Archivi giornalieri: 17 febbraio 2017

Licenziamenti

Licenziamenti: Cassazione su contratti a progetto 


Lavora da anni con contratto a progetto, ma senza il “progetto”. Licenziamento illegittimo. Così la Corte di Cassazione, respingendo il ricorso di due società, ha imposto loro di pagare ad una lavoratrice le retribuzioni non corrisposte sino al ripristino del rapporto di lavoro.
La sentenza n. 1744/2017 ha confermato i due gradi di giudizio precedenti, emessi prima dal tribunale di Genova e poi dalla Corte d’appello del capoluogo, con i  quali i giudici hanno accolto la domanda di una lavoratrice per il riconoscimento di un unico rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato sin dall’8 giugno 2004, nonostante la stipulazione di due contratti a progetto e due licenziamenti comunicati in forma “orale”. 

La Corte d’appello di Genova, in particolare, ha ritenuto che “l’attività di promozione telefonica o informatica dei prodotti venduti dalle due società coincidesse con l’oggetto sociale delle società stesse e che, di conseguenza, in assenza di uno specifico programma o progetto, operasse la presunzione (da ritenersi assoluta)” della sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, così come prevede l’articolo 69, comma 1, del d.lgs n. 276 del 2003.

La Cassazione ha ribadito un concetto importante e cioè che la specificità del progetto, programma o fase di esso è l’elemento caratterizzante della differenza fra un genuino rapporto di lavoro a progetto e un altro formalmente uguale “stipulato solo per celare un rapporto di lavoro subordinato (Cass. N. 17448/2016)”. In un altro passaggio della sentenza, la Cassazione, ricordando altri verdetti, è stata ancora più chiara: richiamando la normativa sull’argomento, ha sottolineato come le intenzioni del legislatore  siano finalizzate a  “porre un argine all’abuso della figura della collaborazione coordinata e continuativa, in considerazione della frequenza con cui giudizialmente ne veniva accertata la funzione simulatoria di rapporti di lavoro subordinato (nello stesso senso, cfr. Cass. nn.17636/2016, 17448/2016, 15922/2013)”.

L’Alta Corte, dunque, considerando corretto il giudizio d’appello, ha dato ragione alla lavoratrice e ha ribadito senza ambiguità che “in mancanza di progetto, programma di lavoro o fase di esso, la conversione automatica in rapporti di lavoro subordinato non può essere evitata dal committente-datore di lavoro neppure provando che la prestazione lavorativa sia stata caratterizzata da una piena autonomia organizzativa ed esecutiva”.

Conseguentemente, la Cassazione ha anche ribadito la “inefficacia” della comunicazione in forma orale del licenziamento, data dall’azienda alla lavoratrice al termine dei due contratti a progetto e il rispetto delle norme precedenti la legge di riforma n. 92 del 2012, secondo le quali “il licenziamento intimato oralmente è radicalmente inefficace, per inosservanza dell’onere della forma scritta, imposto dall’articolo 2 della legge 15 luglio 1966, n.604, novellato dall’art. 2 della legge 11 maggio 1990, n. 108 e, come tale, è inidoneo a risolvere il rapporto di lavoro”.  

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Santi Sette Fondatori dell’Ordine dei Servi della Beata Vergine Maria


Santi Sette Fondatori dell'Ordine dei Servi della Beata Vergine Maria

Nome: Santi Sette Fondatori dell’Ordine dei Servi della Beata Vergine Maria
Ricorrenza: 17 febbraio

Vivevano in Firenze, all’inizio del secolo xm, sette illustri patrizi che alla nobiltà del sangue, univano una grande virtù; Bonfiglio Monaldi, Bonagiunta Manetti, Manetto dell’Antella, Amedeo degli Amedei, Uguccione degli Uguccioni, Sostegno dei Sostegni, Alessio dei Falconieri.

Ascritti alla congregazione cittadina di S. Maria Maggiore, nella festa dell’Assunta dell’anno 1233, in chiesa, furono rapiti in estasi ed ebbero una visione. Parve loro di vedere partire da un globo infocato sette raggi di vivida luce e penetrare in loro, ispirandoli a rinunciare alla vita del mondo e a ritirarsi per attendere unicamente al servizio di Dio.

Finiti gli esercizi di pietà gli altri confratelli se ne uscirono di chiesa, essi però vi si fermarono.

Si guardarono attoniti l’un l’altro e nessuno osava dire per primo la visione. Ruppe finalmente il silenzio Bonfiglio, raccontando quanto aveva visto e sentito, e gli altri rimasero sbalorditi nel sentirsi manifestare ognuno la propria visione. Conchiusero quindi di consacrarsi al servizio di Dio e, senza frapporre tempo, assestarono le proprie cose domestiche e si ritirarono in solitudine.

Coll’approvazione e benedizione del Vescovo, andarono a Camarzia, nei pressi di Firenze e colà vestirono rozze lane, nascondendovi sotto il cilicio e una grossa cintura di ferro. Colla celebrazione della S. Messa di un sacerdote inviato dal Vescovo e colla S. Comunione,
inaugurarono la nuova vita il di della Natività di Maria SS.

Dovendo in seguito recarsi nuovamente a Firenze a chiedere al Vescovo quale regola dovevano abbracciare, al loro passaggio per le vie, i bimbi in fasce e i lattanti gridavano: — Ecco i servi di Maria, ecco i servi di Maria!

A Camarzia la loro casa divenne meta di pellegrinaggi onde essi, per non essere disturbati, pregarono la SS. Vergine a indicare loro un luogo più solitario. E furono esauditi, poiché, apparendo loro, indicò il monte Senario. Ritiratisi su quelle alture scoscese ed impraticabili, dapprima abitarono nelle grotte scavate nel sasso dalla natura, quindi cominciarono a fabbricarsi delle capannucce di legno e più tardi una chiesa ed altri caseggiati migliori, cingendo poi il tutto di ima siepe.

Il cardinale Goffredo Castiglione, legato pontificio per la Toscana, recatosi col Vescovo al monte, esortò quei solitari a mitigare la loro vita di penitenza e ad accogliere nella loro comunità quanti desideravano entrare. Fu così che d’allora cominciarono a moltiplicarsi i religiosi e i nuovi monasteri.

Una visione determinò poi la regola da seguire. Apparve loro un giorno la SS. Vergine circondata da Angeli: alcuni di questi portavano simboli della passione di Gesù, altri un libro aperto con le regole di S. Agostino, altri abiti religiosi di color nero, altri infine una scritta: « Servi di Maria ».

Così si può dire che la Madonna fu in modo sensibile e diretto la fondatrice della congregazione ed essi i cooperatori docili e fedeli.

PRATICA. Dai sette Fondatori dobbiamo imparare la costanza nel seguire la vocazione alla quale Dio ci chiama a far la sua santa volontà.

PREGHIERA. Signore Gesù Cristo, che per venerare i dolori della Santissima tua Madre, per mezzo dei sette santi Padri, hai fecondato la Chiesa d’una nuova famiglia di suoi servi, concedi propizio che noi ci associamo loro nel pianto, onde meritiamo di partecipare con essi ai gaudii.

MARTIROLOGIO ROMANO. Isette santi Fondatori dell’Ordine dei Servi della beata Vergine Maria, Confessori, la cui deposizione si celebra nei rispettivi giorni. Essi, che in vita furono congiunti da uno stesso spirito di vera fraternità e dopo morte ebbero tutti uniti la venerazione del popolo, dal Papa Leone decimoterzo furono anche insieme ascritti nel catalogo dei Santi.