silenzio e di preghiera, di distacco dal mondo. Distacco non totale, perché continuò a mantenere, attraverso una fitta corrispondenza, vivi contatti con i personaggi più illustri del tempo (sant’Agostino, san Girolamo, Rufino, Sulpicio Severo…), intervenendo nelle questioni religiose e civili che appassionavano il cristianesimo di allora. Tra i principali problemi di Paolino, che in gioventù era stato iniziato alla retorica e alla poesia dal poeta Ausonio, ci fu l’atteggiamento da assumere nei confronti della letteratura classica, atteggiamento che in lui era ispirato a moderazione e a buon gusto.

Nella solitudine del cenobio ebbe modo di coltivare la poesia, cantando le bellezze del cristianesimo, le eroiche virtù dei santi, ispirandosi alla tradizione classica, lasciata poi cadere per far posto all’influsso determinante della sacra Scrittura. Anche quel periodo felice ebbe però termine, e fu quando a furor di popolo venne eletto vescovo della città. Accadde nel 409, mentre l’Italia stava per vivere uno dei periodi più bui e tragici della sua storia: l’invasione dei barbari, la caduta dell’impero romano, con il contorno di devastazione e di miseria che per qualche tempo ne seguì. Genserico, il re dei vandali, aveva già strappato in Africa molte e pingui regioni all’impero romano, e da lì stava progettando di invadere l’Italia, e di mettere a ferro e fuoco Roma. L’impresa gli riuscirà nel 455. Paolino non ebbe però il tempo di assistere alla tragica fine di Roma: morì alcuni anni prima, nel 431, in avanzata età (un anno prima era morto anche l’amico Agostino), rimpianto dai nolani per i quali seppe essere un buon padre preoccupato per il loro bene spirituale e materiale.